Salvatore_buzzi

I giudici riconoscono nel presidente delle cooperative 29 Giugno e Eriches, una “concreta minaccia per le istituzioni”.

Nelle motivazioni con cui il tribunale del Riesame ha recentemente confermato i provvedimenti restrittivi a carico di Salvatore Buzzi, deus ex machina, assieme al sodale Massimo Carminati, del sistema corruttivo e criminale sgominato dall’inchiesta “Mondo di mezzo“, si legge: “Nell’ Ama, il fenomeno corruttivo ha raggiunto la massima espressione inquinando tutte le gare di appalto“.

L’Ama, dunque, “piuttosto che improntare la propria attività a criteri di imparzialità e buon andamento della Pubblica amministrazione, ha intrattenuto con le cooperative di Buzzi rapporti basati sulla corruzione“. Ciò è ampiamente dimostrato dall’intenso scambio di comunicazioni tra Buzzi e il direttore generale di Ama, Giovanni Fiscon, quest’ultimo colpito da provvedimento restrittivo di arresti domiciliari. Secondo i giudici, Tra Buzzi e Fiscon avvenivano: ” frenetici scambi di sms” e frequenti incontri, i quali denotano, a giudizio dei magistrati, : ” l’esistenza di interrelazioni e contatti del tutto anomali nel corso di una procedura di aggiudicazione di un appalto“. Tuttavia dalle indagini non sono emersi, a carico di Fiscon, elementi tali da far ritenere una sua organicità al sodalizio criminale, fatta eccezione per una promessa di pulizia relativa al proprio appartamento. Dunque, per Fiscon non è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa in quanto, per i giudici del Riesame, ” non emergono indizi univoci in ordine alla coscienza di agevolare l’associazione“.

Viceversa tale l’aggravante è stata riconosciuta dai magistrati a scarico di Salvatore Buzzi, per i quali il presidente delle cooperative 29 Giugno ed Eriches costituisce “una concreta minaccia per le istituzioni“. Per il Tribunale infatti Buzziè pericoloso per la società a tutti i livelli“. Egli è infatti ritenuto “persona pericolosa” per via della sua “capacità di infiltrazione nel settore politico- imprenditoriale-economico“, grazie alla complicità del suo sodale Carminati, del quale sfrutta la sua pregressa “fama criminale” per corrompere pubblici funzionari, e dunque, in forza di ciò, Buzzi rappresenta una “concreta minaccia per le istituzioni“.

(cm)

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