Bonelli: Quadro Alto è di Colari, che gestisce Malagrotta, c’è accordo con regione. Polverini: solo pesanti illazioni.

ROMA – Vestiti con sacchi della spazzatura «perchè siamo trattati come rifiuti umani», mentre i bambini portano striscioni “Difendiamo la nostra salute”: circa 200 persone protestano così davanti alla sede del Consiglio regionale del Lazio, per chiedere che le politiche dei rifiuti della Regione cambino direzione. I manifestanti sono arrivati per la seduta straordinaria che ha all’ordine del giorno l’ordinanza su Malagrotta e la procedura di infrazione dell’Ue in merito al sito di smaltimento. La seduta si è aperta con la relazione dell’assessore ai Rifiuti e alle Attività produttive Pietro Di Paolo. Di Paolo ha ripercorso la lunga vicenda dei piani rifiuti nel Lazio, ricordando i tre commissariamenti e le due procedure Ue.

No alle discariche e agli inceneritori, sì invece alle politiche di riciclo, riuso e differenziata: è il messaggio dei manifestanti, arrivati da Riano (dove sorgerà secondo le indicazioni del prefetto Pecoraro una delle discariche provvisorie), e da Fiumicino, dove è stato invece individuato il sito di Pizzo del Prete per la struttura definitiva. Qualcuno ha stampato una mappa satellitare di Riano, con indicate le distanze tra il sito della discarica e le abitazioni: «Ce ne sono anche a 100 metri» spiegano i cittadini. «Tutti gli studi internazionali vanno in una sola direzione – spiega Massimo Bistacchia, agricoltore di Cerveteri, che parla per il Comitato Rifiuti Zero – quella del riciclo e della differenziata. Vogliono invece rifare un’altra Malagrotta. Non ce l’abbiamo con la Polverini in quanto tale ma con la Regione che sono cinque anni che non fa una legge regionale sui rifiuti. Vogliono approvare direttamente il Piano senza fare una legge, ma così si consegna tutto alle lobby e alla malavita».

Nel pomeriggio momento di tensione tra le forze dell’ordine e manifestanti, che non fanno né entrare né uscire. Secondo le forze dell’ordine sono presenti circa 300 persone.

«Sul territorio di Fiumicino non è previsto alcun inceneritore. Chi sostiene che ci sarà un inceneritore sostiene il falso. La situazione della nostra Regione è molto seria. Non vorremmo però che da una situazione seria ma gestibile si passi a una non gestibile – ha detto l’assessore Di Paolo – Nel Piano rifiuti non ci sono inceneritori: la carenza di termovalorizzazione è prevista solo dal cosiddetto scenario di controllo, che al momento è solo una eventualità. Il Piano lavora invece sulle parti virtuose del ciclo. A questa giunta va riconosciuto il merito di aver aggredito il problema, assunto responsabilità, fatto scelte che creano anche mal di pancia e legittime preoccupazioni. Ma da oggi in poi c’è la possibilità di dare ascolto a tutti coloro che hanno manifestato in modo costruttivo le loro preoccupazioni, dalle associazioni, ai comitati, ai singoli cittadini, in un quadro finalmente di certezze. Non in un quadro che tamponava l’emergenza di turno come in passatoma che oggi dà risposte a tutto tondo».

«Risulta che l’area dove dovrebbe sorgere la discarica di Riano è stata acquistata dal Consorzio Colari. C’è un accordo tra la Regione e questo monopolio dei rifiuti che ha determinato il problema della gestione dei rifiuti? C’è un accordo tra la giunta e il Consorzio che gestisce la discarica di Malagrotta? – ha detto il capogruppo e leader nazionale dei Verdi Angelo Bonelli – Per la prima volta si deroga alla Via e alla Vas. Voi sapete che le tre aree individuate sono inidonee. In questo piano, mai trasmesso ai consiglieri, si legge che Riano e Corcolle sono inidonei dal punto di vista idrogeologico, mentre Pizzo del Prete ha rilevanti aree archeologiche e paesaggistiche. Voi in un modo strategico avete estrapolato Malagrotta dal Piano rifiuti. Avete chiesto una soluzione a Berlusconi e lui ve l’ha data. Il Piano rifiuti è fuffa, qualcosa che non serve a nulla. Avete realizzato un’ordinanza, l’avete scritta voi, perchè oggi, e mi dispiace dirlo, usate il prefetto Pecoraro che è uno strumento nelle vostre mani per fare ciò che non avete coraggio fare. Realizzare discariche dove non si possono fare».

La proprietà dell’area di Quadro Alto, a Riano, è di Colari. A confermarlo è lo stesso presidente del consorzio e proprietario della discarica di Malagrotta, Manlio Cerroni, in un’audizione alla commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti. «Il consorzio Colari è ormai proprietario del terreno di Quadro Alto – ha detto – Il contratto l’ho firmato dieci giorni fa. In precedenza la proprietà del principe Boncompagni Ludovisi ci aveva concesso un’opzione ma poi in vista della realizzazione della discarica abbiamo acquistato il terreno». Cerroni critica la nomina del commissario straordinario Pecoraro. «È stata fatta – dice – per motivi strumentali. Non c’era bisogno. È semplice, non c’era da fare altro. Si trattava di fare una scelta e politicamente nessuno si sentiva. Allora per non saper nè leggere nè scrivere si è scelto di farlo scegliere ad un altro». Cerroni ha anche detto che «il proprietario del terreno a Corcolle-San Vittorino è Salini, ma mi hanno detto che ha venduto ad una società del Leichtenstein».

Polverini: solo pesanti illazioni. «Quell’impresa non ha soltanto quell’area ma ne ha molte altre che potevano essere adibite a discarica. Dopodichè non sfugge a me, e non può sfuggire agli esponenti dell’opposizione che si dichiarano esperti che sta agendo il prefetto con funzioni commissariali», ha detto la presidente Renata Polverini a chi le chiedeva un commento sull’acquisizione da parte del Consorzio Colari dell’area di Quadro Alto, a Riano. A chi le chiedeva se escludesse quindi che ci sia un accordo tra il Consorzio Colari e la presidenza della Regione, Polverini ha risposto: «Non solo, lo escludo! È un atteggiamento assolutamente scorretto da parte di un consigliere che fa illazioni, peraltro pesanti. Questo imprenditore lavora quasi in regime di monopolio in questa città e io sono al governo della Regione soltanto da un anno e mezzo. Il prefetto Pecoraro ha già chiarito, nei giorni scorsi, che attraverso le proprie funzioni commissariali agirà attraverso esproprio. Bonelli credo abbia delle responsabilità anche di amministrazione. Mi pare di ricordare che è stato anche assessore. Se oggi da questo Consiglio l’opposizione indica dei siti alternativi a quelli di Corcolle e Riano, noi siamo disponibili a parlarne. Però si devono assumere la responsabilità di indicarli. Siamo qui per questo, li ascoltiamo».

«Se le nostre sono solo illazioni allora Polverini spieghi come mai proprio in queste ore Cerronistia disegnando il suo personale, e secondo noi purtroppo vero, piano rifiuti affermando che la proprietà dei terreni di Quadro Alto è sua e che li ha acquistati solo dieci giorni fa; che si opporrà a un eventuale esproprio dell’area; che non parteciperà a eventuali gare perchè la gestione della discarica gli spetta per legge; che gli impianti di tmb produrranno combustibile per gli inceneritori – afferma il presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio – È evidente che il monopolista della monnezza ha fiutato l’ennesimo lucroso affare e sta giocando la propria pesante partita al di sopra di tutto e tutti. Spiace dirlo ma è lo scenario peggiore che avevamo immaginato. Il deus ex machina del rifiuto condiziona a proprio uso e consumo la politica dei rifiuti del Lazio sulla pelle dei cittadini. Estremamente inquietante anche la dichiarazione circa la proprietà del terreno di San Vittorino-Corcolle che sarebbe di una società del Lichtenstein, noto paradiso fiscale, cosa che se fosse vera rappresenterebbe una criticità inaudita. Ma Polverini e Alemanno ormai sono solo delle comparse sfocate che sembra nulla possano. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: il problema fondamentale non sono i siti, ma il modello di gestione dei rifiuti, applicare Riuso, Riciclo e Riduzione. Nei prossimi giorni regaleremo un vocabolario alla presidente della Regione affinchè possa documentarsi, assieme ad Alemanno sul significato di queste tre semplici parole».

«L’errore della presidente Polverini è stato assumersi responsabilità e adempimenti che riguardavano il Comune di Roma. Ha deciso di avocare a sè ciò che spettava ad Alemanno, deresponsabilizzando il Campidoglio – ha detto il capogruppo Pd al Consiglio regionale del Lazio Esterino Montino – Alemanno in questi due anni ha fatto una scelta gravissima. Ha deciso di fermare il sistema degli impianti a sua disposizione, sia nel pubblico che nel privato. Gli impianti di Rocca Cencia e quello sulla Salaria, infatti, sono utilizzati al di sotto delle loro possibilità e questo è un dato di fatto, non strumentalizzazione. Alemanno ha pensato, per ragioni di carattere finanziario, di risolvere il problema dei rifiuti cercando la strada più corta, ossia buttare il tal quale in discariche fuori Roma. Ma questa è una strada che non è possibile seguire. Il sistema è in tilt e quando l’Ue ci mette sotto accusa per Malagrotta lo fa perchè nella discarica viene messo il tal quale. Si cercano scorciatoie che non ci sono, si cerca di spostare il problema in aree delicate, che impattano sulla popolazione. Credo sia necessario, quindi, che il Comune di Roma trovi una soluzione dentro il suo territorio e sia autosufficiente. Bisogna costringere il Campidoglio ad agire in questo modo».

I Comitati occupano la sala Mechelli della Pisana. «Da qui non ce ne andiamo – ha detto Andrea Cavola del coordinamento dei comitati Rifiuti Zero per il Lazio – Abbiamo assistito al dibattito – ha spiegato – e abbiamo registrato il disprezzo totale della giunta Polverini nei confronti di qualsiasi tipo di confronto con i cittadini, e nei riguardi delle mozioni presentate dall’opposizione che noi sostenevamo. La nostra reazione ora sarà durissima, perchè questa non è casa della Polverini. Lei è ospite. La Polverini faceva la sindacalista, e anche male. Da oggi in poi avrà molto lavoro da fare perchè noi a tutti i livelli a partire dal territorio faremo opposizione durissima». Nella Sala Mechelli è presente una delegazione dei comitati che hanno manifestato tutto il pomeriggio e alcuni consiglieri regionali che hanno assistito all’assemblea dei comitati, tra i quali Valentini, Celli, Zaratti, Nieri, Peduzzi, Nobile, Rossodivita, Berardo, Bonelli, Lucherini, Nieri e il segretario regionale dei Verdi Nando Bonessio.

ilmessaggero.it

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