raccolta porta  a porta

 

Il prossimo 7 gennaio scadranno i pieni poteri conferiti dal ministro Orlando al Commissario straordinario dei rifiuti Goffredo Sottile. All’orizzonte si profila una nuova proroga. La soluzione sarebbe quella di avviare un serio programma di raccolta porta a porta. 

Il mancato ritiro dei rifiuti urbani con l’immagine della famiglia di maiali che rovista attorno ai cassonetti, sono solo una parte, forse la meno importante per quanto delle problematiche relative alla gestione dei rifiuti urbani di Roma. Il 7 gennaio scadranno i pieni poteri del commissario straordinario ai rifiuti Goffredo Sottile, poteri che hanno permesso fino ad ora di conferire in deroga i rifiuti della capitale negli impianti di trattamento di Albano, Viterbo e Col Felice. Da quel giorno, l’unico modo attraverso cui il Comune potrà avviare un efficace programma di raccolta differenziata sarà quello di attivare un serio porta a porta, l’unico modo per poter assicurare un’ elevata percentuale di differenziata, tale da abbattere notevolmente la quantità di rifiuti urbani prodotta. In questa maniera si potrebbe pensare anche di utilizzare, per il trattamento di quei rifiuti residui non differenziati, i quattro impianti di TMB di Malagrotta, Rocca Cencia e Via Salaria, oggi inutilizzati poichè insufficienti. E questo sarebbe anche l’unico modo per evitare condanne o peggio ancora sanzioni economiche da parte dell’ Unione Europea. La Regione Lazio potrebbe mettere a disposizione dei fondi per fare finalmente partire un serio progetto di raccolta porta a porta, che sia uniforme in tutti i municipi e che sia adeguatamente pubblicizzato tra la cittadinanza. L’intenzione di rinviare il porta a porta entro il 2020 appare una scelta miope e rischiosa, che punta solo sull’attivazione di altre due linee di incenerimento da parte dell’impianto di Malagrotta. Le foto recentemente diffuse dalla stampa che ritraevano un camioncino intento a  svuotare nell’indifferenziato due contenitori di raccolta differenziata, ha tornato ad accendere le polemiche. Le voci critiche sono state onestamente troppo poche. (cm)

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