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A partire da domani la discarica di Cupinoro sarà chiusa per esaurimento delle volumetrie disponibili. In attesa dei lavori di allargamento la Regione Lazio ha fornito ai 25 comuni interessati una lista di siti alternativi presso cui conferire i rifiuti urbani. Entro 24 ore dovranno comunicare la scelta.

Il giorno 22 dicembre la Bracciano Ambiente, società che gestisce la discarica di Cupinoro, ha reso noto a tutti i comuni di Roma e Lazio che conferivano i loro rifiuti urbani presso di essa, in totale 25, che il primo febbraio 2014 la discarica chiuderà. Motivo della chiusura è l’esaurimento degli invasi disponibili.

La Regione ha fatto sapere di “trovarsi impossibilitata a rinnovare l’Autorizzazione Integrata Ambientale a causa del parere negativo della Sopraintendenza dei Beni paesaggistici e della Direzione Regionale del Mibac“.

La Regione ha fatto inoltre sapere che questa situazione crea la necessità di “individuare in tempi molto rapidi impianti provvisori e alternativi, in attesa di concludere il rinnovo dell’Aia“.

A fronte dell’emergenza creatasi in ottobre per via all’ imminente chiusura di Malagrotta, il comune di Bracciano ha tenuto a far sapere che l’esaurimento della discarica non è stato causato dallo sversamento dei rifiuti di Roma, posto che i rifiuti della capitale non sono mai arrivati, e che  quindi nella discarica hanno continuato a conferire solo i 25 comuni autorizzati. La scelta prospettata in settembre dal Ministro Andrea Orlando di sversare i rifiuti urbani della capitale nella discarica di Bracciano, ha suscitato una vera sollevazione popolare.

La regione Lazio dal canto sua ha già provveduto a comunicare ai 25 comuni interessati quali sono gli impianti disponibili per conferire i propri rifiuti urbani. Ciascun comune dovrà quindi effettuare la propria scelta e comunicarla agli uffici regionali competenti entro 24 ore.

Di positivo c’è il fatto che quasi tutte le amministrazioni coinvolte da questa chiusura hanno già avviato una raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti urbani, con percentuali massime del 70%. Questo grande risultato ha consentito, laddove è stato raggiunto, di abbattere notevolmente la quantità dei rifiuti prodotta da conferire in discarica, dalle 140 mila tonnellate del 2008 alle 60 mila di oggi. (cm)

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