Immagine

Malagrotta: sospetti su morti per tumore
“Eccesso di tumori e media di mortalità per cancro superiore al 28% rispetto alla media romana”. Il tutto nel silenzio delle istituzioni. Codici chiede alla Regione una commissione d’inchiesta“
di Carmine Ranieri Guarino 4 aprile 2013

Quaranta anni di attività industriale ad alto impatto, un inceneritore di rifiuti medici, un gassificatore e una raffineria. Poi, come se tutto ciò non fosse sufficiente, Malagrotta: la discarica più grande d’Europa. Il tutto nello stesso territorio, la Valle Galeria. Un territorio ormai distrutto, senza più aria ‘buona’ da respirare. Senza più futuro. Una valle dove malattie e morti, a dir poco sospette, aumentano esponenzialmente. Nel disinteresse totale e nel silenzio più assordante. 

Il ‘problema’ del mondo istituzionale, infatti, è capire dove posizionare l’immondizia. Dal 10 aprile, per decisione del Ministro Clini, non sarà più possibile sversare rifiuti non trattati nella discarica di Malagrotta. E allora urge trovare un nuovo sito. Che sia Monti dell’Ortaccio, come ‘auspicato’ dal prefetto Sottile, o qualsiasi altro posto. Di questione urgente, però, ce ne sarebbe anche un’altra: i cittadini della Valle Galeria continuano ad ammalarsi e a morire.

“Vivere qua fa paura” dice la signora Angela, intervistata da Ambra Murè per Codici. Quando apre la finestra di casa sua può ammirare la valle Galeria in tutto il suo ‘splendore’. Lo stesso ‘splendore’ che, con ogni probabilità, è stata una delle cause del tumore all’intestino che fortunatamente è riuscita a sconfiggere. C’è, però, chi purtroppo è stato meno fortunato.

“Ci sono tre villette abitate da dodici persone di cui ben dieci sono malate – racconta Giuseppina, altra abitante di zona – mio marito è morto, così come la mia vicina. Un’altra mia vicina è stata operata quattro volte per un tumore al seno”. E a raccontare questa tragica realtà non è solo la viva voce degli abitanti.

Ispra e Arpa Lazio hanno confermato che le falde acquifere e i terreni della Valle Galeria sono pesantemente inquinati. Un’indagine epidemiologica, condotta in zona, parla di “eccesso di tumori alla laringe e alla mammella”. Il numero di residenti malati è aumentato. E, per di più, uno studio dell’Università Roma Tre dimostra “una media di mortalità per cancro superiore al 28% rispetto alla media romana“. Il quadro è tanto preoccupante, quanto chiaro: in valle Galeria c’è qualcosa che non va.

Le ricerche del ‘colpevole’, però, incredibilmente non sono mai partite. Fermate da un muro di omertà e silenzi. “Bisonga squarciare il buio che da sempre circonda questa vicenda – attacca Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – Ci sono due dati inconfutabili: un eccesso di patologie alla tiroide e la presenza di grande quantità di idrogendo solforato nell’aria, di solito ‘creato’ dalle discariche”. Su questo punto “i medici di zona non si sbilanciano – dice amaro Giacomelli – tutti confermano un aumento ingiustificato delle patologie, ma nessuno ha il ‘coraggio’ di individuare un colpevole”. Meno timoroso Maurco Mocci, dell’associazione medici per l’ambiente: “Sappiamo che intorno alle discariche ci sono più tumori al fegato, leucemie e linfomi, più patologie legate all’apparato respiratorio”.

Tanto dovrebbe bastare, insomma, per individuare il responsabile di tutta questa tragica vicenda. E invece no. “Manlio Cerroni, sul quale sta indagando la Procura, assicura che l’inquinamento in Valle Galeria non è assolutamente dovuto alla sua discarica di Malagrotta” dice con un tono incredulo Ivano Giacomelli. “Speriamo che il nostro lavoro convinca la Regione ad aprire una commissione d’inchiesta per accertare di chi è la colpa dello stato in cui è ridotta la Valle Galeria”. Immaginando che la vita dei cittadini sia più importante di capire dove buttare la ‘monnezza’ di Roma. 

http://www.romatoday.it

 
 
Annunci