Discarica Corcolle villa adriana

 

Nel mirino dei magistrati la concessione da parte dell’ex commissario straordinario ai rifiuti di Roma al gruppo Cerroni, dell’ Autorizzazione Integrata Ambientale per la realizzazione della discarica di Monti dell’Ortaccio. Per gli inquirenti ci sarebbe stato uno scambio di utilità.

Roma – Si è appreso ieri dagli organi di informazione che l’ex commissario straordinario ai rifiuti Goffredo Sottile è stato ascoltato nelle scorse settimane come persona indagata, nell’ambito dell’inchiesta della magistratura sul sistema illecito di gestione dei rifiuti della regione Lazio.

Sottile ha risposto alle domande del pm Galanti, il quale ha contestato all’ex commissario la concessione del via libera alla costruzione di tre invasi in località Monti dell’Ortaccio, a ridosso della discarica di Malagrotta, attraverso l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

Il pm Galanti contesta il merito della scelta di quel sito, scelta declinata dal predecessore di Sottile, l’ex commissario Pecoraro, il quale invece aveva preferito la soluzione Corcolle, una discarica sita in prossimità di Villa Adriana, appartenente ad una società estranea al gruppo Cerroni .

I giudici contestano inoltre a Sottile le modalità attraverso cui sarebbe pervenuto alla scelta di Monti dell’Ortaccio, in totale assenza di una gara pubblica. La tesi del pm Galanti, tesi per altro supportata da alcune intercettazioni telefoniche, sarebbe quella secondo cui la scelta di Monti dell’Ortaccio da parte di Sottile avrebbe rappresentato una contropartita in cambio di una qualche utilità, utilità che al momento gli inquirenti non sarebbero ancora riusciti ad individuare.

A sostegno ulteriore di questa tesi ci sarebbero anche le pressioni politiche rivelate ai magistrati dall’ex commissario Giuseppe Pecoraro, pressioni rivolte a concedere specifici vantaggi al gruppo Cerroni, ed alle quali Pecoraro avrebbe risposto attraverso le proprie dimissioni. Il prefetto Pecoraro avrebbe anche fatto i nomi di chi contrastò la sua azione, durante il suo incarico di commissario straordinario ai rifiuti.

Si tratterebbe di parlamentari e politici, ma anche di movimenti di protesta contro la discarica di Corcolle, che sarebbero stati “pilotati” dallo stesso sodalizio criminale che avrebbe pilotato per anni, secondo gli atti raccolti dalla magistratura, il sistema di rifiuti di Roma e del Lazio.

A seguito dell’incarico di commissario, Pecoraro avrebbe individuato il sito di Corcolle, in forza proprio della sua estraneità al vecchio sistema di gestione dei rifiuti, come sito alternativo a Malagrotta. Ma il primo stop al suo operato venne già in occasione della Conferenza dei servizi, nonostante una perizia favorevole dalla cattedra di Ingegneria Ambientale presso l’Università di Tor Vergata.

Un secondo grave episodio che minò la credibilità di Pecoraro avvenne a Bruxelles, con l’Italia sorvegliata speciale da parte dell’UE per il suo sistema di gestione dei rifiuti. In quella sede l’ex commissario venne fatto bersaglio di gravi offese da parte degli europarlamentari italiani presenti, episodio che ha spinto in seguito il prefetto a dimettersi. Pecoraro aveva già avuto dimostrazione dell’influenza di Cerroni, quando venne sospeso dall’incarico di Commissario straordinario nel dicembre 2010. (Claudio Meloni)

 

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