Secondo la Corte d’Appello, l’amministratore della Giovi non è responsabile dell’inquinamento della zona. Il Wwf: ricorso in Cassazione. Cerroni contro comitato cittadino

ROMA – Assolto per non aver commesso il fatto. La sentenza della Corte d’Appello riguarda Francesco Rando, 74 anni, amministratore della società Giovi che gestisce la discarica di Malagrotta. In primo grado il manager della società che fa capo a Manlio Cerroni, re della raccolta della spazzatura nel Lazio, era stato condannato per violazione di norme ambientali. Il procedimento aperto dalla procura di Roma riguardava scarichi delle acque reflue industriali e «contenenti sostanze pericolose» provenienti dalla discarica di Malagrotta «sistematicamente» immessi nel Rio Galeria, fiumiciattolo che, dopo aver attraversato la campagna di Ponte Galeria, si perde nel Tevere.

LA DIFESA: CERCARE ALTROVE LE COLPE – Gli avvocati di Rando si sono difesi sostenendo che le cause dell’inquinamento della zona fossero da imputare ad altre realtà industriali presenti nella valle di Galeria. Tesi accolta in Appello.

IL WWF: RICORSO IN CASSAZIONE – Sulla sentenza interviene il presidente del Wwf Lazio Vanessa Ranieri che esprime «tutto il nostro sconcerto per l’esito del giudizio di appello emesso oggi che ha riformato la sentenza di primo grado. Ovviamente saremo presenti anche in Cassazione affinché siano garantiti i diritti di tutti i cittadini nell’individuazione delle eventuali responsabilità legate alla gestione della discarica di Malagrotta: un impegno per il futuro del nostro territorio e per la salute pubblica, che meritano assolutamente di vedere al più presto chiarita la verità. L’assoluzione non chiarisce di chi siano le responsabilità dell’inquinamento del territorio».

CERRONI CONTRO COMITATO CITTADINO – Per una vicenda processuale che si chiude, almeno in secondo grado, un’altra potrebbe aprirsene, sempre legata a Malagrotta dove il clima si sta surriscaldando. Stavolta è direttamente l’avvocato Cerroni ad informare Sergio Apollonio, battagliero presidente del locale comitato cittadino, di volerlo «perseguire sia in sede civile che penale a difesa del mio impegno professionale». L’imprenditore ritiene falso quanto affermato da Apollonio circa rigonfiamenti del terreno dovuto a biogas e percolato provenienti dalla discarica. E per avvertirlo dell’azione legale gli ha recapitato una lettera tramite pony express.

Alessandro Fulloni

http://roma.corriere.it/

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