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Claudio Meloni

Mese

agosto 2013

raccolta porta  a porta

Risultati modello ‘porta a porta’ oltre previsioni

 

COSENZA – ”Il modello di raccolta differenziata denominato ‘porta a porta’, inserito nel programma politico-amministrativo del Sindaco e nel quale l’Amministrazione comunale di Cosenza ha da sempre investito, sta dando i suoi frutti al di là delle migliori previsioni”. Lo afferma il Comune di Cosenza spiegando che ”in particolare, i dati acquisiti sulle varie frazioni raccolte nelle zone in cui si è recentemente esteso il servizio (lato ovest della città), nel periodo compreso tra il 23 luglio e il 22 agosto, riportano l’86% di differenziata e il 14% di rifiuto non riciclabile. Com’è noto, quello del ‘porta a porta’ è il sistema più difficile da avviare, ma è anche quello che, alla lunga, assicura i migliori risultati. Le difficoltà iniziali, che anche Cosenza ha dovuto affrontare, sono legate a due presupposti indispensabili per la sua riuscita: la collaborazione motivata dei cittadini e la capacità organizzativa ed operativa del gestore della raccolta. La prima è stata affrontata con un’adeguata informazione, la seconda con la massima collaborazione delle strutture comunali nei confronti della società appaltatrice del servizio, soprattutto nella fase di formazione del personale. Per altre zone diverse dalla parte ovest, come il centro storico, che presentano ancora delle criticità legate a particolari situazioni strutturali e sociali, si stanno intensificando gli sforzi sia sul fronte delle soluzioni tecniche, come i nuovi contenitori da esterno, sia su quello dell’informazione degli utenti”.

”Ma la raccolta in sé – rileva ancora il Comune – rappresenta solo un anello della catena virtuosa che sottrae i rifiuti alle discariche, trasformandoli in materie riutilizzabili. Il secondo passo è rappresentato da una struttura di selezione, imballaggio e vendita dei materiali riciclabili, che faccia rimanere nel territorio le risorse ottenibili dal rifiuto. E su questo il Comune di Cosenza ha approntato, con la stessa convinzione riposta nel sistema porta a porta, il progetto di un Centro di Riciclo, sul modello attualmente più evoluto, che prevede di ridurre quel 14% di non riciclabile fino al 2-3%. Il Comune ha già il sito e i capannoni, mancano solo i macchinari che saranno acquisiti o tramite finanziamenti pubblici o tramite finanziamenti privati”.

http://www.ansa.it

Falcognana la Guardia di Finanza apre un’inchiesta sulla ECOFER incaricata di gestire il sito

Il sito di Ecofer-2

Su richiesta del ministro dell’ambiente Orlando, il prefetto Pansa apre un’inchiesta sulla ECOFER Ambiente srl, a cui il comune di Roma ha affidato la gestione della discarica di Falcognana.

Il sito ospita dal 2003 una discarica di carcasse di auto compattate, in gergo car fluff. Agli inizi di agosto il ministro legge sui quotidiani che la SOFIR srl finanziaria bolognese, ha ceduto il 60% delle azioni della ECOFER di cui è titolare, alla ARIA srl, per una cifra pari a 8,1 milioni di euro.

Il quadro si complica ulteriormente quando emerge che il 99% del capitale della ARIA srl, è della stessa SOFIR.

Il restante 40% della ECOFER è invece di un’altra finanziaria, la CARDUSIO.

Ciò che ha insospettito è stato che questo trasferimento del pacchetto azionario di controllo sia avvenuto ad una settimana esatta dalla scelta del sito di Falcognana.

E comunque non è pensabile che il comune di Roma affidi per due anni senza gara, contravvenendo alle indicazioni dello stesso prefetto Pansa, la gestione della discarica di Falcognana, senza sapere quale sia la composizione societaria del gestore.

Dalle indagini della finanza è emerso che l’assemblea per la cessione delle azioni si è svolta a Lanciano, provincia di Chieti, e che anche l’acquirente, la ARIA srl si riunisce in assemblea nella stessa località.

Dai comunicati emessi dalla ECOFER si è saputo cha la ARIA srl è una holding abruzzese, con possibile socio di maggioranza il gruppo MAIO.

Le ragioni dietro alla scelta della forma della finanziaria poi sono legate a precise esigenze di sicurezza: in passato la società ha subito minacce da parte della camorra, e di questo ne ha informato anche il Viminale.

I finanzieri proseguono le indagini per cercare di risalire alla composizione sociale dell’altra finanziaria, la CARDUSIO, che detiene il 40% della Ecofer.

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