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Dalle carte processuali emergono una serie di informative del NOE in cui vengono svelati i retroscena dell’attività di lobby di Manlio Cerroni nei confronti dei politici, locali e nazionali.

Nel primo interrogatorio avvenuto ieri e relativo all’inchiesta sui rifiuti nel Lazio, Manlio Cerroni  avrebbe respinto tutte le accuse di corruzione, sostenendo di non essere lui a cercare i politici ma al contrario i politici cercare lui, per via della sua grande esperienza nel campo dello smaltimento dei rifiuti urbani.

Dalle carte processuali cominciano intanto ad affiorare i primi nomi dei politici che nel tempo avrebbero favorito le attività e le fortune di Cerroni.

 

Il ruolo degli ex amministratori Civita e Montino

L’ex assessore regionale in quota PD, Michele Civita, avrebbe, secondo le carte, garantito a Cerroni l’ottenimento delle proroghe per il conferimento dei rifiuti a Malagrotta.  Quando i carabinieri del NOE hanno cominciato ad indagare, Civita sarebbe arrivato anche al punto di mentire agli inquirenti, depistando un Maresciallo dell’arma che stava svolgendo accertamenti su Cerroni.

Nell’informativa dei carabinieri si legge che Cerroni è riuscito, attraverso la minaccia del problema igienico-sanitario, ad ottenere l’autorizzazione a sversare nel nuovo invaso di Monti dell’Ortaccio. In particolare Cerroni avrebbe indicato al Maresciallo del NOE Tagliaferri di interloquire con l’assessore Civita, in merito all’imminente rilascio della nuova autorizzazione, facendo passare quest’ultima per un semplice rinnovo di autorizzazione già concessa.

Un altro amministratore eletto in quota PD, all’epoca dei fatti presidente del consiglio Regionale, attualmente sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, era il soggetto politico di riferimento, delegato dal presidente Marrazzo alla conduzione delle operazioni per la realizzazione dell’inceneritore di Albano Laziale. Gli inquirenti ritengono che il ruolo svolto da Montino sia stato quello di creare un consenso tra i vari politici, circa la realizzazione dell’opera.

 

Gli omaggi di Cerroni ai politici

In un’altra informativa del NOE vengono elencati i regali che Cerroni avrebbe fatto a Natale e Pasqua, dal 2005 al 2008, al mondo politico, spendendo circa 200 mila euro. L’elenco è lunghissimo e ci sono politici di tutti gli schieramenti:

Mauro Cutrufo, Walter Veltroni, Guido Bertolaso, angelo Bonelli, Enrico Gasbarra, Piero Marrazzo, Marco Di Stefano, Francesco Storace, Giovanni Fiscon, Vincenzo Saraceni, Giuseppe Rubrichi, Renzo Carella, Mario Baccini, Mario Di Carlo, Marco Verzaschi, Giuseppe Fioroni, Arcangelo Spagnoli, Biagio Eramo, Giuseppe Celli, Giovanni Hermanin, Corrado Carruba, Giorgio Simeoni, Luciano Ciocchetti, Elio Mensurati, Walter Tocci, Fabio Bellini, Carmine Contrasto, Stefano Laporta, Raniero Benedetto, Goffredo Bettini, Marco Mattei, Antonio Gerace, Andrea Mangoni, Filiberto Zaratti, Luca Fegatelli, Guido Milana, Raniero De Filippis, Fabio De Lillo, Paolo Togni.

Quello che Cerroni voleva ottenere attraverso questa attività di Public Relation, era il mantenimento dello “status quo” per quanto riguarda lo sversamento a Malagrotta, e, una volta chiusa la discarica, la concessione anche per l’invaso di Monti dell’Ortaccio. Cerroni chiedeva inoltre il nulla osta per l’inceneritore di Albano, per il quale aveva ottenuto anche dei fondi regionali, e gli incentivi CIP6 per il CDR che li sarebbe stato bruciato.

Nell’informativa si parla anche di un incontro avvenuto verso la fine del 2008, tra Cerroni e alcuni pezzi grossi del PD, si parla di Di Carlo e Fioroni, teso a pianificare l’attività del gruppo parlamentare, in merito ai lavori relativi all’approvazione in suo favore degli incentivi CIP 6.

 

La seconda fase dell’inchiesta giudiziaria: il ruolo di Sottile

Martedì scorso è intanto partita la seconda fase dell’inchiesta in questione: i carabinieri del Noe si sono recati presso gli uffici dell’ex commissario straordinario Goffredo Sottile, responsabile del rilascio dell’autorizzazione per l’invaso di Monti dell’Ortaccio.

I militari gli hanno notificato l’atto di sequestro del suo PC. Gli inquirenti indagano sulla procedura per il rilascio della AIA integrata. E’ emerso inoltre che Cerroni si sarebbe incontrato con il proprietario della discarica di Falcognana, nonchè titolare della Ecofer, uno dei siti che il ministro Orlando avrebbe potuto scegliere in alternativa a Monti dell’Ortaccio.

I carabinieri del NOE scrivono in una informativa riferendosi a Sottile,  che sarebbero emersi  segnalicirca gli intendimenti di Sottile, finalizzati ad apportare vantaggi alle aziende di Cerroni” segnali che secondo gli investigatori apparivano univoci quando, ancor prima di ricevere i  risultati delle perizie e di avere ascoltato qualsiasi valutazione tecnica, egli “aveva già espresso – scrivono i militari – la sua volontà di collocare la futura discarica in un’area di pertinenza dell’anziano imprenditore”.

A queste conclusioni i carabinieri sarebbero giunti attraverso l’ascolto di una lunga serie di telefonate tra Cerroni e Sottile,  in cui “il commissario Sottile – scrivono i carabinieri –  sembrava approvare in larga parte i progetti e le idee prospettate da Cerroni, relativamente al futuro sistema di gestione dei rifiuti della Capitale”. (cm)

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