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Claudio Meloni

Mese

luglio 2013

Rifiuti da Malagrotta a Colfelice, sindaci e cittadini sul piede di guerra

COLFELICE – Indignati per la decisione del Consiglio di Stato che consente di continuare a trasferire 420 tonnellate al giorno di rifiuti di Roma nell’impianto tmb di Colfelice, in Ciociaria. Comitati di zona e sindaci sono di nuovo sul piede di guerra dopo che nei giorni scorsi avevano esultato per lo stop del Tar che aveva ritenuto illegittimo il provvedimento emesso per portare nel sito della Saf di Colfelice la spazzatura della Capitale. Una vicenda che va avanti, ormai da alcuni mesi, a colpi di sentenze, ricorsi e controricorsi e che ha già scatenato forti proteste. A Colfelice, all’inizio di aprile, c’era stato il blocco dei primi tir dell’Ama in una giornata ad altissima tensione con l’impianto tmb presidiato da polizia e carabinieri.

NUOVE POLEMICHE – Il decreto cautelare emesso dal Consiglio di Stato (la camera di Consiglio si svolgerà il 30 luglio) scatena nuove polemiche. I sindaci non ci stanno e i comitati già pensano a nuove barricate se ci sarà una proroga alla scadenza prevista del 5 agosto, quando dovrebbe cessare il conferimento di immondizia di Roma a Colfelice. «Esprimo tutto il mio stupore e amarezza – commenta il sindaco di Colfelice, Bernardo Donfrancesco – per la celerità con cui si provvede a richiedere ed emettere provvedimenti che annullano sentenze e si ripercuotono pesantemente, al solito, sugli inermi cittadini ed amministratori del territorio. La sentenza aveva sconfessa clamorosamente le incaute decisioni dell’ex ministro Corrado Clini, spesso accompagnate da minacciosi ultimatum, e i conseguenti provvedimenti del Commissario per l’emergenza rifiuti Goffredo Sottile con cui si voleva e si vuole far fronte all’atavica sciagurata gestione dei rifiuti della Capitale.

«RISCHI PER LA SALUTE» – Secondo il primo cittadino di Colfelice «abbiamo sempre sostenuto che gli impianti romani esclusi dal decreto avevano e hanno una capacità di trattamento residua sufficiente per trattare il dichiarato surplus dei rifiuti romani. Inoltre abbiamo più volte evidenziato un’altra grave conseguenza connessa all’arrivo dei rifiuti romani, quella costituita dal movimento degli automezzi addetti al trasporto da e per Roma, movimento che causa notevoli danni ambientali e rischi per la salute pubblica (anche per l’inevitabile fuoriuscita del liquame percolato lungo le strade). Ribadiamo – conclude – il nostro sacrosanto diritto a vivere serenamente, in ambienti salubri, nella nostra terra».

PRONTI ALLE BARRICATE – Anche i comitati di zona, preoccupati per i risvolti sulla salute dei cittadini non mollano. Nei giorni scorsi, dopo la decisione del Tar, a Colfelice c’era stato un nuovo presidio davanti all’impianto per chiedere l’immediata sospensione dell’arrivo dei camion da Roma. «Ora c’è forte delusione – dice Fabrizio Di Cioccio, presidente del comitato di San Cataldo, quartiere nel comune di San Giovanni Incarico ma al confine con l’impianto di Colfelice – perché un minimo di buonsenso avrebbe dovuto portare a non presentare ricorso alla decisione del Tar. Siamo molto preoccupati, anche perchè Roma non ha ancora risolto il problema della discarica. Temiamo che dopo il 5 agosto continuino a portare i rifiuti nella vicina discarica di Roccasecca, ma in questo caso siamo pronti alle barricate. Stiamo subendo l’ennesimo sopruso a danno del territorio». Di Cioccio invita i sindaci del comprensorio «ad andare avanti con un’azione sinergica» e i primi cittadini del resto della provincia di Frosinone «a mostrare più solidarietà e a unirsi a una battaglia che interessa l’intera Ciociaria». E che, come si evince, non è destinata a finire con la nuova decisione del Consiglio di Stato.

Antonio Mariozzi

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_luglio_10/rifiuti-colfelice-2222097270659.shtml

Cirillo, a Malagrotta no conferimento rifiuti non trattati

Sottosegretario Ambiente in Commissione alla Camera

ROMA – ”Nessun conferimento di rifiuti non trattati nella discarica di Malagrotta. A partire dallo scorso 12 aprile nell’impianto gestito dal Consozio Colari non vengono piu’ conferiti rifiuti indifferenziati, come peraltro hanno potuto confermare le verifiche effettuate dal Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente”. Cosi’ il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, Marco Flavio Cirillo, ha risposto in Commissione Ambiente della Camera all’interrogazione sulla discarica di Malagrotta e relativa procedura d’infrazione presentata dai deputati Daga (M5S), Vignaroli (M5S), Busto (M5S), De Rosa (M5S), Mannino (M5S), Segoni (M5S), Terzoni (M5S), Tofalo (M5S) e Zolezzi (M5S). In una nota del ministero si precisa che ”dallo scorso 12 aprile, come previsto dall’ordinanza del 27 dicembre 2012 con cui il Commissario per il superamento dell’emergenza ambientale nel territorio della provincia di Roma aveva prorogato il conferimento dei rifiuti indifferenziati nella discarica di Malagrotta per 120 giorni a decorrere dal 1 gennaio 2013, solo rifiuti pre-trattati provenienti dagli impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani nella Regione Lazio sono stati conferiti all’impianto. Nel corso del suo intervento il sottosegretario Cirillo ha anche confermato la data del 31 luglio come termine entro cui il Commissario Goffredo Sottile, che nel frattempo ha prorogato l’autorizzazione a conferire rifiuti trattati nella discarica di Malagrotta fino al 30 settembre, dovra’ indicare la localizzazione di una discarica alternativa”.

http://www.ansa.it

Immagine
Malagrotta e dintorni: continuano le richieste d’aiuto (inascoltate) da parte
dei cittadini che abitano nella zona di Valle Galeria e che, da
tempo, lamentano malattie e morti anomale in percentuali rilevanti.
Codici ha avviato la campagna “Azione Collettiva Popolare per le
morti sospette in Valle Galeria” in conseguenza alle indagini
svolte sulla condizione degli abitanti del XV e XVI municipio di
Roma; l’Associazione chiede di essere audita in Commissione Sanità
e in Commissione Ambiente, per poter illustrare l’attività svolta
e le proposte da poter avviare per la risoluzione della critica
situazione presente a Valle Galeria.

Rifiuti Roma, per Malagrotta tre mesi di proroga e più poteri a Sottile

 di Francesco Olivo

I rifiuti a Malagrotta saranno portati ancora per altri tre mesi, ma nei prossimi 30 giorni bisognerà trovare il sito per la nuova discarica. È il senso del decreto firmato ieri dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Il provvedimento del ministro non parla esplicitamente di Malagrotta, ma conferisce al commissario per l’emergenza Goffredo Sottile il potere di firmare la proroga. Il prolungamento, spiegano dal ministero «è per il tempo strettamente necessario alla ricerca di un nuovo sito».

Il prefetto ora ha fretta perché senza un suo via libera da domenica prossima (la data di scadenza del termine) non si saprebbe dove portare l’immondizia della Capitale. Adesso bisogna trovare il posto che ospiterà la nuova discarica di servizio. Quello che si sa è che non sarà Monti dell’Ortaccio, né altri posti della Valle Galeria. La partita sarà breve e riguarderà il tavolo voluto dal ministro, composto dal Governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il neo sindaco di Roma Ignazio Marino e ovviamente il prefetto Goffredo Sottile. Non c’è pace per il commissario che nei prossimi giorni dovrà acquistare l’area individuata (in alternativa potrà espropriarla a fini di utilità pubblica) e nel frattempo indire la gara europea per realizzare e gestire la discarica.

Parallelamente va avanti il trattamento dei rifiuti e Orlando con il suo decreto dà al commissario Sottile i poteri per accelerare le autorizzazioni degli impianti di compostaggio, anche sostituendosi a eventuali ritardi degli enti competenti. Questo è un aspetto tecnico, ma decisivo. Il trattamento di tutti i rifiuti di Roma è stato inaugurato lo scorso gennaio con un decreto dell’allora ministro all’Ambiente Corrado Clini che aveva coinvolto, non senza molte opposizioni, le altre province del Lazio.

I DUBBI SUGLI IMPIANTI

Lo scopo era quello di non mandare più i rifiuti non trattati (il cosiddetto tal quale) nella discarica, oltre che per ragioni di salute pubblica per evitare di incappare nella multa dell’Unione Europea che proibisce questa pratica. Quindi, fino a prova contraria, a Malagrotta e nella futura discarica andranno rifiuti meno inquinanti del passato. Nelle intenzioni degli amministratori e del Commissario questo dovrebbe quantomeno limitare le probabili proteste che la scelta del nuovo sito provocheranno. Le condizioni perché tutto si svolga regolarmente sono essenzialmente due: un aumento della quota di differenziata e poi il pieno funzionamento di quegli impianti deputati al trattamento, ovvero i tmb. Su questo secondo punto Nicola Zingaretti ha espresso dei dubbi: «Gli impianti di Tmb non vanno a pieno regime e ora bisogna farli funzionare». Una dichiarazione che ha fatto sorgere un interrogativo a Massimiliano Iervolino dei Radicali: «Ma sarà vero allora che a Malagrotta arrivano solo rifiuti trattati?».

Malagrotta, i rifiuti e le promesse: è necessaria una sanatoria delle parole

L’EDITORIALE

Troppe dichiarazioni smentite. E adesso il sindaco

assicura: nessuna nuova discarica sorgerà a Monti

dell’Ortaccio

di ANDREA GARIBALDI

ROMA – La discarica di Malagrotta non chiuderà per sempre a fine giugno, resterà attiva ancora qualche mese, anche se il neoministro all’Ambiente, Orlando, dice che «non sarà l’ennesima proroga». Nessuna nuova discarica sorgerà a Monti dell’Ortaccio, poche centinaia di metri in linea d’aria da Malagrotta, assicura ancora Orlando, perché (sottinteso) per gli abitanti della zona sarebbe troppo. I responsabili della cosa pubblica in Italia si avvicendano con eccessiva rapidità, ma non si può far carico ai nuovi degli errori dei vecchi. Solo che le proroghe di Malagrotta sono state decine dal 2007, da quando l’Unione europea l’ha messa nel mirino. E tutte le proroghe erano «l’ultima». Rischia dunque anche il neosindaco Marino a prendere un «impegno solenne» sul fatto che «con certezza non ci saranno ulteriori proroghe a Malagrotta». L’hanno già detto altri, prima, e ci sono parole non più pronunciabili, poiché troppe volte pronunciate.

Orlando ha prorogato anche il commissario straordinario Sottile. Dovrà, in un mese, trovare una nuova discarica, proprio lui, Sottile, che in un anno non è ancora riuscito a farlo, che ha firmato l’«ultima» proroga per Malagrotta, quella che scade ora, a fine giugno. La nuova discarica non dovrà essere Monti dell’Ortaccio, secondo Orlando, mentre proprio lui, Sottile, aveva dato, a dicembre, l’autorizzazione a utilizzare Monti dell’Ortaccio.

Inoltre, c’è un’inchiesta aperta dalla magistratura sulla denuncia degli abitanti attorno a Malagrotta sul fatto che a Malagrotta finiscano ancora i rifiuti non trattati. E c’è -come sempre- l’ipotesi che Roma fra pochi mesi sventoli bandiera bianca e chieda ad altre Regioni o ad altri Paesi di accogliere i suoi rifiuti (lautamente pagando).

Insomma, la buona volontà di Orlando e di Marino e di Zingaretti va apprezzata, ma sul tema dei rifiuti a Roma occorrerebbe – come in tanti altri campi, beninteso – una sanatoria. Sanatoria delle parole. Vorremmo invece assistere a una decisa accelerazione sulle uniche politiche accettabili in questo campo da parte di una grande capitale europea: raccolta differenziata e riciclaggio più ampio possibile dei materiali di scarto.

Abbiamo letto che stanno partendo dal Campidoglio «alcune centinaia di migliaia di lettere ai cittadini per lavorare tutti insieme sulla differenziata». Cosa ci sia da fare è comunque ben chiaro. Innanzitutto, ridare dignità all’Ama, al centro di un inchiesta su 800 assunzioni di raccomandati. Poi, spiegare con chiarezza ai cittadini scopi e vantaggi della raccolta separata. Quindi procedere con una lunga fase di assistenza, perché lasciare l’intera responsabilità ai singoli produce sprechi e confusioni, tipo giornali gettati nel cassonetto della carta dentro una busta di plastica. Infine, utilizzare i migliori impianti di riciclo e recupero.

In Italia ci sono già 134 Comuni «Zero Waste», zero spazzatura, in gran parte piccoli, ma nulla impedisce a una grande città di incamminarsi su quella strada. Le montagne di rifiuti e le discariche sono concetti che sanno d’antico, in contraddizione con la protezione della Terra che siamo obbligati a mettere in pratica.

agaribaldi@corriere.it

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_giugno_29/malagrotta-sanatoria-necessaria-2221909503094.shtml

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