L’atto è anche contro il commissariamento e l’individuazione dei siti per le nuove discariche. “Le procedure emergenziali seguite non sono giustificate”

di PAOLO BOCCACCI

Una nuova mina sotto il futuro dello smaltimento dei rifiuti a Roma. E’ stato presentato dagli avvocati Silvio Bozzi, Mario Sabatino e Pietro Adami, il ricorso al Tar del Lazio contro il commissariamento e contro l’individuazione dei siti per le nuove discariche. I comitati ‘rifiuti zero’ di Riano e Corcolle, i comitati di quartiere, numerosi cittadini, e le aziende agricole biologiche della zona, tra cui quella del principe Urbano Barberini, hanno presentato ricorso sostenendo l’inidoneità dei siti a ricevere i rifiuti di Roma.

“Le procedure emergenziali seguite non sono giustificate. Quando si individuano dei siti per accogliere rifiuti occorre la massima cautela ambientale – spiega Sabatino- sono convinto che il Tar accoglierà le nostre istanze, volte anche a un approfondimento e un’indagine sui siti e sulla reale situazione dei rifiuti del Lazio”.

“Il ricorso pone anche seri problemi di rispetto dell’ordinamento costituzionale – aggiunge l’avvocato Adami, che ha seguito il ricorso per conto dei giuristi democratici – il sistema è sempre lo stesso. Si lascia decorrere il tempo, poi si dichiara l’emergenza al fine di derogare a tutte le leggi di tutela ambientale. Ma le norme dell’unione europea non possono essere derogate”.

Il ricorso, prosegue la nota, critica in primo luogo la dichiarazione dello stato di emergenza e la nomina del commissario straordinario: “ormai sono più le attività amministrative emergenziali che quelle ordinarie.

Si pensi che il sindaco di Roma è commissario delegato all’emergenza traffico, o che tra breve verrà costruito un centro servizi, con bar, al colosseo da un altro commissario emergenziale. Sarà un’emergenza caffè…”.

“Oltre alla critica ambientale, lamentiamo lo spoglio delle  competenze regionali e provinciali – dice Bucci – la scelta del commissariamento è una resa da parte della maggioranza regionale, che per evitare di assumere scelte coraggiose o impopolari ha passato la mano al prefetto. Ma governare significa fare delle scelte, assumersi delle responsabilità e discuterne democraticamente”.

Nel ricorso si legge che “l’avvocato Manlio Cerroni ha acquistato il terreno di riano in data 13/10/2011, quindi in epoca successiva alla comunicazione alla stampa da parte del commissario delle aree individuate, alla quale ha fatto seguito l’ordinanza del 24.10.2011 Anch’essa impugnata. Per esplicita previsione dell’opcm 3963/2011, gli impianti, una volta realizzati, dovranno essere trasferiti al Comune di Roma essendone prevista la proprietà pubblica; quindi, le aree acquistate dal cerroni pochi giorni orsono, dove verrà installata la discarica alternativa, saranno oggetto di occupazione d’urgenza ed espropriazioni. Pertanto il Co.La.Ri. In data 13/10/2011 ha acquistato – essendone ben consapevole – un’area che sarà quasi sicuramente oggetto di procedimento ablativo. Infine, come se non bastasse, l’articolo 3 dell’atto di compravendita prevede un pagamento del prezzo alla società dante causa, parametrato alle tariffe che il Co.La.Ri. Dovrebbe percepire per ogni tonnellata di rifiuti speciali e urbani conferiti nella realizzanda discarica di Riano loc. Quadro alto”. In sostanza, il Co.La.Ri paga il terreno con tariffe per il servizio, continua la nota. E’ dunque ragionevolmente certo che il servizio stesso gli verrà affidato”.

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