Sabato il corteo,arrivo a Piazza Bra. L’anno scorso erano in 5mila. L’impianto è chiuso dal 2006 per un difetto di progettazione. Agsm ha lanciato un nuovo progetto.

VERONA — Il 9 ottobre dell’anno scorso un serpentone di circa 5mila persone ha sfilato dalla stazione Porta Nuova fino a piazza Bra per gridare forte il suo «no» all’inceneritore di Ca’ del Bue. Sabato prossimo, 22 ottobre, si punta al bis. A dodici mesi di distanza, molte cose sono rimaste immutate, ma molte altre sono cambiate. Immutata, innanzitutto, la volontà dell’amministrazione comunale di riportare in vita l’impianto. Gli spagnoli di Urbaser si sono aggiudicati il bando di Agsm per costruire i nuovi forni a griglia capaci di bruciare 500 tonnellate di rifiuti ogni anno (il doppio se dovessero essere sistemati anche i vecchi forni a letto fluido). Immutata anche la ferma contrarietà dei comuni limitrofi direttamente a contatto con l’impianto: San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio. Ai tre sindaci che hanno rinnovato l’adesione al corteo – e tra loro in particolare il primo cittadino lupatotino, il leghista Fabrizio Zerman – si aggiungono quest’anno altri due municipi: quelli di Buttapietra e Povegliano. Se si allarga il fronte istituzionale, ci sono novità anche su quello politico.

La lotta contro Ca’ del Bue è diventata uno dei collanti dell’alleanza di centrosinistra (Partito democratico, Italia dei Valori, Socialisti, Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista) che si sta preparando ad affrontare le prossime elezioni amministrative. «Il progetto di Ca’ del Bue deve essere abbandonato perché l’impianto voluto dal centrodestra, e dal sindaco in particolare, è inutile per una realtà come Verona e potenzialmente pericoloso per la salute umana e il territorio», è il succo di un comunicato congiunto diffuso ieri in un’apposita conferenza stampa. La manifestazione, il cui motto è «Se la salute hai a cuore difendila dall’inceneritore », è organizzata da una rete di comitati e associazioni che si sono riuniti sotto l’ombrello della sigla «Salute Verona». «L’evento vuol essere dei cittadini per i cittadini – si legge nel comunicato di presentazione – visto che da parte dei nostri amministratori fino ad ora non è stata data nessuna risposta convincente sul perché si vuole attivare un impianto di incenerimento da più di mille tonnellate al giorno a fronte di una produzione nel comune di Verona di meno di 200 tonnellate giornaliere».

La manifestazione di sabato inizierà alle 14.30. Punto di partenza (stazione Porta Nuova) e di arrivo (piazza Bra) rimangono gli stessi dell’anno scorso, ma cambia il percorso: non più sfilata lungo corso Porta Nuova, ma attraverso via città di Nimes, piazza Simoni, via Giberti, via Valverde, per poi immettersi su corso Porta Nuova da piazza Pradaval. Difficile prevedere se l’affluenza sarà superiore o inferiore rispetto a dodici mesi fa. Si riparte, comunque, dalle 5mila firme portate in Regione a metà settembre dai consiglieri di opposizione il giorno del voto di una mozione contro il raddoppio di Ca’ del Bue. La mozione è stata respinta.

Alessio Corazza
20 ottobre 2011

http://corrieredelveneto.corriere.it/

Annunci