Cerca

Claudio Meloni

Mese

novembre 2011

Rifiuti Zero: “Più che indignati. Avvelenati”

 Ancora in strada cittadini e comitati no discariche domani in piazza Bocca della Verità a partire dalle 14,30. Annunciata una grande adesione per chiedere un differente Piano Rifiuti“

di Mauro Cifelli


Più che indignati. Avvelenati“. Questo lo slogan che accompagnerà l’ennesima mobilitazione prevista domani a partire dalle 14,30 da piazza Bocca della Verità a Roma per dire ‘No‘ all’utilizzo delle discariche e di inceneritori per risolvere il problema dell’immonidizia romana. Promossa dal Coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio la mobilitazione mira a contrastare il Piano Regionale Rifiuti che prevedere un ricorso ampio a discariche ed incenertori senza recepire le indicazioni dell’UE in merito alla gestione dei rifiuti. “Per questo chiediamo – scrive il Comitato Fiumicino Resiste – un Piano che, invece, preveda la prevenzione della produzione dei rifiuti. Il supporto al riuso dei beni e loro avvio al mercato dell’usato (almeno il 15% di quanto arriva nelle isole ecologiche). La diffusione della raccolta differenziata spinta “porta a porta” con il rapido raggiungimento di quota 65% previsto dall’UE entro il 2012, senza deroghe. Il trattamento a freddo della frazione residua (sul modello dell’impianto in uso a Vedelago). La realizzazione impianti di compostaggio, centri di riciclo, ecc ben distribuiti sul territorio regionale“.
DIFFERENZIATA SPINTI: “La chiusura di Malagrotta non può determinare il trasferimento dei rifiuti in altri siti. Per uscire dall’emergenza che la chiusura di Malagrotta potrebbe determinare un modello tipo “Napoli“: partenza della differenziata “spinta” e temporaneo trasferimento all’estero dei rifiuti, in attesa che il sistema vada a completo regime. In particolare, diciamo NO: Alla costruzione di nuovi inceneritori (Pizzo del Prete, Albano): siamo contrari ad un trattamento “a caldo” dei rifiuti”. Alla costruzione di nuove discariche (come quelle “temporanee” previste a Riano-Quadro Alto e S.Vittorino-Corcolle), incluso l’ampliamento di Testa di Cane. Alla strumentalizzazione dell’emergenza rifiuti: la nomina di un Commissario di fatto crea un vuoto legislativo e esonera la politica da pianificazioni e decisioni che, invece, le competono. No a lobbies di potere (AMA-Cerroni) che hanno ingessato, per gli interessi di pochi, il sistema rifiuti nel comune di Roma. Senza un piano dei rifiuti di Roma si rischia di continuare ad inquinare la provincia, a distruggere il territorio, a minacciare la nostra salute, a sperare il nostro denaro: il sistema discarica-inceneritore continua a foraggiare il comitato d’affari che c’è dietro“.

AVVELENATI: “Come dice il manifesto – conclude il Comitato Fiumicino Resiste – Più che indignati avvelenati. L’unico modo per fermare scempi ed un ingiustizie come costruzione di inceneritori e aperture di Nuove Discariche è quello di mobilitarsi tutte e tutti, unitamente ed in maniera coordinata”.

Rifiuti Zero: “Più che indignati. Avvelenati”
ADESIONE USB: L’Unione Sindacale di Base aderisce e sostiene la manifestazione contro inceneritori e discariche indetta il 19 novembre a Roma, in piazza Bocca della Verità, ore 14.00, dal Coordinamento Rifiuti Zero Lazio. Il piano rifiuti che la Regione Lazio sta tentando di portare avanti, tra le proteste di un numero sempre più crescente dei cittadini, non solo è dannoso per i territori coinvolti ma riverbera i suoi effetti anche sul mondo del lavoro nella capitale. USB sarà in piazza contro questa politica dei rifiuti, per dire NO alle discaricheNO agli inceneritori e SÌ alla raccolta differenziata porta a porta rilanciando il ruolo del servizio pubblico”.“

 http://torri.romatoday.it/

Testa di Cane, Procura chiede il sequestro

Si era partiti dall’ esposto dei residenti, quel Comitato Malagrotta che, da anni, segnala disagi e disfunzioni attorno alla discarica. Ma ora dalla procura c’ è una richiesta di sequestro per l’ area degli scavi di Testa di Cane. Zona al confine con quella che è considerata una delle discariche più grandi d’ Europa, Malagrotta, di proprietà di Manlio Cerroni, oggetto di altre inchieste da parte dei magistrati romani (l’ ultima riguarda quattro casi di tumore che sarebbero collegati all’ impianto per lo smaltimento dei rifiuti). Quanto alla confinante Testa di Cane, la gestione è della Giovi srl che sta procedendo a scavi imponenti. Nei giorni scorsi, il procuratore aggiunto Roberto Cucchiari, aveva delegato il Noe la verifica della situazione e, ora, dai riscontri è emerso che si è scavato a una profondità di circa 15 metri per 400 metri di terreno, in violazione della normativa urbanistica. Il comitato Malagrotta denunciava anche anomalie vistose come alcuni segnali di cedimento e fenditure o veri e propri «crateri aperti». La denuncia era stata inviata ai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico ed era approdata in procura. Ora il giudice per le indagini preliminari potrebbe accogliere la richiesta dei magistrati in tempi rapidi.

 

Sacchettoni Ilaria

 

corriere.it

 

 

 

Agsm: «Ca’ del Bue, i rifiuti ci sono»

SAN GIOVANNI LUPATOTO – SAN MARTINO BUON ALBERGO. Il confronto su Tele Arena fra i sindaci e la municipalizzata: resta il muro contro muro
Zerman: «Non è vero, l’inceneritore non s’ha da fare». Cigolini: «Le famiglie avranno l’acqua calda»

Muro contro muro nel dibattito su TeleArena (a DirettaVerona di giovedì sera) sull’inceneritore di Ca’ del Bue. Da una parte i comuni e i comitati anti-inceneritore e dall’altra i vertici di Agsm. Ognuno fermo sulle sue posizioni.
All’interrogativo «Ca del Bue: i rifiuti ci sono?» derivante da quanto emerso dai dati Arpav e dalle dichiarazioni degli assessori regionali Conte e Giorgetti sulla sottoutilizzazione dei tre inceneritori operanti in Regione (che bruciano 559 tonnellate di rifiuti al giorno contro una potenzialità di 971 tonnellate, a cui si aggiungerebbero le 500 di Ca’ del Bue) ha risposto per primo il direttore di Agsm Gianpietro Cigolini.
«I rifiuti che andrebbero ad alimentare Ca’ del Bue ci sono», ha garantito, «e sono le 278mila tonnellate annue sulle 822mila che provengono dalle province di Verona e Vicenza e che oggi finiscono in discarica, mentre la legge prevede che le discariche non funzionino più. Se queste quantità di rifiuti andranno nel nuovo inceneritore si raggiungerà un punto di equilibrio. La Regione ci dirà quale dimensionamento dare all’impianto. Potrà anche ritarare quello originariamente previsto. Se l’inceneritore dovesse inquinare, verrà bloccato». Il direttore di Agsm, rispondendo ai sindaci che richiamavano, le dichiarazioni dell’assessore Conte ha risposto: «Conte parlava non degli inceneritori ma delle discariche e comunque non ha fatto un’analisi approfondita dei dati».
I sindaci di San Giovanni Lupatoto, Fabrizio Zerman, e di San Martino Buon Albergo, Valerio Avesani, hanno insistito sulla inutilità dell’inceneritore e sui potenziali danni alla salute e all’ambiente. Ha detto Zerman: «Quello stramaledetto inceneritore non s’ha da fare. I rifiuti da bruciare non ci sono, come dichiara l’assessore Conte, e ciò dimostra che lo si vuole realizzare soltanto per interesse economico. I pericoli per la salute sono testimoniati da ripetuti studi. Perché mettere a rischio la salute se l’inceneritore non serve come dichiara l’assessore regionale e testimoniano i dati?».
Zerman ha ricordato anche che Ca’del Bue, con il vecchio e nuovo impianto brucerà non 500 ma 1.200 tonnellate al giorno. Ha sottolineato Avesani: «Noi abbiamo come primo compito quello di salvaguardare la salute dei cittadini. L’inceneritore di certo fa male, sul quanto ognuno ha la sua opinione. Noi chiediamo che non venga fatto e se tutti assicureranno una raccolta differenziata all’80 per cento, come il nostro comune, si potrà fare, con spesa assai minore, un polo ambientale integrato dove si recupera parte del rimanente 20 per cento scartando solo il 5. Questa soluzione contempererebbe tutte esigenze, quelle dei comuni e quelle economiche dell’Agsm. E’ necessario una studio di fattibilità per analizzare questa strada».
La risposta del presidente Agsm non ha lasciato spazi alla proposta. Ha dichiarato il presidente Paternoster: «Agsm ha in mente progetti diversi. La raccolta differenziata delle città è balzata al 53 per cento e per la parte di rifiuti rimanente e non riciclabile si procederà alla termovalorizzazione producendo elettricità e acqua calda che anche i cittadini di San Giovanni potranno usare». Paternoster ha anche detto: «Questa non è solo una operazione economica, noi siamo infatti convinti di far partire l’inceneritore. Ca’ del Bue non inquinerà e non avrà nessun effetto negativo sulla salute e sul territorio. Entro due mesi divulgheremo tutti i dati sul nuovo impianto».
La consigliera provinciale del Pd Clara Scapin, che ha partecipato al dibattito, ha ribadito la necessità di aggiornare il piano regionale di rifiuti: «Il piano ha otto anni e necessita di essere adeguato alle nuove modalità di smaltimento dei rifiuti come il porta a porta. Ca’ del Bue non va realizzato, anche pensando alle centinaia di tonnellate di ceneri prodotte dalla combustione. Evitiamo di aggiungere un altro errore a un errore compiuto in passato e costato 190 miliardi di lire».
Daniele Nottegar, a nome dei comitati, ha detto: «Le assicurazioni fornite da Asgm a tutela della salute non hanno fondamento scientifico. Quel che esce dai camini inquina».

Renzo Gastaldo 

larena.it 

 

Rifiuti, addio all’inceneritore e al contratto Daviddi

VERSILIA – Accordo raggiunto tra i Comuni del Consorzio ambiente Versilia. L’inceneritore di Falascaia non riaprira’ piu’ e di conseguenza dovranno essere riviste anche le tariffe imposte ai Comuni dal contratto Daviddi.

Addio all’inceneritore di Falascaia e al contratto capestro Daviddi. Cambia tutto per lo smaltimento dei rifiuti in Versilia. Dopo la revoca della concessione gia’ decisa dalla Provincia, adesso anche i comuni del Consorzio ambiente versilia hanno trovato un accordo sull’intesa con Veolia, la multinazionale che ha gestito fino ad ora l’impianto. Due i punti ormai certi. L’inceneritore e’ chiuso per sempre e il contratto per il trattamento dei rifiuti sara’ modificato. Lo ha confermato il sindaco di Massarosa e presidente del Consorzio ambiente Franco Mungai. Per quanto riguarda le tariffe, la bozza dell’accordo che dovra’ essere sottoscritto anche da Regione e Provincia, parla di un costo per i comuni di155 euro a tonnellata. Molto meglio delle tariffe Daviddi che arrivavano fino a 245 euro. Un risparmio che pero’ servira’ solo a contenere gli aumenti che comunque graveranno sui cittadini, visti i tagli imposti ai comuni anche nel settore rifiuti.

 noitv.it

L’inceneritore della discordia che divide il centrosinistra

L’inceneritore della discordia. Oggi al tavolo dei favorevoli, ieri a quello dei contrari. Un balletto che rischia di spaccare l’intero centrosinistra, proprio a poche settimane dalle primarie. Nei giorni scorsi si è tenuta un’importante riunione della coalizione di centrosinistra: al tavolo erano presenti insieme a Pd altre forze politiche (fra cui Idv, Pdci, Verdi) che col Pd hanno deciso di condividere il cammino verso le primarie e anche il consenso alla realizzazione dell’inceneritore in quanto sarebbe  necessario.
Una posizione che ha cementificato le distanze con il Partito della Rifondazione Comunista, dando sempre più forza alla nascita di una nuova coalizione politica in vista delle prossime elezioni comunali. Il Prc, infatti, potrebbe schierarsi al fianco di alcune liste civiche: “A questo proposito il PRC ribadisce ancora una volta la sua ferma contrarieta’ alla realizzazione dell’impianto di incenerimento , espressa  in tante  occasioni e iniziative a denuncia della  nocivita dell’incerimento dei rifiuti, ma anche delle caratteristiche decisamente sovradimensionate per Parma e tecnologicamente non avanzate dell’impianto, e ribadisce la possibilità concreta di ovviare alla sua realizzazione ricorrendo all’avvio di diverse politiche ambientali, a pratiche efficacemente alternative come fra le altre il riciclo, la raccolta differenziata, guardando  più in generale  alla riconversione ambientale e al ricorso alle energie rinnovabili”.

parmaoggi.it

Un «muro» di cartoline per dire no a Ca’ del Bue

ZEVIO e SAN GIOVANNI LUPATOTO. Iniziativa dell’associazione Salute Verona e dei comitati 
Saranno recapitate in Regione prima della presentazione dello studio d’impatto ambientale e del piano rifiuti

Non resta con le mani in mano il fronte contro Ca’ del Bue: dopo il serpentone tra la stazione di Porta Nuova e piazza Bra del 23 ottobre, vara l’iniziativa «cartoline contro l’inceneritore». Obiettivo da raggiungere, 12mila rettangoli di carta sottoscritti da altrettanti cittadini di città e provincia. Saranno recapitati ai primi di dicembre al Consiglio regionale, prima della presentazione dello studio d’impatto ambientale (Sia) relativo all’impianto e del Piano rifiuti, che dovrebbe vedere la luce a febbraio del prossimo anno. Con le cartoline l’Associazione Salute Verona, promotrice dell’iniziativa subito appoggiata da una decina di comitati e associazioni, punta ad erigere un muro di carta contro il temuto «bruciarifiuti» di San Michele.
«Le generazioni future non ci perdoneranno mai quello che stiamo facendo. Abbiate a cuore la salute dei più deboli e indifesi, dimostrate intelligenza e non riattivate l’inutile e dannoso inceneritore di Verona. La nostra salute non ha prezzo né colore», si legge sulle cartoline con sopra, in bianconero, un bimbo davanti a un muro, cui è sfuggito di mano un palloncino rosso a forma di cuore, per i promotori il simbolo della salute che se ne va in un contesto di grigiore.
«Le cartoline serviranno a ricordare agli amministratori regionali che saranno ritenuti responsabili delle decisioni prese su Ca’ del Bue, che le loro scelte devono essere all’insegna del buon padre di famiglia», ammonisce Marco Cogli di Salute Verona. Che aggiunge: «I tre inceneritori per rifiuti urbani attivi in Veneto – San Lazzaro (Padova), Fusina (Venezia), Schio (Vicenza) – già faticano a mantenere i propri piani industriali perché, causa la crisi e l’incremento della raccolta porta a porta da parte dei Comuni, non c’è sufficiente pattume da bruciare. In questo quadro è quindi del tutto inspiegabile la riaccensione di Ca’ del Bue, che raddoppierebbe le possibilità di ridurre in cenere i rifiuti del Veneto».
«Che siano a picco i conferimenti in discariche e inceneritori l’ha detto persino l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte», rilanciano Leonardo Bray e Walter Giacomin, presidente e vicepresidente del Coordinamento dei comitati contro Ca’ del Bue. «Senza andare tanto lontano, la discarica di Torretta di Legnago, capacità potenziale di progetto 400 tonnellate di rifiuti al giorno, oggi ne vede arrivare poco più della metà. Meno rifiuti significa anche meno incassi da smaltimento».
Bray coglie la palla al balzo per stigmatizzare «l’impossibilità» di distribuire le cartoline anti Ca’ del Bue tra i ragazzi di elementari e medie di Zevio: «Questo è l’appoggio dato a chi si batte per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni». Di tutt’altro avviso la preside dell’Istituto comprensivo, Eleonora Negrini: «Ca’ del Bue è questione politica. Abbiamo consentito la distribuzione delle cartoline non all’interno delle scuole ma all’esterno, terminate le lezioni, non perché la dirigente non vuole ma perché il regolamento non lo prevede». Un’avvertenza a quanti sottoscriveranno l’iniziativa: le cartoline non vanno spedite in Regione ma consegnate agli organizzatori.

Piero Taddei

larena.it

Provincia di Napoli: Chiaiano chiusa alla fine dell’anno. Associazioni divise tra esultanza e scetticismo

Un’ordinanza provinciale dispone la chiusura dell’impianto per il prossimo 31 dicembre, in seguito all’interruzione dei conferimenti decisa dalla Sap.Na per effettuare dei controlli. Molti comitati di quartiere esultano, ma l’associazione Terra Futura è scettica: «Chiaiano potrebbe ancora essere riaperta»

di Silvana Santo

È di qualche giorno fa la notizia della temporanea chiusuradella discarica di Chiaiano, disposta dalla stessa Sap.Na (l’utility provinciale che si occupa di gestione dei rifiuti) per effettuare una serie di controlli sul funzionamento dell’impianto. La sospensione degli sversamenti, salutata da alcuni comitati cittadini come una vittoria, dovrebbe in realtà preludere alla chiusura definitiva dell’invaso alla fine dell’anno, come stabilito da una recente ordinanza della Provincia di Napoli. In seguito alla decisione della municipalizzata, infatti, il Consiglio provinciale ha varato un provvedimento che ufficializza la sospensione del conferimento dei rifiuti e annuncia la chiusura per l’ultimo giorno del 2011.

Non tutti, però, sono convinti della reale intenzione di Palazzo Matteotti di dismettere definitivamente la discarica. Secondo Terra Futura, associazione di Chiaiano che si batte da tempo contro l’impianto, è presto per cantare vittoria. «Nell’ordinanza provinciale si parla di previsione di chiusura al 31 dicembre, e non di data di chiusura – commenta Matteo Brambilla, membro dell’associazione – e mi chiedo tra l’altro, visto che l’attività di sversamento è già interrotta, che senso abbia rimandare la chiusura definitiva di un mese e mezzo». La perplessità nasce dalla scelta lessicale adottata dal compilatore del provvedimento, che parla non di interruzione ma di “sospensione del conferimento di rifiuti a Chiaiano per esperire una serie di accertamenti di carattere tecnico”. Terra Futura, in altri termini, teme che questa pausa nelle attività di sversamento delle immondizie possa terminare, ed essere seguita dall’ennesima riapertura dell’invaso. Ad aumentare lo scetticismo dell’associazione ci sono anche le motivazioni che il Consiglio provinciale ha espresso nel testo dell’ordinanza: «La Provincia fa riferimento a “notizie di inchieste che la Procura della Repubblica starebbe portando avanti” – aggiunge Brambilla – e invece non si tratta di semplici notizie al condizionale, bensì di due filoni di inchiesta già aperti, con tanto di relazione dell’ingegnere Luigi Boeri, che sostiene che la discarica è stata realizzata male ed è pericolosa per i cittadini». A preoccupare Terra Futura, infine, la decisione dell’ente provinciale di disporre “l’attivazione di tutte le procedure idonee alla chiusura definitiva”. «Non si dà mandato per la chiusura – conclude Brambilla – ma per il momento ci si limita ad attivare le procedure necessarie».

Di diverso avviso, invece, altri gruppi anti-discarica, che hanno accolto il provvedimento della Provincia come una vittoria definitiva. «Grazie alle mobilitazioni incessanti durate 4 anni, finalmente abbiamo raggiunto un obiettivo importantissimo – hanno dichiarato alCorriere del Mezzogiorno Ivo Poggiani ed Egidio Giordano, rappresentanti di alcuni dei comitati attivi sul territorio – Abbiamo impedito che per altri due anni si sversassero rifiuti a Chiaiano, abbiamo impedito che le responsabilità che denunciamo da anni venissero insabbiate e dimenticate». Festeggia anche il sindaco di Mugnano (un comune limitrofo,ndr), Giovanni Porcelli, che però ora attende che «dalle parole si passi ai fatti concreti». Il primo cittadino, infatti, chiede una legge dello Stato che sancisca una volta per tutte la chiusura definitiva della discarica, la messa in sicurezza e la bonifica dell’area.

ecodallecitta.it

Chiaiano, discarica chiude a San Silvestro

 

Documento del Consiglio provinciale: stop il 31 dicembre, poi la Regione Campania deve bonificare l’area

NAPOLI – Confermato: la discarica di via Cupa del cane, aperta nel 2008, chiuderà. Il Consiglio provinciale di Napoli, nella seduta di oggi, ha approvato un documento sul sito di Chiaiano, impegnando il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro «a confermare la sospensione delle attività, anche all’esito degli accertamenti predisposti dalla Sap.Na (la società che gestisce la discarica, ndr) ed all’avvio di tutte le operazioni propedeutiche alla messa in sicurezza dell’invaso ed alle attività di bonifica». Inoltre, lo impegna «a richiedere, altresì, l’attivazione di tutte le procedure idonee alla chiusura definitiva e ad invitare la Regione Campania alla realizzazione del progetto di riqualificazione dell’intera selva di Chiaiano». Il tutto non oltre il 31 dicembre. «Il documento approvato all’unanimità dal Consiglio – afferma il presidente dell’assemblea Luigi Rispoli – è il frutto di un lavoro e di uno sforzo compiuto da tutte le forze politiche presenti che hanno saputo fare sintesi sancendo l’avvio di un percorso per la chiusura definitiva della discarica».

I COMITATI ESULTANO – «Grazie alle mobilitazioni incessanti durate 4 anni finalmente abbiamo raggiunto un obiettivo importantissimo» commentano Ivo Poggiani e Egidio Giordanodei comitati antidiscarica. «Abbiamo impedito che per altri due anni si sversassero rifiuti a Chiaiano, abbiamo impedito che le responsabilità che denunciamo da anni venissero insabbiate e dimenticate, abbiamo ridato, grazie alla lotta, dignità ad una comunità resistente che è diventata esempio per tanti in Italia».

IL SINDACO DI MUGNANO – «Siamo molto soddisfatti dell’ordine del giorno votato dal Consiglio provinciale – ha detto il sindaco di Mugnano, Porcelli presente l’intero pomeriggio a Santa Maria la Nova – speriamo che dalle parole si passi ai fatti concreti, nell’ordine: una legge dello Stato che sancisca la chiusura della discarica, la definitiva messa in sicurezza e la bonifica dell’area. Oggi è una bella giornata per i cittadini dell’area Nord di Napoli».

Al. Ch.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/

Rifiuti, miracoli e camorra in onda su Rainews

Il sottosegretario all’interno Alfredo Mantovano aveva rassicurato i cittadini che protestavano contro l’apertura della discarica di Chiaiano a Napoli: “ La camorra in questo momento aspetta, se va a finire male per lo Stato, sarà pronta con i propri camion a portare i rifiuti anche tossici”. Era il giugno 2008. Mantovano non sapeva che le ditte, ritenute vicine ai clan, si stavano già organizzando per la gestione della discarica e ben prima dell’assegnazione dell’appalto si dicevano certe dell’aggiudicazione. Il dato inquietante emerge dalle intercettazioni che questa sera saranno trasmesse durante un’inchiesta in onda su Rainews, realizzata da Giorgio Mottola e Nello Trocchia (ore 22.00) nell’ambito della trasmissione “L’Inchiesta” a cura di Maurizio Torrealta.

I proprietari della ditta subappaltatrice Edilcar parlavano delle particelle dell’area che sarebbero state destinate alla discarica e di quelle, invece, dove sarebbero sorti gli uffici. In un altro ascolto la ditta che avrebbe vinto l’appalto, la Ibi idroimpianti, chiariva che Chiaiano sarebbe stata gestita da loro. Le dinamiche della gara di appalto restano piene di ombre. La ditta vincitrice fu esclusa, la seconda si ritirò e a vincere fu la Ibi.

Oggi il sito di Chiaiano non riceve più rifiuti dopo la denuncia dei comitati di un possibile allargamento della discarica che Guido Bertolaso presentò come realizzata nella massima trasparenza. Dietro il business dei buchi, nonostante le rassicurazioni del governo, denuncia l’inchiesta video, il clan dei Casalesi e i Mallardo, padroni dell’affare rifiuti.

 

Su ↑