inceneritore Aria Maratta

La procura di Terni apre un’indagine conoscitiva sugli appalti relativi alla gestione dei rifiuti. Mancini avrebbe ricevuto nel 2010 da Acea un appalto milionario per lavori sull’inceneritore, mentre Buzzi gestiva dal 2000 sempre a Terni la raccolta differenziata.

La procura di Terni ha aperto un’indagine conoscitiva sugli appalti relativi alla gestione dei rifiuti nella cittadina umbra. Le indagini hanno preso piede dal dossier consegnato al procuratore Martellino dal comitato “No Inceneritore Terni“. Al momento dunque non risultano precise ipotesi di reato.  Alcune indiscrezioni trapelate hanno pero’ fatto sapere che l’interesse degli inquirenti sarebbe concentrato sull’appalto per i lavori di revamping dell’inceneritore ternano Aria di Maratta, società controllata da Acea spa. L’inchiesta in questione si ricollegherebbe a quella ben più nota denominata “Mondo di Mezzo“, condotta dalla Procura di Roma. L’appalto per il revamping è stato pubblicato nel 2010 da Acea e vinto per 16 milioni di euro dalla IBI spa di Napoli. A dicembre dello stesso anno la IBI è stata colpita dall’ interdittiva antimafia, emessa dalla Prefettura di Napoli, in relazione ad alcune irregolarità nella gestione della discarica di Palermo. Acea, dunque, ricorrendo le condizioni di urgenza previste dall’art. 221 del decreto 163/2006, ha affidato in deroga l’appalto ad una associazione temporanea di imprese, denominata Terni Scarl, di cui facevano parte la Intercantieri Vittadello, la Loto Impianti srl  e la Società Generale Rifiuti srl (SoGeRi). Quest’ultima è controllata, attraverso una serie di imprese, dalla TreErre spa, il cui 60% del capitale appartiene alla Emis spa, la quale a sua volta è in mano per il 99% a Riccardo Mancini. Ma come se non bastasse nel 2000 Salvatore Buzzi avrebbe costituito il consorzio per la raccolta differenziata Roma Scarl, divenendone in seguito presidente del cda. Ed è anche su questo consorzio e sui suoi rapporti con la Cosp Tecno Service, industria italiana leader nel trasporto dei rifiuti solidi urbani, che gli inquirenti starebbero indagando.

Dalle carte risulta che i rapporti tra Roma Scarl e Cosp Tecno Service sarebbero durati fino al novembre del 2012 (dodici anni), anno in cui la Coop 29 giugno di Buzzi avrebbe rilevato tutte le quote della Cosp.

(cm)

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