Scontano l’aliquota Iva agevolata del 10% i servizi accessori a quello di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e fra questi vanno compresi anche quelli di puro ribaltamento degli oneri del personale. A stabilirlo è stata la sentenza n. 172/24/11 della Ctr Puglia, sezione staccata di Lecce.
I giudici tributari di secondo grado hanno rigettato l’appello promosso dall’amministrazione finanziaria che, invece, aveva rettificato le operazioni di una società esercente l’attività di smaltimento e stoccaggio rifiuti, applicando l’aliquota ordinaria (all’epoca dei fatti era al 20%, mentre ora la legge di conversione della manovra di Ferragosto l’ha portata al 21% a partire dal 17 settembre 2011) alle fatture emesse che consistevano nel ribaltare alla società appaltante i costi vivi del personale sostenuti dall’appaltata.
La disciplina
La disciplina oggetto di contenzioso è il numero 127-sexiesdecies della tabella A, parte III, allegata al Dpr n. 633/1972 (il decreto Iva), secondo cui le prestazioni di smaltimento (gestione, stoccaggio e deposito temporaneo) di rifiuti urbani all’articolo 7, comma 2, del Dlgs n. 22/1997 («Attuazione della direttiva 91/156/Cee sui rifiuti, della direttiva 91/689/Cee sui rifiuti pericolosi e della direttiva 94/62/Ce sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio»), e dei soli rifiuti speciali all’articolo 7, comma 3, lettera g), dello stesso decreto legislativo sono soggette all’aliquota Iva del 10 per cento.
Ebbene, secondo il fisco, per individuare le attività assoggettabili all’aliquota ridotta del 10%, il numero 127-sexiesdecies fa riferimento alle prestazioni, rispettivamente individuate dalle lettere d), l) ed m) del comma 1 dell’articolo 6 del Dlgs n. 22/1997.
Nel proprio atto di contestazione, l’amministrazione finanziaria ribadiva che – stando alla norma citata – le attività trattabili con aliquota ridotta sono espressamente circostanziate dal legislatore. La disposizione ha, infatti, voluto comprendere fra le attività a cui applicare l’Iva al 10% anche quelle accessorie al servizio di smaltimento e stoccaggio dei rifiuti. Tuttavia, ad avviso del fisco, non si può affermare che il ribaltamento dei costi del personale integri tale fattispecie, dato che si sostanzia più una prestazione collaterale di servizio autonoma, di per sé non assoggettabile ad aliquota ridotta.
La valutazione
Di diverso avviso è stato il collegio giudicante. Secondo la Commissione tributaria regionale, infatti, il costo del personale impiegato è certamente «prestazione accessoria» al servizio principale di smaltimento dei rifiuti. Ciò in quanto è evidente il rapporto di complementarietà esistente con la prestazione principale, atteso che senza la mano d’opera non potrebbe essere espletato il servizio principale di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani e assimilati.
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In sintesi
01|IL CASO
Il fisco aveva aveva rettificato le operazioni di una società di smaltimento e stoccaggio rifiuti, applicando l’aliquota ordinaria invece di quella del 10% alle fatture emesse
02|LA DECISIONE
Per la Ctr, il costo del personale impiegato è qualificabile come «prestazione accessoria» al servizio principale di smaltimento dei rifiuti e sconta quindi l’aliquota Iva ridotta al 10%.

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