A UNA SETTIMANA DALLA SCOPERTA DELLA DISCARICA RADIOATTIVA DI CASTEL VOLTURNO

Dopo le rivelazioni di Tammaro Diana, sequestrate
tre vaste aree tra Castel Volturno e Villa Literno. Sigilli anche all’interno del Polo tecnologico della nautica.

CASERTA – Dopo gli scarti industriali del Nord, anche l’amianto provenienti dalla bonifica dell’Italsider di Bagnoli sarebbe finito sotto terra, sversato nelle campagne tra Castel Volturno e Villa Literno per mano del clan dei Casalesi. La squadra Mobile di Caserta e il corpo forestale del comando provinciale di Napoli hanno provveduto a porre sotto sequestro tre vaste aree, nelle quali vi sarebbero rifiuti speciali tossici, tra cui inerti e materiali di risulta dell’edilizia e di sostanze nocive provenienti dall’ex acciaieria di Bagnoli. I siti si trovano in via Napoli a Castel Volturno e a Villa Literno, in una traversa di via Veneto e nella stessa strada in un’area interna al cosiddetto Polo tecnologico della nautica.

Il provvedimento è stato adottato dal tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea, che coordina le indagini. Ai responsabili dello sversamento del materiale, secondo quanto sottolineano alla questura di Caserta, vengono contestati i reati di disastro ambientale, traffico illecito organizzato di rifiuti ed esercizio abusivo di trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi e speciali.

Sono in corso indagini per identificare i responsabili dell’illecito traffico di rifiuti. Il sequestro arriva a conclusione di indagini e riscontri effettuati a seguito delle dichiarazioni rese da Tammaro Diana, appartenente ad una famiglia di imprenditori della grande distribuzione operante sul litorale domiziano. L’uomo, da qualche tempo collaboratore di giustizia, fu arrestato nel novembre scorso con l’accusa di associazione mafiosa, in quanto ritenuto organico alla fazione del clan dei Casalesi che fa capo Francesco Bidognetti, detto «Cicciotte e mezanotte», nonché contitolare di un importante centro commerciale a Castelvolturno, sottoposto a sequestro preventivo.

«Tammaro Diana – spiega il procuratore aggiunto di Napoli, Federico Cafiero de Raho- ha fornito anche rilevanti informazioni sulle diffuse attività di illecito smaltimento di rifiuti condotte nell’area domiziana da imprenditori e persone contigue al clan. Il provvedimento cautelare – sottolinea Cafiero de Raho – è finalizzato alla esecuzione dei necessari accertamenti tecnici per verificare l’effettiva presenza, i quantitativi e la natura dei rifiuti occultati nei siti sequestrati, nonchè individuare i responsabili delle illecite attività».

Redazione online
19 ottobre 2011

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