La media in provincia ferma al 43 per cento. Bruciare una tonnellata nell’inceneritore (85 euro) è ancora più conveniente

Passano gli anni, ma la percentuale di raccolta differenziata a Brescia avanza a passi di lumaca. Eppure servirebbero passi da gigante per raggiungere gli obiettivi europei e ministeriali, che prevedevano per la fine del 2011 un 60 per cento di recupero della «monnezza». Un obiettivo raggiunto solamente da 28 amministrazioni su 206.

Stando alle anticipazioni dell’Osservatorio provinciale rifiuti stilato ogni anno dalla Provincia, si scopre che la media provinciale del recupero di vetro, carta, plastica, e frazione umida resta ferma al 43 per cento.

 

Sostanzialmente la stessa dello scorso anno. Cresce di un nonnulla la differenziata in città, che passa dal 40,43% del o2010 al 41, 36% dello scorso anno. Il motivo ormai è noto: la mancata introduzione di una raccolta «porta a porta» (quella che ha iniziato anche Milano) ritenuto da tutti gli esperti in materia l’unico metodo valido per far schizzare all’insù le percentuali di riciclo. Ma va da sé che la presenza dell’inceneritore più grande d’Europa, in grado di bruciare 809 mila tonnellate l’anno di rifiuti ad un costo davvero competitivo (85 euro a tonnellata contro i 150 di uno smaltimento in discarica) non è certo un incentivo ad aumentare la differenziata. Una tematica, quella del «porta a porta», che figura ai primi posti del programma elettorale del Movimento 5 Stelle ma anche degli altri candidati sindaco (dalla Castelletti a Del Bono passando per Onofri).

Il Broletto ha cercato di penalizzare i comuni poco ricicloni, facendo pagare una tassa più salata per il conferimento all’inceneritore (si va da 1,17 euro a tonnellata per i comuni con più del 65% di differenziata fino ai 9,17 euro per coloro che non arrivano al 40%). Ma il provvedimento non sembra essere stato così efficace. Abbiamo detto che in provincia di Brescia si paga in media 85 euro per bruciare una tonnellata di rifiuti indifferenziati. «È un costo mediamente più basso che in altre province – spiega Massimo Pedercini di Garda Uno -. Nel Bergamasco e nel Mantovano si pagano 130 euro per portare una tonnellata in discarica, in Veneto si arriva a 200 euro».

In quelle province abbassare i costi di smaltimento (differenziando il rifiuto) significa recuperare più soldi da investire nel porta a porta. «Qui a Brescia è più difficile _ aggiunge Pedercini – perché il termovalorizzatore ha costi più contenuti. Investire nel porta a porta è quindi meno sostenibile in termini di costi, ma è la direzione giusta da prendere». Confermare questa tesi anche l’assessore all’Ambiente della provincia, Stefano Dotti. «Il termovalorizzatore svolge una funzione pubblica e fornisce anche energia e calore. È una comodità, ma è stato sinora anche un indubbio deterrente per la raccolta differenziata». Al momento quindi non esistono sanzioni che penalizzino i comuni non ricicloni. C’è solamente la sovrattassa provinciale: «un buon passo avanti, ma non è sufficiente» spiegano da Garda Uno. Dall’altro lato Dotti ritiene che «non sia giusto sovraccaricare di tasse, soprattutto in questo difficilissimo momento di crisi, quei comuni piccoli o di montagna che fanno fatica a riciclare».

Per questo ha preferito la politica della carota a quella del bastone: «Come provincia continuiamo a stanziare forti contributi per la creazione di piattaforme ecologiche e per la raccolta dell’umido di qualità». Un dato positivo in effetti c’è: alla fine 2011 erano 27 i comuni che hanno raggiunto almeno il 65% di raccolta differenziata. Si trovano quasi tutti nell’ovest e nella Bassa e sono gestiti quasi tutti da Cogeme, che ha sviluppato una efficente filiera nel riciclo. Resta ancora molto da fare in 35 comuni delle tre valli bresciane, che dove la percentuale di differenziata è ancora sotto il 30 per cento. Ultimo aspetto, la produzione record di rifiuti procapite: in provincia ne produciamo in media 1,64 chili al giorno, 3 etti in più della media italiana. E Brescia città resta sopra la media provinciale, con quasi 2 chili al giorno per residente.

Pietro Gorlani e Matteo Trebeschi

11 dicembre 2012 | 11:37

http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_dicembre_11/raccolta-differenziata-brescia-ferma-43percento-colpa-inceneritore-gorlani-trebeschi-2113107017460.shtml

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