Chiude Malagrotta

 

 

Ieri scadeva la proroga concessa a giugno dal governo e già da oggi Malagrotta, la più grande discarica di rifiuti d’Europa,  non accoglierà più rifiuti.

Proprio ieri si è svolta nel pomeriggio l’iniziativa “Lucchetto Day” presso il rinomato bar Bellavista, con panorama sull’ottavo colle di Roma. L’iniziativa, organizzata dai residenti per chiudere simbolicamente la discarica ha visto la partecipazione di associazioni ambientaliste, comitati e amministratori locali. Durante l’incontro è stata  accolta molto favorevolmente la notizia tanto attesa che Malagrotta non avrebbe ricevuto neanche la frazione organica stabilizzata, così come era stato inizialmente proposto dalla regione.

Resta da definire dove il comune smaltirà le 700 tonnellate giornaliere di scarti e organico prodotti dalla capitale.

La Colari di Cerroni provvederà autonomamente allo smaltimento dei rifiuti speciali derivanti dagli impianti di incenerimento situati all’interno di Malagrotta. A tale proposito Cerroni ha già avanzato una richiesta di adeguamento della tariffa pagata dal comune, in ragione del costo derivante da questo trasporto imprevisto.

Per quel che riguarda la copertura definitiva della megadiscarica, il comune fa sapere che non sussistono i requisiti previsti dalla normativa in termini di volumetria.

Da oggi quindi l’AMA invierà i primi venti camion di rifiuti in direzione Piemonte ed Emilia, grazie agli accordi stipulati dall’amministrazione capitolina con queste regioni.

Intanto ieri gli abitanti della zona del Divin Amore hanno organizzato tre cortei, con partenze da Spregamore, S.Maria delle Mole, Castelli di Leva.  L’arrivo, previsto proprio in prossimità dell’ingresso della discarica di Falcognana, ha visto gli organizzatori ed i presenti tirare avanti fino all’alba. Dopo il via libera della Guardia di Finanza il sito di Falcognana si appresta infatti ad accogliere una parte dei rifiuti di Roma. Ma per l’ok definitivo occorre aspettare ancora, per lo meno fino a conoscere le sorti del governo Letta, posto che il decreto di autorizzazione deve essere firmato dal ministro Orlando.

CM

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