«SE CI saranno difficoltà o opposizione sui rifiuti, Roma andrà in emergenza e ognuno si prenderà le sue responsabilità». Così chiaroe fermo nelle sue decisioni, il prefetto Giuseppe Pecoraro non lo era mai stato. IERI, davanti alla commissione regionale rifiuti, il commissario straordinario ha voluto avvertire i politici di maggioranza e opposizione: «Non sarò complice se la mia capitale andrà in emergenza come la mia città di origine, Napoli». E le opposizioni, quelle che per Pecoraro rischiano di «provocare l’ emergenza», non mancano già da ora. Manlio Cerroni, proprietario di Malagrotta e neo acquirente dell’ area della discarica a Riano, potrebbe mettersi di traverso. Percoraro assicura: «Se tenterà una speculazione non ci riuscirà». Inoltre, ci sono già tre ricorsi dopo le ordinanze firmate per le discariche provvisorie di Riano e Corcolle. E anche Renata Polverini si è detta «non serena nel dire al prefetto di procedere. Anche in questo caso potrei ritrovarmi problemi col ministero dei Beni culturali». Intanto, in attesa di capire quali saranno le mosse di chi ha presentato ricorso, Pecoraro ha anche spiegato l’ iter che porterà alla chiusura di Malagrotta e all’ apertura delle due nuove discariche: «Mi auguro – ha detto il prefetto – che in settimana si possa disporre l’ occupazione d’ urgenza dei siti provvisori. Ci sarà una gara pubblica, nella massima trasparenza. Auspico di terminare le procedure i primi di gennaio». Critico il Pd che, dopo l’ audizione del prefetto, per bocca della sua capogruppo in commissione, Daniela Valentini afferma: «Ora a Roma siamo davvero in emergenza».   MAURO FAVALE

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