Malagrotta

 

L’esito favorevole del ricorso al TAR dell’associazione Codici per dare seguito all’ordine del giorno con cui la giunta Polverini si impegnava a dichiarare l’area attorno alla discarica zona ad elevato impatto industriale, sbarra la strada a qualsiasi ipotesi di ripristino anche parziale degli impianti di Malagrotta.

 

“Alla luce della normativa vigente in materia, la Regione continua ad avere un ruolo centrale nel ripristino ambientale, ed è tenuta ad adoperarsi per la precipua individuazione del rischio effettivo per l’ambiente e la salute determinato dall’area in questione, funzionale all’adozione di un piano di bonifica e di ripristino ambientale”.

 

Questi i passaggi decisivi della sentenza con cui il Tar  vincola la Regione Lazio a dichiarare l’area in cui si trova la discarica di Malagrotta, zona ad elevato rischio per la salute, e ad adottare tutti i provvedimenti necessari al fine di individuare le criticità e prendere le misure necessarie a bonificare le aree inquinate. La sentenza impedisce quindi a Colari o a chiunque altro di riattivare gli impianti di Malagrotta, tornando a svolgere quelle attività che tale stato di inquinamento hanno in parte causato.

 

Un colpo duro quindi sia per il gruppo Cerroni che per l’amministrazione di Roma Capitale che, sulla scia tracciata dall’AIA concessa dall’ex Commissario Sottile agli impianti di TMB di Colari, aveva intravisto la possibilità di risolvere i problemi di conferimento dei rifiuti, attraverso gli impianti di trattamento di Cerroni. Una beffa dopo la tanto sbandierata chiusura ufficiale di quell’enorme eurobuco nero che risponde al nome di Malagrotta.

 

L’associazione Codici aveva preso accordi con la precedente amministrazione regionale per procedere con un piano di bonifica. Ed è proprio il mancato rispetto degli impegni presi da parte della nuova giunta, a spingere Codici, assieme ad Earth, a presentare ricorso al Tar chiedendo di dar seguito all’ordine del giorno regionale del settembre 2011, con cui l’ex presidente Polverini “si prendeva l’impegno di predisporre uno studio propedeutico alla richiesta di dichiarare la zona – di Malagrotta – area ad elevato impatto ambientale” .

 

Di diverso avviso sembra essere l’amministrazione di Roma Capitale, che punterebbe invece a nominare un nuovo commissario con poteri straordinari tali da derogare alla sentenza del TAR ed anche all’interdittiva della Procura della Repubblica che impedirebbe al gruppo Cerroni di intrattenere rapporti professionali con qualsiasi amministrazione. L’amministrazione capitolina punterebbe – pare – a requisire i due impianti di TMB di Malagrotta, indispensabili per trattare 2.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati, pari alla metà dei rifiuti urbani prodotti da Roma Capitale. (Claudio Meloni)

 

Annunci