COLFELICE – Indignati per la decisione del Consiglio di Stato che consente di continuare a trasferire 420 tonnellate al giorno di rifiuti di Roma nell’impianto tmb di Colfelice, in Ciociaria. Comitati di zona e sindaci sono di nuovo sul piede di guerra dopo che nei giorni scorsi avevano esultato per lo stop del Tar che aveva ritenuto illegittimo il provvedimento emesso per portare nel sito della Saf di Colfelice la spazzatura della Capitale. Una vicenda che va avanti, ormai da alcuni mesi, a colpi di sentenze, ricorsi e controricorsi e che ha già scatenato forti proteste. A Colfelice, all’inizio di aprile, c’era stato il blocco dei primi tir dell’Ama in una giornata ad altissima tensione con l’impianto tmb presidiato da polizia e carabinieri.

NUOVE POLEMICHE – Il decreto cautelare emesso dal Consiglio di Stato (la camera di Consiglio si svolgerà il 30 luglio) scatena nuove polemiche. I sindaci non ci stanno e i comitati già pensano a nuove barricate se ci sarà una proroga alla scadenza prevista del 5 agosto, quando dovrebbe cessare il conferimento di immondizia di Roma a Colfelice. «Esprimo tutto il mio stupore e amarezza – commenta il sindaco di Colfelice, Bernardo Donfrancesco – per la celerità con cui si provvede a richiedere ed emettere provvedimenti che annullano sentenze e si ripercuotono pesantemente, al solito, sugli inermi cittadini ed amministratori del territorio. La sentenza aveva sconfessa clamorosamente le incaute decisioni dell’ex ministro Corrado Clini, spesso accompagnate da minacciosi ultimatum, e i conseguenti provvedimenti del Commissario per l’emergenza rifiuti Goffredo Sottile con cui si voleva e si vuole far fronte all’atavica sciagurata gestione dei rifiuti della Capitale.

«RISCHI PER LA SALUTE» – Secondo il primo cittadino di Colfelice «abbiamo sempre sostenuto che gli impianti romani esclusi dal decreto avevano e hanno una capacità di trattamento residua sufficiente per trattare il dichiarato surplus dei rifiuti romani. Inoltre abbiamo più volte evidenziato un’altra grave conseguenza connessa all’arrivo dei rifiuti romani, quella costituita dal movimento degli automezzi addetti al trasporto da e per Roma, movimento che causa notevoli danni ambientali e rischi per la salute pubblica (anche per l’inevitabile fuoriuscita del liquame percolato lungo le strade). Ribadiamo – conclude – il nostro sacrosanto diritto a vivere serenamente, in ambienti salubri, nella nostra terra».

PRONTI ALLE BARRICATE – Anche i comitati di zona, preoccupati per i risvolti sulla salute dei cittadini non mollano. Nei giorni scorsi, dopo la decisione del Tar, a Colfelice c’era stato un nuovo presidio davanti all’impianto per chiedere l’immediata sospensione dell’arrivo dei camion da Roma. «Ora c’è forte delusione – dice Fabrizio Di Cioccio, presidente del comitato di San Cataldo, quartiere nel comune di San Giovanni Incarico ma al confine con l’impianto di Colfelice – perché un minimo di buonsenso avrebbe dovuto portare a non presentare ricorso alla decisione del Tar. Siamo molto preoccupati, anche perchè Roma non ha ancora risolto il problema della discarica. Temiamo che dopo il 5 agosto continuino a portare i rifiuti nella vicina discarica di Roccasecca, ma in questo caso siamo pronti alle barricate. Stiamo subendo l’ennesimo sopruso a danno del territorio». Di Cioccio invita i sindaci del comprensorio «ad andare avanti con un’azione sinergica» e i primi cittadini del resto della provincia di Frosinone «a mostrare più solidarietà e a unirsi a una battaglia che interessa l’intera Ciociaria». E che, come si evince, non è destinata a finire con la nuova decisione del Consiglio di Stato.

Antonio Mariozzi

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_luglio_10/rifiuti-colfelice-2222097270659.shtml

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