corruzione

La nostra comprensione del fenomeno della corruzione si trasforma se cominciamo a guardare le cose su scala globale, abbandonando per un attimo la realtà nazionale. I paesi “più corrotti” al mondo sono forse quei paesi poveri, come la Nigeria o il Balgladesh, vittime di massicci deflussi di denaro sporco? O sono piuttosto i paesi come la Svizzera, il Regno Unito o il Lussemburgo, che fanno parte di quel sistema off-shore che gestisce tutto questo denaro sottratto alle casse degli stati?

Organizzazioni come la Banca Mondiale o Transparency International hanno creato degli indici di corruzione, relativi a stati e a multinazionali, che sono utili, ma che purtroppo presentano dei limiti: in genere identificano alcune povere nazioni africane come le ‘più corrotte‘ – ignorando il ruolo del sistema finanziario offshore nel promuovere e facilitare le fughe di capitali, il furto aggravato, la corruzione, l’evasione fiscale e altri reati. Non aiutiamo molto i nigeriani se continuiamo a ripetergli che il loro paese è tra le nazioni più corrotte al mondo. Essi sono sicuramente più interessati a conoscere dove sia stato nascosto il denaro sottratto alle casse del loro paese.

La segretezza e la corruzione sviluppano una relazione simbiotica: il sistema off-shore dei paradisi fiscali o delle giurisdizioni segrete, garantendo la segretezza, promuove la corruzione: ed è questa relazione che deve essere posta al centro del dibattito. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo creato il nostro Financial Secrecy Index, l’Indice della Segretezza Finanziaria, mostrando l’altro lato della medaglia.

Il nostro indice è autonomo rispetto ai tradizionali indici di corruzione: i più importanti centri di denaro sporco che noi identifichiamo, risultano essere tra quelli classificati come più ‘puliti’, in base ai criteri di valutazione adottati dagli indici più tradizionali.

Pensiamo inoltre che le tradizionali definizioni del concetto di corruzione risultano essere oggi troppo limitative.

In fondo, la corruzione mina l’integrità delle regole, ed anche dei sistemi e delle istituzioni che promuovono l’interesse pubblico, oltre a minare la fiducia nelle norme sulle quali essi si fondano.

La corruzione è un problema sistemico. Ma definizioni come quella adottata da Transparency International “l’abuso di potere perpetrato per il guadagno privato,” o dalla Banca mondiale  “l’abuso di ufficio per il guadagno privato”, dipingono quella che risulta essere l’ interpretazione più comune del concetto di corruzione, anche se risulta piuttosto restrittiva, ponendo un’eccessiva attenzione sugli individui e le transazioni, piuttosto che sul sistema. Ma intere società possono essere afflitte dal problema della corruzione. In effetti, non è sbagliato sostenere che l’intero sistema finanziario globale sia diventato corrotto, soprattutto grazie alle attività off-shore.

Molte persone associano la corruzione esclusivamente all’atto del costringere una persona a comportarsi in una data maniera, in cambio di una qualche utilità, rappresentata in genere da denaro. Ma noi sosteniamo che questo aspetto sistemico renda la corruzione un problema molto più grande. Secondo una valutazione di Raymond Baker, la corruzione relativa ai comportamenti degli individui, costituisce solo il tre per cento circa dei flussi illeciti transfrontalieri di denaro.

Le tradizionali definizioni di corruzione favoriscono anche un focus eccessivo sul settore pubblico, ignorando completamente il settore privato. Eppure gran parte di quella che noi indichiamo come attività finanziaria illecita o abusiva – quali le spartizioni di mercato o le frodi  – riguarda comportamenti corrotti nell’ambito della sfera privata, che di solito sono protetti dal segreto. Un’ “organizzazione criminale” di banchieri off-shore, avvocati e commercialisti, che accoglie, facilita e incoraggia attivamente questi flussi di denaro, rappresenta la parte centrale del problema della corruzione.

Riteniamo, dunque, che una migliore definizione del concetto di corruzione potrebbe essere la seguente: “La corruzione è l’abuso dell’ interesse pubblico e il conseguente indebolimento della fiducia dei cittadini nell’integrità delle regole, dei sistemi e delle istituzioni che promuovono l’interesse pubblico.”

Articolo in origine pubblicato sul sito http://www.taxjustice.net

Traduzione di CM

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