impianto tmb Rocca CenciaIl sindaco Marino ha firmato la scorsa settimana un’ordinanza per impedire il collasso al sistema di raccolta dei rifiuti urbani concedendo una proroga di tre mesi per gli impianti di TMB di Cerroni, in deroga al regolamento Antimafia del 2011.
Roma – Per evitare che il 70% dei rifiuti non differenziati prodotti dalla Capitale, circa 2000 tonnellate giornaliere, restassero lungo le strade, il sindaco Marino ha firmato qualche giorno fa un’ordinanza con cui si autorizza l’AMA, l’azienda che si occupa della raccolta, a continuare a portare i rifiuti presso gli impianti per il Trattamento Meccanico Biologico del gruppo Cerroni, siti a Malagrotta e a Rocca Cencia, “per il tempo – si legge bell’ordinanza – strettamente necessario all’individuazione di una differente soluzione”, tradotto in italiano per tre mesi.
In effetti la chiusura simultanea delle discariche di Guidonia e di Bracciano (Cupinoro), unitamente al divieto di conferimento in discarica del tal quale, ha creato una situazione emergenziale, che nel passato è stata foriera di scelte nefaste da parte delle passate amministrazioni.
Intanto proseguono le polemiche per il conferimento avvenuto nei giorni scorsi e non pubblicizzato, di 3 mila tonnellate di rifiuti provenienti dalla Capitale, presso la discarica viterbese di Monterrazzano.
Quest’ultima ha ancora tre invasi da saturare, più un canalone, che con una media di 320 metri cubi al giorno, dovrebbero durare all’incirca una ventina di anni. L’amministrazione di Viterbo ha recentemente ventilato la possibilità di costruire un inceneritore di rifiuti, impianto che allo stato attuale delle cose non sembra essere necessario. Si capisce quindi il motivo per il quale la notizia del conferimento dei rifiuti della Capitale abbia creato così tanto clamore e contrarietà tra i residenti. D’un colpo la possibilità dell’inceneritore si è trasformata in una quasi certezza. Una recente ispezione nella discarica da parte della lista Viterbo Civica ha fortunatamente fugato qualsiasi timore sulla presenza di rifiuti urbani da Roma.
L’emergenza dei rifiuti è esplosa nella Capitale all’indomani dell’inchiesta sul sistema illegale di gestione dei rifiuti facente capo al gruppo Cerroni.
Il giorni seguente il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha scritto una lettera ai vertici dell’AMA, in cui si diceva che, in base al codice Antimafia del 2011, la pubblica amministrazione non poteva intrattenere rapporti professionali con il gruppo Cerroni ovvero Colari .
Da qui il sorgere dell’emergenza e la necessita del provvedimento emergenziale da parte del sindaco della Capitale. La soluzione appare comunque tutt’altro che semplice, posto che buona parte degli impianti di conferimento e di trattamento (TMB) presenti nella regione Lazio appartengono a società del gruppo Cerroni (Malagrotta, Latina, Viterbo).
D’altra parte il trasporto delle 2000 tonnellate di rifiuti prodotte verso impianti non appartenenti al gruppo Cerroni e situati nel nord del Paese, sembra essere una soluzione difficilmente percorribile. Fonti ufficiali affermano che dovrebbe essere imminente un bando da parte del Comune per affidare la gestione dei rifiuti urbani trattati ad altre regioni. Intanto il nuovo ad di AMA, Daniele Fortini, spera di riuscir a risolvere il problema portando entro la fine dell’anno la percentuale della raccolta differenziata al 50%, traguardo molto ambizioso posto che attualmente essa si attesta intorno al 24-26%. (cm)

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