Il sito di Ecofer-2

Su richiesta del ministro dell’ambiente Orlando, il prefetto Pansa apre un’inchiesta sulla ECOFER Ambiente srl, a cui il comune di Roma ha affidato la gestione della discarica di Falcognana.

Il sito ospita dal 2003 una discarica di carcasse di auto compattate, in gergo car fluff. Agli inizi di agosto il ministro legge sui quotidiani che la SOFIR srl finanziaria bolognese, ha ceduto il 60% delle azioni della ECOFER di cui è titolare, alla ARIA srl, per una cifra pari a 8,1 milioni di euro.

Il quadro si complica ulteriormente quando emerge che il 99% del capitale della ARIA srl, è della stessa SOFIR.

Il restante 40% della ECOFER è invece di un’altra finanziaria, la CARDUSIO.

Ciò che ha insospettito è stato che questo trasferimento del pacchetto azionario di controllo sia avvenuto ad una settimana esatta dalla scelta del sito di Falcognana.

E comunque non è pensabile che il comune di Roma affidi per due anni senza gara, contravvenendo alle indicazioni dello stesso prefetto Pansa, la gestione della discarica di Falcognana, senza sapere quale sia la composizione societaria del gestore.

Dalle indagini della finanza è emerso che l’assemblea per la cessione delle azioni si è svolta a Lanciano, provincia di Chieti, e che anche l’acquirente, la ARIA srl si riunisce in assemblea nella stessa località.

Dai comunicati emessi dalla ECOFER si è saputo cha la ARIA srl è una holding abruzzese, con possibile socio di maggioranza il gruppo MAIO.

Le ragioni dietro alla scelta della forma della finanziaria poi sono legate a precise esigenze di sicurezza: in passato la società ha subito minacce da parte della camorra, e di questo ne ha informato anche il Viminale.

I finanzieri proseguono le indagini per cercare di risalire alla composizione sociale dell’altra finanziaria, la CARDUSIO, che detiene il 40% della Ecofer.

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