testadilepre

 

La E.Giovi srl che gestisce la discarica di Malagrotta, avrebbe realizzato tre invasi di cui due abusivi, senza le autorizzazioni della Regione. Marotta e Minicillo, i due funzionari regionali che avrebbero dovuto controllare, pur sapendo, non hanno impedito la realizzazione dell’ illecito. Il processo partira’ a maggio.

Tre invasi di cui due abusivi, cioe’privi delle necessarie autorizzazioni da parte della Regione Lazio, scavati in localita’ Testa di Lepre. Queste sono le accuse con cui Francesco Rando, dirigente del gruppo Cerroni nonche’ stretto collaboratore dell’ avvocato, e’ stato rinviato a giudizio, nell’ambito dell ‘inchiesta sull gestione dei rifiuti nel Lazio. Assieme a Rando il gip Battistini ha rinviato anche due funzionari della regione, colpevoli di aver omesso i necessari controlli sui lavori eseguiti dal gruppo Cerroni. Ma veniamo con ordine.

Nel 2011 la Regione Lazio concede E. Giovi srl, la societa’ del gruppo Cerroni che gestisce Malagrotta, l’autorizzazione a realizzare un solo invaso di 9.700 metri quadrati, in localita’ Testa di Lepre, in vista dell’esaurimento completo degli invasi disponibili. Il luogo in questione e’ una frazione caratteristica della Valle Galeria, popolata prevalentemente da aziende agricole e zootecniche.Al posto dei 97 autorizzati la E.Giovi, di cui Rando e’ amministratore unico, ne realizza piu’ del triplo vale a dire 33.000.

Gli invasi abusivi vengono realizzati senza la necessaria valtazione di impatto ambientale, senza le necessarie autorizzazioni e pagando gli oneri concessori solo per l’invaso autorizzato. Come dire tre al prezzo di uno, come  al  supermercato.

Malgrado l’assenza delle necessarie verifiche la E.Giovi srl realizzava dunque  gli scavi ed i lavori di impermeabilizzazione del fondo degli invasi, mediante argille particolari, sotto le quali veniva steso uno strato sabbioso drenante e quindi uno di “polder” impermeabilizzante.

Con Francesco Rando sono stati rinviati a giudizio i due funzionari della Regione Mario Marotta e Luigi Minicillo, accusati di abuso di potere. Il gip infatti ha accertato come i due funzionari, pur essendo a conoscenza della realizzazione dell’opera abusiva da parte della E.Giovi, evitavano di porre in essere quegli atti che, per ragioni di giustizia, di sicurezza pubblica, nonche’ per motivazioni di ordine igienico e sanitario, avrebbero dovuto fermare la prosecuzione dei lavori.

Quando poi i magistrati, ipotizzando la commissione di reati ambientali, intervenivano sequestrando le opere eseguite, i due funzionari approntavano una nota in cui lasciavano intendere che l’ordinanza a favore della E.Giovi fosse ancora valida. Il processo per l’abuso edilizio prendera’ il via il 6 maggio, presso la decima sezione del tribunale penale collegiale.

E’ stato aperto nel frattempo dagli inquirenti, un altro filone della stessa inchiesta,che e’ quello relativo alle 5 morti per tumore di cittadini residenti nella Valle Galeria. Il reato ipotizzato e’ quello di omicidio colposo.(cm)

Annunci