di Mauro Evangelisti

ROMA – Si avvicina il 31 dicembre, giorno in cui scade la proroga per la discarica di Malagrotta, e ancora non c’è il decreto di occupazione delle aree in cui realizzare le due discariche provvisorie, Quadro Alto (a Riano) e San Vittorino-Corcolle (nell’VIII Municipio). A questo punto diventa una certezza la proroga di tre mesi, di cui ha parlato l’altro giorno il sindaco Gianni Alemanno, per Malagrotta. Anche il prefetto Giuseppe Pecoraro ieri lo ha detto: «È probabile. Ma non posso confermare niente». Su Malagrotta c’è una procedura d’infrazione della Ue, c’è un’inchiesta della Procura e ci sono le dichiarazioni di Manlio Cerroni, secondo il quale «dopo l’Epifania non ci sarà più posto disponibile per i rifiuti». Una tesi, però, che nello staff del commissario per la chiusura di Malagrotta (vale a dire Pecoraro) viene smentita. Perché il prefetto Pecoraro dopo avere firmato i decreti di individuazione delle aree non ha ancora prodotto quelli di occupazione e di esproprio? Qui si entra nel terreno minato dei ricorsi al Tar; una mossa sbagliata potrebbe compromettere la corsa per le due nuove discariche. Ieri Pecoraro parlava di almeno tre ricorsi presentati o preannunciati e prima di fare la prossima mossa vuole essere sicuro che i suoi provvedimenti siano inattaccabili. Perché se il Tar boccia un suo atto (o solo concede la sospensiva) la situazione diventa davvero esplosiva. Malagrotta può reggere, forse, fino a marzo, ma non oltre.

C’è un ricorso al Tar contro il decreto della protezione civile che ha fatto scattare lo stato di emergenza per Malagrotta e la conseguente nomina a commissario di Pecoraro; un altro ricorso è stato annunciato dal Comune di Riano, contro l’individuazione di Quadro Alto; anche da parte di Colari (la società presieduta da Cerroni che gestisce Malagrotta e che ha acquistato il terreno di Quadro Alto) s’ipotizza un terzo ricorso al Tar. In queste ore Pecoraro si consulterà con la Regione, per poi firmare i nuovi provvedimenti. E bisogna capire come mai nel 2009 una richiesta di realizzare una discarica a Quadro Alto ebbe una risposta negativa. Per ora Pecoraro non arretra di fronte alla volontà di prevedere una gara pubblica per le gestione delle due discariche, in nome della trasparenza. Ma anche questo potrebbe allungare i tempi. Infine, c’è il nodo del quinto impianto di Tmb (trattamento meccanico biologico) per evitare che una parte di rifiuti continui ad arrivare non trattato in discarica (cosa che la Ue non consente). Nei giorni scorsi il presidente della Regione, Renata Polverini, ha ipotizzato che si possa realizzare questo impianto a ridosso di una delle due discariche provvisorie. Pecoraro non si sbilancia, ma è certo che per fare un impianto di Tmb nei pressi di una delle due discariche vuole avere tutte le carte in mano per dare certezza ai cittadini sulla durata di soli 36 mesi del conferimento dei rifiuti. Mentre anche Corcolle è mobilitata, con la prese di posizione di Franca Valeri e del principe Barberini, oggi a Riano si svolgerà un vertice di tutti i sindaci della Valle del Tevere-Parco di Vejo. L’adesione al ricorso al Tar sarà generalizzata. Sabato prossimo si svolgerà una manifestazione in piazza Santi Apostoli. Infine, domani proseguiranno le audizioni alla commissione ambiente della Regione, ma Francesco Storace, leader de La Destra, ieri è stato molto critico: «Si discute di piano rifiuti, mentre pensavo di aver capito che ci sarebbe stata una nuova audizione del prefetto Pecoraro e dell’assessore Di Paolo alla luce degli elementi denunciati dai comitati di Riano e Corcolle. Ai cittadini vanno comunque date risposte. Se si nega il confronto, è ovvio che poi protestano e vengono strumentalizzati da altri».

messaggero.it

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