IL TERMOVALORIZZATORE CONTESTATO. Sarà adottata la logica del principio di precauzione, l’Asl effettuerà indagini sugli effetti delle emissioni. Su incarico del Comune, gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità hanno studiato un piano di controllo. Che partirà subito.

Verona. L’inceneritore di Ca’ del Bue è dannoso o no per la salute? Lo diranno gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità a cui il Comune ha affidato il controllo, anche preliminare, degli aspetti sanitari con un Piano di controllo e monitoraggio da attuarsi immediatamente. Ci sono già stati incontri tra i rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità e rappresentanti dell’Ulss 20 e 21 e dell’Arpav per mettere a punto le modalità delle analisi preventive e del successivo monitoraggio su alcuni importanti indicatori dal punto di vista ambientale-sanitario intorno a Ca’ del Bue, pre e post opera, vale a dire prima e dopo l’accesione dei forni.
Si tratta di un lavoro complesso, spiega il dottor Giovanni Marsili, direttore del reparto Igiene dell’aria dell’Iss: «L’Istituto fornirà una sorta di decalogo sulle analisi e sulle verifiche da effettuare, cosa che sarà compito dei tecnici dell’Arpav. Viene adottata la logica del principio di precauzione, cioè di costruire un sistema di misura per verificare le previsioni relative all’impianto. Il target riguarda gli effetti sanitari delle emissioni di Ca’ del Bue. Il Progetto viene realizzato e coordinato da noi che ci faremo anche carico delle analisi e del reporting finale».
Gli indicatori selezionati riguardano l’inquinamento atmosferico e l’esposizione umana. «Saranno presi in esame i macroinquinanti», precisa il dottor Marsili, «cioè i composti gassosi e le particelle (come le Pm10), gli ossidi di zolfo, l’ossido di carbonio e così via, le deposizioni al suolo e i microinquinanti come le diossine, i policlorobifenili (pcb), i metalli, gli idrocarburi policiclici aromatici, e altro, i quali hanno particolari caratteristiche chimico-fisiche che possono rivelarsi pericolose perchè persistono nel tempo. In questo caso, ad esempio, se si rileva che si formano degli accumuli, sarà possibile intervenire tempestivamente. Il progetto è strutturato per approfondire le analisi in caso di rilevazione di situazioni di rischio».
Per effettuare tutte le verifiche il Progetto dell’Istituto superiore di Sanità prevede la costruzione di appositi siti, che comprendano allevamenti e coltivazioni, per effetturare misurazioni nella matrice, cioè nell’ambiente, in modo da avere una spia di eventuali inquinanti come, ad esempio, le diossine. Tutto questo prima dell’avvio dell’impianto, in modo da poter comparare lo stato dell’ambiente prima e dopo l’accensione dei forni. Inoltre verrà effettuata da parte dell’Asl un’indagine sulle persone potenzialmente esposte alle emissioni dell’inceneritore e, infine, ci sarà un controllo indiretto sugli eventuali effetti delle emissioni, come, ad esempio, il consumo di farmaci relativi a patologie respiratorie. Un’indagine, dunque, di tipo epidemiologico
«Sono indagini che facciamo normalmente», conclude il dottor Marsili, «per verificare eventuali situazioni di inquinamento ambientale intorno agli inceneritori, o sulle autostrade o per strutture potenzialmente inquinanti. Per Ca’ del Bue sono previste tre fasi d’indagine, da cinquemila a 15.000 metri di raggio intorno all’inceneritore».

Elena Cardinali

http://www.larena.it/

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