Geomembrane-e-Capping-per-Discariche


E . Giovi srl. la società che gestisce la discarica di Malagrotta avrebbe presentato un progetto per chiudere definitivamente il sito. Ma la Regione aveva già approvato dal 2008 un progetto analogo. Resta però ancora irrisolto l’aspetto della bonifica. Ranieri (WWF): “Zingaretti e Marino si facciano garanti della salute dei cittadini”.

Il gruppo Cerroni ha presentato il 31 dicembre 2013 un progetto che prevede la copertura, in termine tecnico si chiama “capping”, della discarica di Malagrotta.-

Il progetto che in genere viene portato a termine quando una discarica viene chiusa per esaurimento degli invasi – le vasche in cui vengono svuotati i rifiuti urbani – avrebbe il costo di 100 milioni di euro. La denuncia agli organi di informazione è del presidente del WWF Lazio, Vanessa Ranieri, che si è dichiarata “sorpresa” per quest’ ultima mossa dell’avvocato Cerroni.

Il progetto presentato dalla E.Giovi srl, la società che in questi anni ha gestito Malagrotta, presenta due soluzioni alternative: la prima è una sorta di torta multistrato in cui uno strato sarebbe composto dai materiali dei cassonetti,  separati attraverso gli impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB),

un altro strato composto dal materiale generato dalla combustione dell’inceneritore di Malagrotta (gestito da Cerroni), ed un terzo ed ultimo strato composto da inerti – scarti di materiale edile – appositamente igienizzate. Le estremità della “torta” sarebbero completate attraverso la piantumazione di alberi. L’altra opzione sarebbe costituita da uno strato di materiale drenante, uno successivo di argilla ed uno di terreno vegetale ed in ultimo uno strato di frazione organica stabilizzata (Fos) prodotta attraverso gli impianti di trattamento.

La stranezza del progetto non sta solo nel fatto che sia stato presentato proprio dal gruppo Cerroni, ma anche che esso sia stato presentato fuori tempo massimo, essendo già stato approvato nel 2008 dalla Regione un progetto di copertura. Il progetto già approvato è molto simile al primo dei due presentati da Cerroni, ma al momento è stato sospeso, per via del fatto che non sarebbe disponibile alcun residuo da combustione. Infatti il gassificatore gestito dalla Giovi srl è fermo a causa di un guasto. Questo ha infatti ha spinto l’amministrazione regionale a richiedere una modifica al piano già approvato, modifica che potrebbe portare ad impiegare – questa è la proposta del WWF – il residuo del TMB al posto dei residui combusti. Con il progetto presentato da Cerroni i cittadini avrebbero dovuto pagare tre volte i rifiuti prodotto, una volta per smaltirli, un’altra per trattarli ed una terza per impiegarli nel capping. Come se di fatto la discarica anzichè essere stata chiusa, continuasse a ricevere i rifiuti. Un vero paradosso.

Il presidente del WWF Lazio ha sottolineato come “la copertura della discarica sia altra cosa rispetto alla bonifica“. “Comune e Regione – prosegue Ranieri – dovrebbero seguire il Codice dell’Ambiente che richiede una caratterizzazione del sito in modo tale da individuare il grado di inquinamento della zona e anche eventuali responsabilità”. Piantare gli alberi al termine del progetto di capping senza prima avere eseguito la bonifica sarebbe accontentare solo un’esigenza estetica, che non risolve però il problema dell’inquinamento dell’area.

“Il Presidente Zingaretti – conclude Ranieri – si faccia garante insieme al Sindaco Marino della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente, denunciando subito al Prefetto la possibilità che il territorio su cui insiste la discarica di Malagrotta sia stato colpito da un danno ambientale, chiedendo di partecipare al procedimento di adozione delle misure di precauzione, di prevenzione e di ripristino ambientale, obbligando così il Ministro ad intervenire ai sensi dell’art. 309 del Codice Ambientale“. (cm)

 

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