De Magistris non lo vuole a Napoli e lo sposta in provincia 
 
di Antonio Calitri  
Per cancellare il termovalorizzatore previsto a Napoli Est come promesso in campagna elettorale, Luigi De Magistris, più che puntare al piano alternativo dei sogni, starebbe semplicemente cercando di spostarlo in provincia. A pochi giorni dall’appuntamento europeo, in cui i vertici campani dovranno scoprire le carte per risolvere strutturalmente la piaga dei rifiuti del capoluogo, con il rischio di dover pagare salatissime multe (anche 650mila euro al giorno), il sindaco di Napoli e il governatore Stefano Caldoro starebbero lavorando per una sorpresa.
Dando ragione ai tanti osservatori e al candidato del Pdl, Gianni Lettieri, che dicevano che era impossibile mantenere la promessa dell’allora aspirante sindaco, di rinunciare al termovalorizzatore di Napoli Est. De Magistris aveva promesso di utilizzare altri strumenti come la raccolta differenziata a tappeto, il compostaggio e il riutilizzo, ma oggi scopre che sarebbe utopistico potersi limitare a questi. Visto che la promessa è difficile da mantenre, preferisce trasferire. il problema dal suo cortile a quello del vicino. E ecco il cambio di rotta. Insieme con Caldoro, ormai più che del Pdl considerato strettissimo alleato del sindaco, e il presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro, avrebbe deciso semplicemente di sostare l’impianto a Giugliano, popoloso comune a nord del capoluogo considerata la terza città campana con i suoi quasi 100mila abitanti. Il trucco è semplice. A Giugliano era previsto un inceneritore. E allora perché non sfruttare quel solco per impiantare tutto lì e lasciare Napoli libera e una delle più importanti promesse fatte durante la campagna elettorale mantenuta. Col trucco, ma mantenuta. Nulla ancora di ufficiale e, visto il tema delicatissimo, le bocche sono cucite. Cesaro ha già negato il coinvolgimento. Le indiscrezioni però volano. Così il sindaco Giovanni Pianese ha attaccato il collega napoletano sottolineando in una nota che «Gugliano non è una municipalità del Comune di Napoli e dove risulta impensabile che altri soggetti decidano in maniera superficiale ed irresponsabile sul nostro territorio. Inoltre, l’azione di bonifica iniziata nelle aree in fase di caratterizzazione, confermano la relazione del perito Balestri, della Procura di Napoli, in cui paventa un disastro ambientale del territorio, anche alla luce del decreto legislativo nazionale dove vieta ogni ulteriore impianto sul territorio di Giugliano. Mi sembra che anziché programmare e intensificare azioni che contemplino la bonifica si pensi a programmare ulteriori danni ad un territorio già martoriato da tempo. Pertanto quest’amministrazione comunale si opporrà in tutte le sedi opportune per scongiurare tali evenienze» e promette di alzare le barricate insieme con i suoi concittadini. Cosa che qualche mese hanno fatto a Capua, quando si era ventilata l’ipotesi di trasferire lì il termovalorizzatore napoletano, che implicitamente lo stesso De Magistris ormai ammette che non si può non realizzare. Al massimo, spostare.
.italiaoggi.it
Annunci