Gli accertamenti  scattati  dall’ esposto  del  comitato  dei residenti  :   “Vogliono  realizzare  un’ altra  Malagrotta”

I  CONTROLLI  SULLA  REGOLARITA’  DELLE  CONCESSISONI  E  SULLE  AUTORIZZAZIONI  PER  LE  OPERE  REALIZZATE  DALLA  SOCIETA’  E.  GIOVI

INDAGINE della Procura a Testa di Cane,   l’area attigua aMalagrotta, dove da tempo sono in corso attività di scavo da parte della società

E. Giovi,  la stessa che gestisce la discarica,  di proprietà di Manlio Cerroni.    Gli accertamenti sono scattati dopo un esposto del comitato dei residenti al Noe, il nucleo dei carabinieri per la tutela del­l’ambiente,  preoccupati che quei lavori preludessero all’a­pertura di una nuova discarica.

«A tutela dell’ambiente ed a garanzia della salute pubblica  –  chiedono i cittadini nell’espo­sto  –  vi interessiamo a voler ve­rificare la consistenza e regola­rità delle concessioni e delle au­torizzazioni,   la destinazione del sito,  il rispetto delle prescri­zioni ed il puntuale adempi­mento degli impegni assunti dalla società interessata,  prov­vedendo di conseguenza ove si ravvisi ipotesi di reato».

Con una vecchia ordinanza del 2005, la Regione diede il via libera agli scavi, ma solo in un’area circoscritta, pari a 9.700 metri quadrati racchiusi all’interno di un primo lotto, al­lo scopo di sperimentare il ri­pristino ambientale delle cave di Testa di Cane utilizzando il  cosiddetto  Fos,    la frazione organica  stabilizzata  prodotta  dal  processo di trattamento meccanico-biologico   e   le scorie del gassificatore.   «Ebbene  –  rac­conta Sergio Apollonio,   presi­dente del comitato Malagrotta   –  le ruspe non si sono limitate al primo lotto,   ma hanno scavato nell’intero invaso, che ha un’e­stensione di 20 ettari».

A inquietare i residenti e ad alimentare la paura di una nuo­va discarica,   c’è una lettera in­viata dalla stessa Giovi all’as­sessorato alle Attività produtti­ve e Rifiuti della Regione,   il 12 gennaio di quest’anno.   Nella lettera la società Giovi prospet­ta la messa a disposizione del­l’intero invaso di Testa di Cane, per una volumetria complessi­va di oltre 5 milioni di metri cu­bi   . «Il sito – dice la lettera – po­trebbe essere adatto per riceve­re rifiuti indifferenziati o me­glio se triturati».    «Ciò in aperta difformità rispetto alle disposi­zioni di legge   –   sostiene il comi­tato Malagrotta nell’esposto, datato 27 luglio 2011. –  Elemen­to tanto più grave in quanto la questione del pretrattamento rifiuti  è  stata alla base della pro-cedura di infrazione aperta dal­la Commissione europea in re­lazione alla discarica di Malagrotta».

 

(marino bisso e cecilia gentile)

repubblica


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