La denuncia dell’associazione: “Suolo intriso di biogas e percolato”. La Commissione Sicurezza: “Fare un piano di evacuazione della discarica”

di PAOLO BOCCACCI

“Un rigonfiamento abnorme del terreno di discarica”, un muretto “rapidamente ricostruito” dopo aver “dato segni vistosi di collasso”, “fenditure e crateri di diversi dimensioni che si sono aperti”. Queste le nuove segnalazioni inviate dal comitato Malagrotta al Noe. La denuncia, corredata di documentazione fotografica, è stata indirizzata ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico, da Sergio Apollonio.

L’associazione segnala “un fenomeno sicuramente anomalo intervenuto in questi ultimi giorni sul versante della discarica che scende verso via degli Oleodotti, dov’è situato l’impianto-deposito  Lampogas (impianto a rischio di incidente rilevante), a sua volta contiguo al gassificatore. In seguito ad un rigonfiamento abnorme del terreno di discarica, il muro di recinzione fra la Lampogas e la discarica stessa aveva dato segni vistosi di collasso. E’ stato quindi rapidamente ricostruito ad opera del personale della Giovi srl”.

“Ma come si può vedere dalle foto che sono state scattate qualche giorno fa, delle fenditure e dei crateri di diverse dimensioni si sono aperti nel terreno e dei rigonfiamenti si sono formati – prosegue la lettera – Il terreno è evidentemente intriso di biogas e di percolato e questi movimenti e trasformazioni anomale fanno parte delle ‘dinamiche’ della megadiscarica, che negli anni e nei decenni hanno provocato frane più o meno rovinose. Nel frattempo il gassificatore di Malagrotta è attualmente fermo, per motivi ‘anche di sicurezza

in vista, ci è stato detto,  dei lavori di costruzione della seconda e della terza linea dell’impianto”.

Subito interviene il presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale Fabrizio Santori: “Chiediamo agli organismi preposti di fare subito chiarezza sul cedimento e sulla conseguente ricostruzione di un muro di cinta situato tra il terreno della discarica di Malagrotta e il vicino impianto di Lampogas. E’ necessario verificare cosa sta succedendo, ma anche attivarsi subito per la redazione dei Piani di evacuazione previsti per i siti a rischio, così come dettato dalle norme Ue”. “Malagrotta è infatti una zona ad alto rischio ambientale, sulla quale insistono, oltre alla discarica, al gassificatore e al contiguo impianto di gas, anche l’inceneritore dei rifiuti ospedalieri e la raffineria di Roma – conclude – troppo per attendere ancora mettendo a repentaglio la sicurezza degli abitanti del quartiere e degli stessi lavoratori dei vari siti”.

Attaccano i Verdi con il presidente degli ambientalisti del Lazio Nando Bonessio: “Il centrodestra capitolino cade sempre dalle nuvole. Questa volta è il turno dell’area industriale di Malagrotta. Appare incredibile infatti che il presidente della Commissione sicurezza Santori, solo ora si accorga del fatto che a Malagrotta manca il Piano d’evacuazione esterna per i siti a rischio industriale rilevante che andrebbe redatto in dagli Enti Locali, Comune compreso – spiega – Il fenomeno rilevato dai cittadini potrebbe derivare da un accumulo di biogas prodotto dalla fermentazione dei rifiuti della discarica nel sottosuolo, cosa che potrebbe provocare effetti gravi anche per la vicinanza del deposito di Gpl”.

31 ottobre 2011

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