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Il reato contestato al patron del gruppo e al suo braccio destro ad della Giovi srl società che gestiva discarica e gassificatore, è falso in atto pubblico. I processo riprenderà il 23 aprile con gli interventi della difesa.

Nell’inchiesta sul gassificatore di Malagrotta che vede sedere sul banco degli imputati il patron del gruppo l’avvocato Manlio Cerroni e Francesco Rando, l’amministratore delle Giovi srl, società che gestiva la discarica di Malagrotta ed il gassificatore situato all’interno della stessa, il pm Galanti ha chiesto oggi per i due imputati un anno di reclusione, contestando loro il reato di falso in atto pubblico.

Il reato riguarderebbe le dichiarazioni relative alle specifiche dell’inceneritore stesso, ed in particolare la capacità del serbatoio di ossigeno dell’impianto, che in base ai dati di fabbricazione può contenere al massimo 228 tonnellate, con una soglia di pericolosità a 200 tonnellate.

Gli imputati sono ancora agli arresti domiciliari a seguito dell’inchiesta della magistratura sul sistema illecito di gestione dei rifiuti a Roma e nel Lazio.

Il processo proseguirà il 23 aprile prossimo con gli interventi degli avvocati dei due imputati incentrati sulla la tesi dell’infondatezza delle accuse. (Claudio Meloni)

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