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Claudio Meloni

Mese

gennaio 2013

Rifiuti per decreto nei cementifici, primo sì in commissione

di Luca Martinelli

Le Camere sono sciolte, tra un mese si vota, ma l’iter per trasformare i rifiuti in co-inceneritori di combustibile solido secondario (l’ex Cdr) va avanti. I senatori che si occupano di “Territorio, ambiente, beni ambientali” hanno approvato lo schema trasmesso dal Consiglio dei ministri in una riunione di 50 minuti. Stop per ora alla Camera

Capita sempre così, quando c’è aria di tempesta e un provvedimento deve passare senza colpo ferire. Si aspetta la scadenza della legislatura, si entra in clima di campagna elettorale e poi si lascia passare in sordina il provvedimento. È successo anche per lo “Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante disciplina dell’utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell’autorizzazione integrata ambientale”, che il 16 gennaio scorso ha avuto il parere favorevole della 13° commissione di Montecitorio, “Territorio, ambiente, beni ambientali”. 

L’iter del provvedimento ha avuto un andamento carsico: annunciato in grande stile dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini nel mese di aprile, sparito d’estate (e forse c’entra qualcosa il caos intorno alla vicenda dell’Ilva di Taranto), è riemerso in un consiglio dei ministri di fine ottobre, quello del 26, che aveva approvato lo schema di decreto (da lì inviato alla Ragioneria centrale dello Stato). L’11 gennaio 2013 lo schema di decreto è sulla scrivania del presidente del Senato Giuseppe Schifani, che lo passa subito in commissione.

A Camera sciolte, però, l’attività legislativa continua solo “per decreti e atti di governo”, come ci spiegano dalla segreteria della commissione “Territorio, ambiente, beni ambientali”. Riunione che filano via rapide, come quella del 16 gennaio appunto, che è durata dalle 9.10 alle 10 del mattino
In cinquanta minuti c’è stato il tempo di discutere del decreto “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 gennaio 2013, n. 1, recante disposizioni urgenti per il superamento di situazioni di criticità nella gestione dei rifiuti e di taluni fenomeni di inquinamento ambientale”, dello “Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2009/29/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione gas ad effetto serra” e -anche- dell’utilizzo dei combustibili solidi secondari (il Css, ex Cdr, comubustibile da rifiuti) nei cementifici. 

Sul sito della commissione è possibile leggere il resoconto della presentazione da parte del presidente, il senatore D’Ali: “In fase di prima attuazione si è ristretta l’applicazione agli impianti di produzione di cemento a ciclo completo con capacità produttiva superiore a 500 tonnellate giornaliere di clinker”, racconta ai colleghi. Poi, “poiché non vi sono interventi in discussione, previa verifica del numero legale prescritto, la proposta di parere favorevole con condizione è posta ai voti e quindi approvata”.

La condizione è questa: “All’articolo 3, comma 1, lettera d), e comma 3, nonché all’articolo 5, comma 3, la parola: ‘salve’ sia sostituita con le parole: ‘ivi incluse'”. Leggiamo il comma: “agli impianti di cui all’articolo 1, comma 1, siano applicati le prescrizioni, le condizioni di esercizio, le norme tecniche e i valori limite di emissione fissati conformemente al decreto legislativo 11 maggio 2005, n. 133, salve [in merito a questa parola emerge la ‘condizione’ posta dai senatori della commissione, ndr] le deroghe consentite dal medesimo decreto. È fatta salva l’applicazione delle prescrizioni, delle condizioni di esercizio, delle norme tecniche e dei valori limite di emissione, eventualmente più restrittivi, dettati dall’autorizzazione integrata ambientale di cui al Titolo III-bis della Parte II del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”. 

Nei mesi scorsi avevamo chiesto al ministero dell’Ambiente tutta la documentazione relativa allo schema di decreto. E un’affermazione, contenuta nella relazione illustrativa, ci aveva colpito. Perché faceva riferimento alla “continua crescita della quantità di rifiuti [che] costituisce un problema ambientale e territoriale comune a tutti i paesi industrializzati, ma con connotati più gravi per l’Italia e, in particolare, per alcune aree del nostro Paese che fanno ancora ampio ricorso allo smaltimento in discariche, di cui molte fra l’altro in via di esaurimento”. Aggiungendo anche che “la prassi dello smaltimento in discarica rappresenta non soltanto un potenziale rischio ambientale, ma anche un enorme spreco di risorse materiali ed energetiche quali sono i rifiuti”. 

Altri punti della relazione danno conto della natura e delle caratteristiche di quei rifiuti trasformati in combustibile solido secondario (CSS): “Il CSS non è composto da rifiuti tal quali, ma è un combustibile ottenuto dalla separazione, lavorazione e ri-composizione di rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi. Le attuali tecnologie industriali consentono di garantirne nel tempo le caratteristiche e i parametri qualitativi (potere calorifico, minor concentrazione di inquinanti, contenuto di biomassa, ecc.)”. Ecco che rifiuti solidi urbani, per cui vige il principio della gestione e della “chiusura del ciclo” a livello territoriale, diventano rifiuti speciali, ovvero rifiuti che possono attraversare il Paese (e non dimentichiamo che il sistema di tracciabilità di questi rifiuti speciali, Sistri, è ancora un miraggio).
 
La relazione spiega anche perché scegliere i cementifici: “La scelta dei cementifici è quindi motivata anche dal fatto che tale tipologia di impianti è, già oggi, ben distribuita sul territorio nazionale, anche in quelle regioni italiane sprovviste di impianti dedicati (termovalorizzatori) che, invece, dovrebbero essere realizzati ex novo, producendo ulteriori pressioni sull’ambiente e sul territorio. Fermo restando che da soli i cementifici non possono essere il terminale di valorizzazione per tutti i rifiuti e che essi non possono che integrarsi in un piano organico di gestione dei rifiuti che prevede, ovviamente, anche altre forme di gestione dei rifiuti (anche attraverso impianti dedicati), i cementifici offrono il grande vantaggio di costituire degli impianti comunque già presenti sul territorio nazionale e in esercizio”.

Tradotto in una riga: meglio un cementificio che un nuovo inceneritore. Non si considera, però, che una volta che un insieme di Comuni firma un “contratto” per conferire i propri rifiuti a un’azienda che produce Cdr (o Css), quell’impegno dev’essere onorato (come abbiamo descritto in quest’articolo, in riferimento a uno degli ambiti territoriali individuati dalla Regione Puglia). E -per tutta la durata del contratto- è impossibile avviare serie politiche di riduzione dei rifiuti, pratiche come quelle messe in campo dai Comuni che aderiscono all’associazione nazionale della Comunità verso rifiuti zero, a cominciare da Capannori, in Lucchesia. 

Di tutto questo, però, in commissione non si è parlato. Dei senatori presenti nessuno ha sentito il bisogno d’intervenire. E allora crediamo importante elencare i loro nomi (l’elenco è desunto dal resoconto stenografico dell’intera riunione, perché dalla Commissione ci hanno spiegato che questo era -anche per un giornalista che lo chiedeva- l’unico modo per capire chi fosse o meno presente): D’Ali (Pdl), Alicata (Pdl), Vallardi (Lega Nord), Della Seta (Pd), Ferrante (Pd), Mazzuconi (Pd).

Nel pomeriggio del 22 gennaio, invece, il provvedimento è stato momentaneamente stoppato alla Camera, dove il presidente della commissione Ambiente -su proposta dei deputati Mariani, Bratti e Miotto, del Partito democratico- ha rinviato la discussione. È probabile una nuova convocazione della commissione per l’11 febbraio.

http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3867

 

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Colleferro, Codici: Soddisfazione per rinvii a giudizio su termovalorizzatore

Roma – 10 gen (Prima Pagina News) Processo termovalorizzatore di Colleferro: tutti rinviati a giudizio. Sono 26 gli imputati: dai gestori del termovalorizzatore ai responsabili dell’Ama, ai responsabili della società Gaia: sono stati tutti rinviati a giudizio per reati che vanno dal disastro ambientale alla falsificazione di certificazioni. Lo fa sapere in una nota il Codici. “Il Codici – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale dell’associazione – esprime grande soddisfazione e si augura che in sede dibattimentale si faccia finalmente piena luce sulle gravissime responsabilità dei diversi imputati a vario titolo”.

http://www.primapaginanews.it/dettaglio_articolo.asp?id=135220&ctg=6

 

Piano rifiuti Lazio bocciato dal Tar.
”Regione ha violato direttive Ue”

 

Accolto il ricorso proposto dai Verdi. Esulta il presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani: “Tutto da rifare”

Il Tar del Lazio, accogliendo un ricorso proposto dai Verdi e appoggiato dalla Provincia di Latina, ha annullato il Piano di gestione dei rifiuti del Lazio approvato nel suo testo definitivo nel gennaio 2012. Per i giudici, tra l’altro, la Regione Lazio ha violato le direttive comunitarie.

 

Esulta il presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, secondo cui così si ferma “il disegno politico di far diventare le province le pattumiere del Lazio. Il piano regionale dei rifiuti – sottolinea Cusani – è tutto da rifare”.

 

“Come correttamente affermato dalla Commissione Europea – si legge nella sentenza del Tar – per essere conforme alle direttive, il trattamento dei rifiuti destinati a discarica deve consistere in processi che, oltre a ridurne il volume o la natura pericolosa e a facilitarne il trasporto o recupero, abbiano l’effetto di evitare o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente nonchè i rischi per la salute umana”.

 

Per i giudici, la Regione Lazio ha violato le direttive comunitarie e il cosiddetto “principio di precauzione, che dovrebbe caratterizzare le scelte dell’amministrazione ove si presentino eventuali dubbi o perplessità in ordine alle decisioni da assumere nel caso concreto”.

 

Soffermandosi poi sul tema della ‘transitorietà’ del Piano, per il Tar “è chiaro che il concetto di ‘transitorietà’ non può essere dilatato fino al punto di consentire l’adozione e l’approvazione di un Piano quale quello contestato”.

Rispondendo alla Regione, che ha sostenuto che il Piano redatto abbia portato alla riduzione della produzione dei rifiuti e al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2012, il Tar sostiene che “i dati ufficiali Ispra, risalenti al Rapporto Rifiuti del 2008 (indicati nel Piano), mostrano una tendenza diversa, denotando una produzione annua di rifiuti regionali in costante aumento”.

 

Alla fine, per i giudici, la Regione Lazio “dovrà istruire adeguatamente il nuovo procedimento e motivare congruamente le proprie scelte, tenendo conto di tutti gli elementi di valutazione a disposizione e anche dei profili evidenziati dalla Provincia di Latina inerenti la delimitazione degli ambiti territoriali ottimali sul territorio regionale, l’esclusione di 5 Comuni dall’ATO Latina e l’inclusione degli stessi nell’ATO Frosinone”.

(09 gennaio 2013)

http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/01/09/news/piano_rifiuti_lazio_bocciato_dal_tar-50221255/?ref=HREC1-1

 

 

Roma, incatenati sui tralicci per protesta contro la discarica di Monti dell’Ortaccio

 

 

Due persone dei comitati di lotta contro la nuova discarica di Monti dell’Ortaccio a Roma sono saliti questa mattina alle cinque per protesta sui tralicci dell’alta tensione, nella zona delle cave destinate ad ospitare i rifiuti della capitale. Già dalle prime ore del mattino un gruppo di una ventina di abitanti sta presidiando la zona, a poche centinaia di metri dal sito di Malagrotta, l’invaso che accoglie da decenni i rifiuti della capitale, di proprietà dell’avvocato Manlio Cerroni. 

Nei giorni scorsi il prefetto Goffredo Sottile, commissario nominato dal governo Monti, ha firmato un’ordinanza prorogando di sei mesi il funzionamento dell’attuale discarica e autorizzando il gruppo Cerroni ad avviare i lavori per realizzare il sito provvisorio nella zona di Monti dell’Ortaccio. Già nei giorni scorsi i comitati locali avevano bloccato l’uscita dei camion dell’Ama dagli impianti di Malagrotta, protestando contro la decisione di ubicare in questa stessa zona la nuova discarica. Secondo gli abitanti il sito scelto da Sottile non sarebbe idoneo e creerebbe ulteriori problemi ambientali in un quartiere già colpito dalla presenza dei rifiuti da diversi decenni.

Verso le 11 è arrivata in zona una prima pattuglia della polizia, mentre i due dimostranti scendevano dai tralicci per incatenarsi alla base del pilastro dell’elettrodotto. Hanno srotolato uno striscione e aperto una tenda. “Eu help us”, si leggeva dal presidio, posto a circa trecento metri di distanza, separato da un avvallamento. “Solo l’Unione europea ci può salvare – racconta a ilfattoquotidiano.it Rodolfo, uno dei due manifestanti – dobbiamo fermare questo ulteriore scempio”. “Potete vedere anche voi quel lago sul fondo della cava – aggiunge un’altra abitante, Monica Poldori – lì sono scesi anche i carabinieri del Noe e non c’è dubbio che si tratti di una falda acquifera”. Manuela, una delle due persone salite sul traliccio, dal telefono cellulare spiega poi che da dietro la collina si vede un secondo lago: “Come può dire Cerroni che si tratta solo di acqua piovana?”, commenta.

Dalla zona presidiata è possibile vedere a 360 gradi le tante emergenze ecologiche che attorniano il sito scelto dal prefetto Sottile: c’è la collina di Malagrotta, attorniata dai gabbiani, l’inceneritore dei rifiuti ospedalieri, gli impianti delle raffinerie e il gassificatore del gruppo Cerroni in attesa di un raddoppio delle linee. Una zona martoriata da decenni, con al centro queste cave, rimaste una delle poche oasi verdi nel quartiere di Ponte Galeria. Una difesa estrema della tutela della salute e del proprio territorio: “Questi sono gesti estremi, salire su un traliccio il primo giorno dell’anno, ma ormai i cittadini della Valle Galeria hanno dichiarato guerra”, assicura Monica Polidori.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/01/roma-incatenati-sui-tralicci-per-protesta-contro-nuova-discarica-di-monti-dellortaccio/459170/?fb_action_ids=489354314448962&fb_action_types=og.recommends&fb_source=timeline_og&action_object_map=%7B%22489354314448962%22%3A128717693958507%7D&action_type_map=%7B%22489354314448962%22%3A%22og.recommends%22%7D&action_ref_map=%5B%5D

 

Rifiuti, pronto il decreto di Clini
arriva il ‘supercommissario’

 

  

La nuova figura “avrà poteri sostitutivi in caso di inadempienza delle amministrazioni”. In pole position c’è il precedente commissario, il prefetto Sottile. Il ministro dell’Ambiente presenterà le sue decisioni il 7 gennaio. Botta e risposta con gli enti locali

 

E’ pronto il testo del decreto con cui il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, fissa le misure urgenti da adottare entro i prossimi 60 giorni per risolvere il problema della gestione dei rifiuti della capitale. Clini lo ha inviato oggi alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione. Sarà presentato lunedì 7 gennaio, dalle ore 15, prima alle amministrazioni competenti e alle imprese interessate e poi alla stampa.

 

“Il decreto – secondo quanto afferma lo stesso Clini – prevede la nomina di un commissario che operi con poteri sostitutivi in caso di inadempienza delle amministrazioni. Il testo identifica le azioni da compiere, chi le deve compiere e in quali tempi. C’è una chiara chiamata di

responsabilità delle istituzioni e delle società interessate”.

 

E, con chiaro riferimento alla presenza di Alemanno alla manifestazione dei residenti di Valle Galeria in programma sabato 5, il ministro ha aggiunto: “Spero che chi ha avuto responsabilità

nella gestione dei rifiuti della capitale non si metta a fare campagna elettorale su di essi. Io, per evitarlo, ho rifiutato le proposte di candidatura che mi sono arrivate”.

 

“Il governo Berlusconi – prosegue Clini – dichiarò l’emergenza rifiuti a Roma perché sindaco, presidente della Provincia e presidente della Regione dissero che non erano in grado di risolverla. Con il conseguente commissariamento, gli enti locali hanno poi scaricato le responsabilità prima sul prefetto Pecoraro e poi sul prefetto Sottile. Non credevo

 

ai miei occhi nel vedere che, da un lato, si chiedeva al commissario di risolvere i problemi e poi, quando questo proponeva una soluzione, si mettevano tutti di traverso”.

 

“”I dati ufficiali della Regione – conclude il ministro – ci dicono che esiste, nel territorio regionale, una capacità di trattamento meccanico-biologico che potrebbe rispondere quasi del tutto al fabbisogno di Roma”. Pertanto, nel decreto è prevista una dimensione regionale per il trattamento, non per portare i rifiuti in discarica a Latina o a Viterbo, come è stato detto, ma per sfruttare tutti gli impianti esistenti e quelli in fase di autorizzazione da troppo tempo.

 

In pole position per il ruolo di ‘supercommissario c’è il precedente commissario, Goffredo Sottile. Oltre all’indicazione della discarica temporanea (per la quale Sottile ha già individuato Monti

dell’Ortaccio), alla decisione sull’ampliamento dei siti esistenti e alla scelta della discarica definitiva, il nuovo commissario avrà quindi il potere di imporre agli enti preposti l’adozione delle azioni necessarie all’attuazione del decreto. E, in caso di inadempienza, intervenire

direttamente con propri provvedimenti.

 

L’obiettivo del ministro è quello di ridurre al minimo il trasporto dei rifiuti non trattati in discarica. Sul punto resta, però, ancora da sciogliere il nodo dei siti: Clini ha già chiesto di “riconsiderare” le autorizzazioni rilasciate da Sottile per Monti dell’Ortaccio e Malagrotta, per la quale il prefetto ha stabilito una proroga di sei mesi per accogliere i rifiuti trattati e di cento giorni per quelli non trattati. Alla discarica temporanea a Monti dell’Ortaccio, vicina a Malagrotta, si sono sempre opposti i cittadini della Valle Galeria.

 

Contrario all’ipotesi Monti dell’Ortaccio anche il sindaco Alemanno, che accoglie con favore la decisione di Clini: “Condivido pienamente l’impostazione del decreto. Solo la nomina di un super commissario può permettere di uscire da questo immobilismo. Il ministro, dichiarando che le decisioni per Malagrotta e Monti dell’Ortaccio potranno essere riviste, apre a una nuova prospettiva, che può liberare gli abitanti di Valle Galeria dall’incubo di una nuova Malagrotta sul proprio territorio”.

 

“Da parte nostra – aggiunge il primo cittadino – daremo tutto il sostegno ad Ama per spingere al massimo la raccolta differenziata nella nostra città, rispettando gli impegni sottoscritti nel Patto per Roma”.

 

“E’ dagli anni novanta – conclude – che mi batto contro la proroga di Malagrotta e ho sempre detto di ‘no’ a una nuova discarica dentro Valle Galeria. Rispondo al ministro Clini che rifiuto la scelta di Monti dell’Ortaccio non per campagna elettorale, ma per coerenza con una posizione che

ho sempre avuto e che lui conosce bene”.

 

Non si è fatta attendere neanche la replica di Renata Polverini, governatrice uscente della Regione Lazio: “Nella gestione  dell’emergenza rifiuti legata alla discarica di Malagrotta, la Regione non ha

scaricato alcuna responsabilità.  Ha garantito al commissario Pecoraro e al commissario Sottile strumenti, mezzi e risorse economiche necessarie a supportare il lavoro della struttura commissariale, certamente non ‘scaricando’ sui commissari responsabilità, ma collaborando

attivamente. Solo questa amministrazione regionale ha approvato, dopo anni di attesa, un piano regionale per i rifiuti, che ha permesso di chiudere la procedura di infrazione Ue”.

 

“E’ apprezzabile – prosegue la Polverini – la volontà di valutare la riconsiderazione del sito Monti dell’Ortaccio, su cui ho sempre espresso contrarietà per via delle condizioni ambientali già

fortemente compromesse. La Region, coerentemente con quanto già dimostrato, non mancherà di supportare, laddove necessario, anche il lavoro del supercommissario”.

(03 gennaio 2013)

http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/01/03/news/rifiuti_pronto_il_decreto_di_clini_arriva_il_supercommissario_-49872479/

 

 

 

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