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Lo scorso 15 ottobre la Corte di Giustizia europea ha sanzionato l’Italia per non avere rispettato le prescrizioni comunitarie in tema di gestione dei rifiuti, prescrizioni contenute nella direttiva  2008/98/CE. Nel mirino della Corte ci sarebbero ben sette discariche, tutte situate nel Lazio, in particolare Malagrotta, Colle Fagiolara, Cupinoro, Montecelio-Inviolata, Fosso Crepacuore, oltre alle due di Borgo Montello a Latina.

L’indagine della Commissione Europea sarebbe partita nel 2009, con l’accusa per le autorità italiane di avere consentito per anni lo sversamento dei rifiuti urbani “tal quale, vale a dire “senza un’adeguata selezione ed una qualche forma di stabilizzazione delle diverse frazioni di rifiuti”, al fine di “prevenire o ridurre gli effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana”.

La Commissione ha poi obiettato come la sola triturazione e/o compressione dei rifiuti indifferenziati, senza una adeguata selezione, rappresenti una procedura contraria alla normativa europea, oltre a ritenere insufficienti gli impianti esistenti nel Lazio per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti.

La CE ha poi contestato la capacità della Regione Lazio di poter gestire autonomamente i rifiuti prodotti, attraverso gli accordi assunti nel 2013 dall’amministrazione, accordi per portare i rifiuti fuori dai confini regionali

Il Presidente della regione, attraverso il suo ufficio stampa, ha reso noto come questi rilievi afferissero alla situazione in essere al primo agosto 2012, situazione che poi ha subito notevoli mutamenti principalmente attraverso la chiusura di Malagrotta, nell’ottobre 2013, e quindi con l’attivazione di una serie di impianti di trattamento meccanico biologico.

In relazione alla discarica di Borgo Montello, la Procura di Latina ha emanato una serie di ordinanze di arresto tra Latina, Milano, Brescia e Bergamo, Padova e Rapallo. Tra le persone investite dai provvedimenti della magistratura spicca sicuramente la figura di Andrea Grossi, membro del cda di Green Holding, la holding che possiede attraverso la controllata Indeco la discarica di Latina, nonché figlio del re delle bonifiche ambientali della Lombardia, Giuseppe Grossi, scomparso nel 2011.

Secondo i magistrati della Procura pontina i fondi regionali destinati alla bonifica di Borgo Montello, 35 milioni,  sarebbero stati girati dalla Indeco direttamente alla società capogruppo Green Holding, sotto forma di finanziamento, senza pretendere in cambio alcuna garanzia.

Questo giro di soldi ha attirato l’attenzione degli investigatori, i quali hanno scoperto come la holding appostasse tali fondi in alcune società lussemburghesi, la Adami, la Double Green e la Green Luxembourg, detentrici a loro volta delle quote dl capitale sociale della stessa Green Holding, creando dei fondi neri. Il questore di Latina, Giuseppe  De Matteis ha rivelato come la questione sia partita da una denuncia presentata da un’associazione ambientalista pontina, in relazione alle modalità di sversamento dei rifiuti.

Green Holding ha dichiarato che la controllata Indeco srl, che gestisce i siti ancora attivi così come quelli esauriti nel rispetto della normativa europea, avrebbe accantonato i fondi destinati alla gestione post mortem della discarica di Latina. La società si è poi dichiarata tranquilla e sicura che la magistratura appurerà la sua condotta pienamente regolare.

(cm)

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