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Claudio Meloni

Mese

dicembre 2014

Gli affari ternani di Buzzi e Mancini

inceneritore Aria Maratta

La procura di Terni apre un’indagine conoscitiva sugli appalti relativi alla gestione dei rifiuti. Mancini avrebbe ricevuto nel 2010 da Acea un appalto milionario per lavori sull’inceneritore, mentre Buzzi gestiva dal 2000 sempre a Terni la raccolta differenziata.

La procura di Terni ha aperto un’indagine conoscitiva sugli appalti relativi alla gestione dei rifiuti nella cittadina umbra. Le indagini hanno preso piede dal dossier consegnato al procuratore Martellino dal comitato “No Inceneritore Terni“. Al momento dunque non risultano precise ipotesi di reato.  Alcune indiscrezioni trapelate hanno pero’ fatto sapere che l’interesse degli inquirenti sarebbe concentrato sull’appalto per i lavori di revamping dell’inceneritore ternano Aria di Maratta, società controllata da Acea spa. L’inchiesta in questione si ricollegherebbe a quella ben più nota denominata “Mondo di Mezzo“, condotta dalla Procura di Roma. L’appalto per il revamping è stato pubblicato nel 2010 da Acea e vinto per 16 milioni di euro dalla IBI spa di Napoli. A dicembre dello stesso anno la IBI è stata colpita dall’ interdittiva antimafia, emessa dalla Prefettura di Napoli, in relazione ad alcune irregolarità nella gestione della discarica di Palermo. Acea, dunque, ricorrendo le condizioni di urgenza previste dall’art. 221 del decreto 163/2006, ha affidato in deroga l’appalto ad una associazione temporanea di imprese, denominata Terni Scarl, di cui facevano parte la Intercantieri Vittadello, la Loto Impianti srl  e la Società Generale Rifiuti srl (SoGeRi). Quest’ultima è controllata, attraverso una serie di imprese, dalla TreErre spa, il cui 60% del capitale appartiene alla Emis spa, la quale a sua volta è in mano per il 99% a Riccardo Mancini. Ma come se non bastasse nel 2000 Salvatore Buzzi avrebbe costituito il consorzio per la raccolta differenziata Roma Scarl, divenendone in seguito presidente del cda. Ed è anche su questo consorzio e sui suoi rapporti con la Cosp Tecno Service, industria italiana leader nel trasporto dei rifiuti solidi urbani, che gli inquirenti starebbero indagando.

Dalle carte risulta che i rapporti tra Roma Scarl e Cosp Tecno Service sarebbero durati fino al novembre del 2012 (dodici anni), anno in cui la Coop 29 giugno di Buzzi avrebbe rilevato tutte le quote della Cosp.

(cm)

Appalti e mazzette: nuovo filone per l’inchiesta “Mondo di Mezzo”.

Riccardo Mancini (archivio)

Al centro di un nuovo filone nell’inchiesta “Mondo di Mezzo” ci sarebbe laTreErre spa, società specializzata in bonifiche di terreni contaminati. Nel mirino degli inquirenti gli appalti per la bonifica della discarica Resit e della cava Novambiente, riempite di rifiuti tossici dai casalesi.

Ancora soldi pubblici, e tanti, sottratti alle casse dello stato attraverso appalti forse pilotati, per la bonifica di terreni contaminati dai rifiuti tossici interrati dai casalesi.

Sarebbe questo ill nuovo filone dell’inchiesta condotta dalla Procura di Roma, i cui fili si dipanano da quella oramai nota col nome di “Mondo di Mezzo”.

Gli appalti su cui gli investigatori stanno indagando sono quello da sei milioni per la bonifica della discarica Resit di Giuliano, oltre a quello relativo alla ex cava Novambiente.

Sotto la lente degli inquirenti sarebbe finita la società TreErre spa, sede legale in via Pasteur 65, quartiere Eur di Roma, specializzata nel recupero, riciclaggio e riutilizzo, oltre che nella bonifica di terreni inquinati.

La titolare al 40% della TreErre è Emilia Fiorani, in società con la Emis spa che detiene l’altro 60.

Dai suoi bilanci la TreErre risulta essere una società florida, con un fatturato medio di sei milioni di euro; in passato ha vinto appalti importanti da parte di ministeri e società straniere, come quello della Syndial di Manfredonia (2001-09), di Sviluppo Italia sempre a Manfredonia (2009-10), di Bagnoli Futura a Napoli ((2007-10), della Ias spa a Priolo Gargallo (2010-13), del consorzio Industriale Provincia Oristanese (in corso) e della Megara Iblea Scarl (in corso).

Nel cda di TreErre siedono dunque, oltre a Riccardo (padre) e Giuseppe (figlio) Mancini, anche la Fiorani; quest’ultima è legata sentimentalmente a Carlo Puccio, titolare di una tabaccheria in Viale Europa all’EUR, e nominato da Mancini padre direttore Marketing di Eur spa (90% MEF e 10% Comune di Roma).

La Emis si occupa ufficialmente di intermediazione finanziaria, e il suo capitale appartiene al 99% a Riccardo Mancini (319.900 euro di capitale su 320 mila totali), il quale ne è stato in passato amministratore unico prima di lasciare le redini alla Fiorani.

Altra società degna di attenzione è la SoGeRi, finita già sotto inchiesta da parte della magistratura per via di un appalto da 21,9 milioni di euro, affidato senza gara (ex art. 221 decreto 163/2006) da una società controllata da Acea, la Aria spa, specializzata nel settore rifiuti. L’affidamento in questione riguardava ” l’appalto integrato di progettazione esecutiva e di lavori per il revamping dell’esistente centrale di recupero energetico (inceneritore) della società Terni Ena spa” (controllata da Acea). L’affidamento era stato offerto formalmente all’associazione temporanea di imprese composta oltre che da SoGeRi, da Intercantieri Vittadello, da Loto Impianti srl e da IGM Ambiente srl. La SoGeRi è controllata da Riccardo Mancini attraverso una serie di società che fanno capo alla Emis. I dubbi circa la regolarità dell’affidamento in questione riguardavano il fatto che fosse avvenuto sotto la supervisione di Giancarlo  Cremonesi, ex ad di Acea, uomo sempre legato ad Alemanno.

A seguito dell’inchiesta per la tangente da 850 mila euro pagata dall’ex ad di Breda Menarinibus (gruppo Finmeccanica), Roberto Cerraudo, relativa alla vendita al comune di Roma di una partita di 46 autobus, Riccardo Mancini avrebbe lasciato le cariche societarie ricoperte assumendosi tutta la responsabilità dei fatti in questione, scagionando così Alemanno che si è detto all’oscuro di tutto.  A scagionare definitivamente l’ex sindaco ci avrebbe pensato poi l’imprenditore Edoardo D’Inca Levis, secondo il quale a pilotare l’appalto per i 46 autobus di Breda Menarini sarebbe stato Riccardo Mancini, il quale per questo si sarebbe intascato una “stecca” da 300 mila euro. Per tali ragioni le accuse a carico di Mancini sarebbero state modificate dagli inquirenti da corruzione a estorsione e tentata estorsione.

(cm)

Per Buzzi e Carminati anche il business dei rifiuti

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Dalla gestione delle aree verdi a quella della raccolta differenziata. Le cooperative di Buzzi e Carminati miravano ad ottenere da Ama nuovi appalti per il trasporto internazionale dei rifiuti.

Dalla gestione del verde e dalla differenziata, al trasporto all’estero dei rifiuti. Sarebbe questo il business a cui i personaggi principali dell’inchiesta “Mondo di Sopra” aspiravano. Dai riscontri effettuati dai carabinieri del Ros è emerso infatti come le cooperative di Buzzi e Carminati avessero in mente di espandere il loro affari anche nel trasporto internazionale dei rifiuti. Già nel 2012 il sodalizio rosso-bruno si era aggiudicato una commessa da parte di Ama per la gestione della raccolta differenziata. Ma il bando su cui gli inquirenti hanno concentrato la loro attenzione è quello emesso a dicembre di due anni fa sempre da Ama, che riguardava il trasporto della spazzatura dai centri di raccolta di Roma, fino a Civitavecchia. Da qui i rifiuti sarebbero stati imbarcati su delle navi, alla volta di un paese europeo: molto probabilmente l’Olanda o la Germania, dove il costo dell’incenerimento per quintale è notevolmente più basso che in Italia.

Per garantirsi l’appalto, il sodalizio criminale marcava stretto in Campidoglio entrambe gli schieramenti. Dalle relazioni del Ros risultano infatti le pressioni condotte dal gruppo criminale sull’ex consigliere Pdl Luca Gramazio, sull’ex capo dipartimento delle politiche sociali, Angelo Scozzafava, oltre che sul capo della segreteria dell’ex sindaco Alemanno, Antonio Lucarelli. A fare da intermediario tra Buzzi ed Emilia Fiorani, la titolare della ditta che avrebbe dovuto curare il trasporto su gomma (Treerre Spa) sarebbe stato Carlo Pucci, l’ex dirigente di Eur Spa. Nell’intercettazione agli atti, Salvatore Buzzi telefona al direttore tecnico del Consorzio Raccolta Differenziata, Quintilio Napoleoni, perché gli segnalasse una ditta a cui affidare il trasporto su gomma. Nella conversazione Buzzi dice di avere già costituito un’associazione temporanea di impresa (ATI), di cui avrebbero fatto parte, oltre alla 29 giugno, anche una società spagnola che avrebbe curato il trasporto in mare. Napoleoni fa il nome di un’impresa di Bolzano, con agganci in Germania. Napoleoni sa bene che per vincere l’appalto occorre avere un socio romano “ammanicato”. E così per “spingere” la pratica, interviene anche Carminati che telefona a Pucci, il quale gli assicura il buon esito della gara.

(cm)

Cooperative Buzzi: Appalti AMA sotto la lente dell’Autority contro la corruzione

buzzi

A seguito dell’inchiesta denominata mafia Capitale, l’Autority contro la corruzione (Anac) ha chiesto alla Procura di Roma gli atti relativi all’assegnazione da parte della municipalizzata dei rifiuti romana, AMA, di una serie di appalti. Si tratta in particolare di un appalto concesso nel 2013, relativo all’attività di raccolta differenziata porta a porta, e di un altro, concesso nel 2011, relativo allo smaltimento dei rifiuti organici dei mercati, delle mense e delle attività di ristorazione.

Gli appalti in questione sono stati aggiudicati in parte al Consorzio Nazionale Servizi, che annovera tra i suoi associati anche le cooperative di Salvatore Buzzi, e in parte alla cooperativa Edera, facente capo invece a Franco Cancelli. Ed è proprio quest’ultimo, secondo le intercettazioni del Ros, ad essere contattato da Buzzi, in relazione alla spartizione di alcuni lotti relativi ad un’altra gara AMA, ancor prima del suo svolgimento.

(cm)

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