Valle Galeria

 

 

Con una sentenza del 2011 il TAR del Lazio ha dichiarato che la discarica di Malagrotta non inquina. Ma Arpa Lazio e comune di Roma avevano chiesto la rimozione del perito Grisolia,  già consulente di Cerroni. A febbraio è attesa la nuova consulenza a seguito del ricorso al Consiglio di Stato 

 

Roma – Malagrotta non inquina. Sembra incredibile, ma  questo è il senso della consulenza rilasciata dal perito Massimo Grisolia per conto del tribunale amministrativo del  Lazio.

Ed è sulla base di questa consulenza che il TAR ha stabilito nel 2011 che i rifiuti sversati per 4 decenni nella discarica più grande d’Europa, non hanno prodotto un inquinamento apprezzabile nell’area ad essa circostante.

Nella perizia Grisolia si spinge sino ad affermare con piena sicurezza, che la discarica non ha inquinato la falda acquifera sottostante, e che tutto era regolare.

Si legge infatti nella relazione da lui redatta che:”pur non potendo escludere un effetto indotto dalla discarica sul carico ambientale complessivo, la mancanza di significativi dati fa ritenere che non è possibile allo stato attuale esprimere margini diritti e quantificabili di riconducibilità all’attività espletata dalla discarica di Malagrotta”.

Eppure i comitati di cittadini, le associazioni ambientaliste assieme a quelle dei consumatori, continuavano a denunciare l’aumento dei casi di tumore tra i residenti della Valle Galeria, soprattutto tumori alla “laringe ed alla mammella“, come ha denunciato un’indagine epidemiologica condotta nella zona.

A quest’indagine si è poi aggiunto un altro studio condotto dall’Università Roma Tre che dimostra “una media di mortalità per cancro superiore al 28% rispetto alla media romana”.

Ed in effetti l’ISPRA, l’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale,  a seguito di una comunicazione dell‘Arpa Lazio avvenuta nel 2003, ravvisa il superamento dei limiti normativi relativi agli idrocarburi in corrispondenza di alcuni pozzi utilizzati dalla discarica. A partire da quella data l’istituto comincia dunque a campionare e monitorare l’inquinamento di aria, acqua e terra, presente sia nell’area su cui insiste la discarica che in quella circostante.

I risultati di questo lavoro vengono resi pubblici nel giugno 2010. Da essi si evince chiaramente come “in tutta l’area della discarica – si legge nella relazione – sia presente una contaminazione diffusa delle acque sotterranee, esterne ed interne al sito, da parte di metalli ed altri inquinanti“.

In particolare, la connessione diretta tra la discarica e l’inquinamento della falda sotterranea viene evidenziato attraverso una particolare metodologia basata su due parametri che “misurati in campioni di acqua di falda (sotterranea) e superficiale e nel percolato, hanno dimostrato la loro efficacia nell’aiutare a delineare possibili scenari di miscelamento di risorse idriche più o meno contaminate, caratterizzando in modo unico e distintivo la fonte inquinante (il percolato)”.

A questa incredibile sentenza del TAR viene fatto ricorso al Consiglio di Stato nel 2012. L’organismo giurisdizionale di secondo grado della giustizia amministrativa affida una nuova consulenza al Politecnico di Torino.

La scelta del Consiglio di Stato di cancellare tutto quanto era stato fatto in termini di analisi e ricerche, è derivata anche dal fatto che a suo tempo sia il comune di Roma che Arpa Lazio avevano richiesto la sostituzione del consulente, Massimo Grisolia, per aver svolto privatamente delle consulenze per il gruppo Cerroni aventi come oggetto sempre la discarica di Malagrotta.

Oltre a ciò Grisolia continuava ad avere frequenti contatti con il gruppo, e quindi indubbiamente la sua consulenza per contro del TAR era viziata da un evidente conflitto di interessi. La novità riguardo all’indagine giudiziaria in corso, indagine che ha visto complessivamente 24 persone indagate, è che i risultati della nuova perizia del Politecnico  dovrebbero essere resi pubblici nel prossimo mese. Essi potranno sicuramente offrire un valido contributo al lavoro svolto dai magistrati impegnati nel caso. (cm)

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