Sit-in in piazza Santi Apostoli degli abitanti di Riano, Corcolle e Fiumicino uniti contro la realizzazione degli impianti. Slogan e striscioni contro Alemanno e Polverini. Il sindaco: “Proteste legittime ma è una scelta tecnica del Prefetto. Si avanzino proposte”

Non ci facciamo prendere in giro da nessuno, la discarica fatela a casa vostra”. Sono tanti, arrabbiati e rumorosi, e in più di mille si sono riversati a Roma, in piazza Santi Apostoli: sono gli abitanti di Corcolle (VIII municipio), Riano e Pizzo del Prete (Fiumicino), che ‘armati’ di fischietti, megafoni, cartelloni e sacchetti dell’immondizia manifestano contro le discariche che dovrebbero essere realizzate nei pressi delle loro abitazioni (nei primi due siti temporaneamente, nel terzo in via definitiva) per consentire la chiusura di Malagrotta. A organizzare la protesta i comitati ‘Rifiuti Zero’ di Fiumicino, Riano, Corcolle e molti altri comuni, supportati da Legambiente, Coldiretti e dal comitato ‘Acqua bene comune’. In piazza anche rappresentanti, tra sindaci e assessori, del territorio.

Due gli obiettivi principali della protesta, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. A loro è ‘dedicatà la gran parte degli striscioni: ‘Venduti!’, ‘La discarica a casa vostra’, ‘Vi aspettiamo alle prossime elezioni’. Ma c’è anche chi, in un misto di goliardia e rabbia, esibisce una gigantografia di uno dei manifesti del Pdl che in questi giorni tappezzano Roma: ‘Dopo 25 anni chiude Malagrotta, grazie Alemanno-Polverini’. ‘Noi bambini di Corcolle vogliamo scuole per studiare, giardini per giocare ma la discarica ci volete dare”, si legge su un cartellone esposto da un bimbo. ”Cara Renata – recita un altro – vieni ad abitare a Pizzo del Prete, dimostraci che la discarica non fa male”.

La località nel territorio di Fiumicino sarebbe destinata a ospitare un terzo sito di smaltimento dei rifiuti.

”Basta con la politica degli affari – tuona il principe Urbano Barberini, venuto anche lui a manifestare – basta alla devastazione del territorio”. Tra i manifestanti, fascia tricolore al petto, c’è  il presidente del Consiglio comunale di Riano, Giuseppe Urbani, che promette: ”Siamo molto agguerriti, la nostra battaglia contro la discarica non finirà qui perché questa scelta devasta il nostro territorio, l’ambiente, l’economia”. In piazza Santi Apostoli tanti volti noti dell’ambientalismo romano, tra cui il presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio, che definisce ”un calcolo sbagliato non considerare i cittadini perché questa contestazione è destinata ad aumentare”. ”La Polverini e Alemanno hanno messo per Roma dei manifesti in cui dicono che chiudono Malagrotta – gli fa eco il radicale Massimiliano Iervolino, autore del libro ‘Con le mani nella monnezzà – ma non dichiarano che aprono altre due discariche”.

Ma la protesta è anche contro il termovalorizzatore che dovrebbe sorgere ad Albano e contro il raddoppio della discarica di Roncigliano, sull’Ardeatina. ‘Diossina per tutti’, rispondono con un cartellone dalla piazza, affiancato da due ciminiere in gomma piuma con la scritta ‘cancro-valorizzatore’. E ancora: ‘Quando iniziamo ‘sta differenziata?’, ‘Rifiuti ai norvegesi per 40 euro a tonnellata’, ‘Non siamo rifiuti umani’. “Non ci facciamo prendere in giro da nessuno, la lotta è di tutti – dicono dal palco montato in piazza i rappresentanti dei comitati – Roma deve essere con noi, siamo tutti nella stessa monnezza, siamo uniti. Noi abbiamo il diritto di manifestare e pensare a un futuro, Riano ci appoggia, così come Rignano e gli altri comuni di Roma Nord, anche la valle del Tevere è con noi e a breve lo saranno anche tutti gli altri”.

Per i comitati un’alternativa alla costruzione dei siti c’è: “È la differenziata – spiegano – noi cittadini dobbiamo farci valere. Basta discariche e inceneritori, bisogna procedere con la raccolta spinta porta a porta”. E guai a sottovalutarli: “Noi siamo una forza e non ci fermiamo qui, faremo ricorso su ricorso. Noi non siamo contro i romani, anzi, dovete scendere in piazza insieme a noi, la città deve mandare i primi segnali e la Provincia deve spingere sulla Regione affinché Roma faccia il suo dovere”.

“Proteste legittime”, per il sindaco Alemanno. Che però precisa: “Questa è una scelta tecnica del Prefetto. Per tale motivo bisogna fare delle controproposte tecniche e non dire semplicemente che la discarica sotto casa non piace: non possiamo permetterci di diventare una nuova Napoli”. E ancora: “Bisogna vedere se ci sono queste obiezioni tecniche – ha aggiunto il primo cittadino della capitale – oppure se c’è solo la volontà di mandare la discarica altrove. Sottolineo ancora una volta, comunque, che l’impegno del Prefetto è quello di non realizzare una nuova Malagrotta e di fare degli impianti temporanei dove non dovrà essere scaricato il rifiuto tal quale ma solo il trattato. Intanto dobbiamo andare avanti con il porta a porta. Roma purtroppo è molto grande e dobbiamo andare avanti. Siamo passati dal 19 al 27 per cento ma dobbiamo lavorare ancora molto per arrivare al 35”.

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