Paesi offshore

La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) ha recentemente pubblicato un nuovo studio relativo alla tassazione sul reddito d’impresa nei paesi in via di sviluppo, che contiene nuove analisi informative, nonché alcune importanti cifre sul fenomeno.

In particolare lo studio ha mostrato come i paesi in via di sviluppo abbiano perso circa 100 miliardi di dollari l’anno di entrate per l’erario, a causa dell’ evasione fiscale da parte di imprese multinazionali (MN’s), e fino a 300 miliardi di dollari nel finanziamento complessivo allo sviluppo.

Più in dettaglio, le filiali estere delle multinazionali contribuiscono ogni anno, secondo le stime, con 730 miliardi di dollari, al finanziamento dei bilanci pubblici dei paesi in via di sviluppo, in relazione ai quali le imposte sul reddito d’impresa vengono stimate in circa 220 miliardi dollari. Tali contribuzioni rappresentano, in media, circa il 10% delle entrate statali totali, rispetto a circa il 5% in media nei paesi sviluppati. In Africa, tale percentuale è del 14%.

Una stima valuta in 100 miliardi di dollari l’anno l’ammontare del gettito fiscale dei paesi in via di sviluppo sottratto e direttamente legato ad investimenti azionari collegati a paesi off-shore.

Le perdite fiscali stimate rappresentano circa un terzo del potenziale totale – o intorno alla metà delle attuali imposte sul reddito d’impresa delle multinazionali. Sommando le entrate fiscali perdute con gli utili reinvestiti che si perdono, dato che gli utili vengono spostati lontano dal paese in via di sviluppo, si ottiene un totale di ‘perdita di finanziamento allo sviluppo‘ compreso tra i 250  ed i 300 miliardi di dollari.

Circa il 30% dello stock di investimenti transfrontalieri d’impresa – FDI, cui vanno aggiunti gli investimenti effettuati attraverso Soggetti a Finalità Speciali, Special Purpose Entities (SPE) – sono stati dirottati verso paesi off-shore.

Un aumento del 10 per cento degli investimenti effettuati in paesi off-shore, è associato, in media, ad un calo di oltre un punto percentuale dei redditi imponibili dichiarati.

Un aumento degli sforzi internazionali destinati a contrastare le pratiche di evasione fiscale, consentirebbe di ridurre la quota di investimenti off-shore dei paesi sviluppati, ma l’esposizione al fenomeno, da parte delle economie in via di sviluppo, è purtroppo in crescita.

Come accennato, la perdita di risorse destinate allo sviluppo non è limitata alla perdita di entrate derivanti dalla tassazione interna. Lo spostamento all’estero dei profitti, per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, influisce anche sul loro PIL complessivo (in quanto riduce la componente di profitto del valore aggiunto, che è ciò che appunto il PIL misura). E, dal momento che le multinazionali spostano i profitti fuori da un paese, in direzione di quelle località off-shore destinatarie degli investimenti, esse possono minarne ulteriormente le opportunità di sviluppo, riducendo il reinvestimento di tali utili a fini produttivi. L’applicazione di un tasso medio di reinvestimento del 50%, secondo le stime dell’ UNCTAD lo spostamento di profitto ammonta ad una cifra compresa tra i 330 e i 450 miliardi di dollari a (al netto delle imposte), favorirebbe una perdita di utili reinvestiti compresa tra i 165 e i 225 miliardi di dollari. Sommando le perdite di gettito fiscale a questa perdita di ‘utili reinvestiti “, la perdita totale delle risorse destinate al finanziamento dello sviluppo sarebbe complessivamente dell’ordine di 250- 300 miliardi di dollari l’anno. Alex Cobham (TJN) ha pubblicato una sintesi più dettagliata del rapporto.

L’ UNCTAD ha utilizzato anche un nuovo database fiscale chiamato il Dataset delle Entrate Governative dal Centro Internazionale per la Fiscalità e sviluppo (ICTD), che Cobham del TJN ed altri hanno impiegato, nel tentativo di fornire una base approssimativa di calcolo del reddito d’impresa e di altre contribuzioni delle multinazionali, relativamente ai paesi in via di sviluppo.

Il nuovo rapporto UNCTAD è chiamato “un documento di lavoro per la revisione e il feedback,”  lasciando intendere che sarà seguito da successivi aggiornamenti, circa ulteriori rapporti e dati a venire.

Articolo  pubblicato in origine sul sito http://www.taxjusticenetwork.org

Traduzione di CM

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