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Nelle indagini sul sistema di gestione dei rifiuti nel Lazio, l’ex presidente della Regione, Piero Marrazzo, avrebbe autorizzato la costruzione dell’inceneritore di Albano quando erano cessati i poteri di commissario straordinario. L’irregolarità serviva a concedere a Cerroni gli incentivi CIP 6.

Abuso d’ufficio e falso. Queste sarebbero le accuse che il giudice che indaga sul sodalizio criminale tra il gruppo Cerroni, alcuni amministratori locali e funzionari della regione Lazio, ha individuato a carico dell’ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Secondo la ricostruzione fatta dal gip Battistini, Marrazzo, pur essendo decaduto dalla carica di Commissario straordinario ai rifiuti, avrebbe firmato un’ordinanza con cui autorizzava la costruzione del termovalorizzatore di Albano Laziale. La firma sarebbe giunta il 22 ottobre, 4 mesi circa dalla scadenza dell’incarico.

Il gip ha deliberato di considerare nulla  tale autorizzazione, posto che questa accelerazione aveva lo scopo di consentire al consorzio Coema (composto da Acea, Ama e Pontina Ambiente cioè Cerroni), titolare del progetto dell’inceneritore, di poter beneficiare degli incentivi pubblici CIP 6, per i quali il termine sarebbe scaduto il 31 dicembre 2008.

Secondo il gip, l’ex presidente Marrazzo non poteva non sapere che quell’autorizzazione veniva concessa in assenza dei poteri necessari, solo per consentire a Cerroni di godere di quegli incentivi. Inoltre, per impedire intoppi burocratici come ricorsi al TAR, Marrazzo assunse su di se, in via esclusiva, la pratica Coema.

Dalle intercettazioni in mano al magistrato, Marrazzo si sarebbe anche impegnato con Cerroni a cambiare l’esito della VIA negativa, la Valutazione di Impatto Ambientale, che l’ufficio regionale competente diede al progetto dell’inceneritore di Albano.

In effetti lo stesso Marrazzo aveva firmato nell’estate del 2008, poi approvato dal consiglio regionale, il Piano rifiuti, che prevedeva la costruzione di ben 4 inceneritori (Colleferro, Malagrotta, San Vittore e Albano), senza però includere Albano tra i possibili siti.

Altre intercettazioni, relative ad un altro filone di indagine, riguardano invece Francesco Rando, amministratore unico di alcune società del gruppo Cerroni.

In una di queste si parla di Fabio Ermolli, responsabile dell’area rifiuti dell’Arpa Lazio. I primi giorni dell’ ottobre 2008, i carabinieri del NOE, senza preavviso, effettuano dei campionamenti di acqua nell’area di Malagrotta.

Non si sa bene come, uno di questi campioni viene “accidentalmente” danneggiato dentro gli uffici dell’Arpa. Dalle intercettazioni risulterebbe che Ermolli sia stato l’autore di tale danneggiamento.

Di fatto il campione era stato reso inutilizzabile, e quindi sarebbe stato necessario effettuare nuovi campionamenti. Che però avrebbero dovuto essere concordati col gruppo Cerroni.

Nell’ordinanza emessa dal gip si legge che Ermolli si trovava ad essere contemporaneamente il controllore di Cerroni, e suo dipendente, in qualità di consulente privato.

Risulta infatti dagli atti che Cerroni abbia pagato ad Ermolli, attraverso la Società Systema Ambiente srl, alcune consulenze, per l’esattezza due nel 2008 e nel 2010,  ciascuna per un importo di 152 mila euro.

In un’altra intercettazione, Arcangelo Spagnoli (deceduto), responsabile unico  del procedimento in seno al Commissario straordinario, parlando con Ermolli , lo rassicura, a seguito del buon esito di un concorso interno, del suo imminente trasferimento in seno all’Arpa, dall’area idrica a quella dei rifiuti.

Gli inquirenti si domandano da dove derivasse tanta sicurezza. E qui entra in campo la figura del commissario straordinario di Arpa Lazio, Corrado Carruba.

In una telefonata tra Ermolli e Spagnoli intercettata dal NOE, il primo racconta:”Caro Lello, Carruba mi ha chiamato all’alba per dirmi che ho vinto il concorso per responsabile rifiuti e bonifiche a Roma“.

Per gli inquirenti Ermolli risulterebbe estraneo al sodalizio criminale, c’è però da dire che l’avere accettato delle consulenze dal gruppo Cerroni ha comportato la violazione del dovere di imparzialità, dovere richiesto ad un funzionario pubblico, ben retribuito dalla regione Lazio. (cm)

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