A poco meno di due settimane dal ritrovamento (avvenuto grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Emilio Di Caterino, ex uomo della feroce cosca dei casalesi guidata da Francesco Bidognetti), nelle fondamenta di un parcheggio a Castel Volturno, di una discarica abusiva coperta da una colata di cemento e contenente scarti industriali pericolosi provenienti dalle regioni del Nord Italia, arriva la notizia che anche l’amianto proveniente dalla bonifica dell’Italsider di Bagnoli sarebbe stato sversato e sotterrato nelle campagne del casertano. A rivelarlo è un altro pentito, Tammaro Diana, appartenente ad una famiglia di imprenditori della grande distribuzione operante sul litorale domizio, arrestato nel novembre scorso con l’accusa di associazione mafiosa, in quanto ritenuto organico alla fazione del clan dei Casalesi facente capo a Bidognetti.

La Squadra Mobile di Caserta e il Corpo Forestale del Comando provinciale di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di tre vaste aree site una in via Napoli a Castel Volturno e due in via Veneto a  Villa Literno, nelle quali vi sarebbero rifiuti speciali, pericolosi e tossici, tra cui inerti e materiali di risulta dell’edilizia e sostanze nocive di vario tipo provenienti dall’acciaieria dismessa di Bagnoli. Il provvedimento cautelare è stato adottato dal Tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea, che coordina le indagini.

<<Tammaro Diana – ha spiegato il procuratore aggiunto della Dda di Napoli, Federico Cafiero de Raho – ha fornito anche rilevanti informazioni sulle diffuse attività di illecito smaltimento di rifiuti condotte nell’area domiziana da imprenditori e persone contigue al clan dei Casalesi>>. Verranno eseguiti accertamenti tecnici per verificare l’effettiva presenza, i quantitativi e la natura dei rifiuti seppelliti, e si cercherà di individuare, attraverso le indagini, i colpevoli delle attività illecite.

Ai responsabili dello sversamento del materiale vengono contestati i reati di disastro ambientale, traffico illecito organizzato di rifiuti ed esercizio abusivo di trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi e speciali. Reati aggravati, secondo l’accusa, dal fine di favorire le organizzazioni camorristiche attive nel casertano, anche in relazione al possibile coinvolgimento di imprese e persone contigue al clan dei Casalesi, che negli anni scorsi hanno realizzato ingenti guadagni per mezzo delle attività di smaltimento illecito di rifiuti speciali e pericolosi nell’agro aversano e sul litorale casertano.

levanteonline.net

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