SAN GIOVANNI LUPATOTO. Il sindaco rilancia la battaglia contro l’impianto bruciarifiuti di Agsm. Il 23 novembre arriva il progetto, l’11 gennaio conferenza dei servizi. «La scelta dei tempi sembra fatta per impedire un attento esame».

26/10/2011 San Giovanni Lupatoto. Il presidente di Agsm, Paolo Paternoster, non fa passi indietro su Ca’ del Bue, neppure dopo la marcia a Verona dei cinquemila di sabato (almeno 600 dei marciatori erano lupatotini) tanto che per il 23 novembre è fissata la presentazione del progetto preliminare del nuovo inceneritore e l’11 gennaio la conferenza dei servizi per l’approvazione. Ma le novità non toccano Fabrizio Zerman, sindaco lupatotino, che non intende mollare di un centimetro nella sua battaglia contro l’inceneritore.

Dice Zerman: «Paternoster è amministratore di Agsm e segue la sua linea. Io sono il sindaco di San Giovanni e, nell’oppormi all’inceneritore, rappresento il mio paese e i suoi vitali interessi di diritto alla salute dei cittadini e di tutela dell’ambiente. Io da questa posizione non torno indietro».
Sull’accelerazione impressa dall’Agsm Zerman dice: «Tra il 23 novembre e l’11 gennaio prossimi manca il tempo per un esame approfondito del progetto. Un progetto talmente complesso e vitale per la salute pubblica da dover, a mio parere, essere valutato in un periodo diverso da quello delle festività natalizie e di fine anno. La scelta dei tempi sembra fatta ad arte per impedire un sereno e attento esame. In ogni caso, i nostri tecnici lavoreranno alacremente non lasciando nulla al caso».
Zerman aggiunge una seconda considerazione: «La nostra richiesta di visionare il progetto fino ad oggi è sempre stata respinta con la motivazione che il progetto preliminare non esisteva ancora. Sorge la domanda spontanea: come ha fatto Agsm ad affidare una gara d’appalto senza progetto preliminare? A parte ciò, è comunque un bene che ci sia la conferenza dei servizi durante la quale potremo esporre le nostre osservazioni e i nostri motivi di preoccupazione. Finalmente gli enti preposti dovranno dare una risposta a tutte queste istanze. Le osservazioni dei tecnici saranno l’oggetto della nostra opposizione».
Afferma ancora Zerman: «Personalmente sono anche convinto che l’impianto sia nocivo ed inutile. Basta ricordare che l’inceneritore veneziano di Fusina è in cerca per l’Italia di rifiuti da bruciare. Tutto questo dimostra che l’impianto di Ca’ del Bue viene realizzato soltanto per puro interesse economico perché per dare una risposta al problema rifiuti si possono applicare molte altre tecniche a impatto ambientale assai più contenuto».
Continua il sindaco: «Infatti noi non diciamo soltanto “no” all’inceneritore ma proponiamo di riconvertire l’impianto, senza aggiungerne uno di nuovo, ricavando nel vecchio sito un polo ambientale integrato dove lavorare i rifiuti. Il risultato sarebbe che si spenderebbe un decimo e si otterrebbe un impianto molto più compatibile con l’ambiente dell’inceneritore. In una realtà fortemente inquinata come è il territorio veronese non si può aggiungere una ulteriore potentissima fonte di inquinamento come i due inceneritori». Poi Zerman la mette sul piano delle responsabilità morali richiamandosi alle assicurazioni di innocuità dell’impianto fornite dal presidente Paternoster: «Se dovesse essere riscontrata la fondatezza di tutti gli allarmi lanciati contro gli inceneritori e le loro emissioni e testimoniati da eminenti ricerche scientifiche, mi chiedo come si sentiranno nella loro coscienza tutti coloro che hanno approvato l’inceneritore».

Renzo Gastaldo

larena.it

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