Il progetto sparisce dal piano interprovinciale dei rifiuti: sollievo da Villamagna.

VOLTERRA. Marcia indietro sulla discarica di Riotorto. Quello spauracchio di mille metri cubi di rifiuti speciali che sarebbe dovuto accoccolarsi al confine con Villamagna non si farà. La discarica nel Comune di Gambassi, infatti, non sarà inserita nel piano interprovinciale dei rifiuti di Firenze, Prato e Pistoia (piano che sarà, a breve, sottoposto all’attenzione dei rispettivi consigli).  A sancirlo sono le Province di Pisa e Firenze, in qualità di capofila dei rispettivi Ambiti territoriali ottimali (Ato), ovvero gli organismi incaricati della predisposizione dei Piani interprovinciali: l’Ato Toscana Costa per la fascia tirrenica comprendente Pisa (appunto), più Livorno, Lucca e Massa Carrara; e l’Ato Toscana Centro, inclusivo, oltre a Firenze, anche dei contigui bacini di Pistoia e Prato.  In particolare, il progetto è stato tolto dagli atti di programmazione proprio dell’Ato Centro, che lo aveva “ereditato” (dopo la riforma delle circoscrizioni regionali preposti all’esercizio delle politiche di smaltimento) dal precedente Ato zonale Pistoia-Empoli (il quale peraltro non lo aveva inserito nel piano industriale: e anche questo aspetto ha inciso nella scelta).  Alla decisione di modificare la previsione del nuovo sito a Riotorto si arriva al conclusione di una lunga fase di confronto, intenso e approfondito, alla quale hanno concorso non solo i due organi tecnici titolari delle competenze in materia, ma anche direttamente le comunità locali interessate (attraverso il Comitato sorto a

Villamagna e non solo) e le loro sedi di rappresentanza istituzionale. Anche iL Comune di Volterra più volte si è fatto sentrie contro il progetto. Come il consiglio provinciale di Pisa, che nei mesi scorsi aveva approvato un documento in cui valutava criticamente l’ipotesi di costruzione dell’impianto: un pronunciamento sulla scorta del quale, per la stessa Provincia di Pisa, l’assessore all’ambiente Valter Picchi aveva trasmesso una lettera informativa al proprio “omologo” di Firenze, Renzo Crescioli.  «L’Ato Toscana Centro – dichiara lo stesso Crescioli – opta per una pianificazione che punterà, per soddisfare il fabbisogno di smaltimento, a recuperare spazi nelle discariche già esistenti, senza andare a consumare territorio vergine».  Questa conclusione, secondo Picchi, «testimonia un modello positivo di concertazione, anche accesa, ma costruttiva, tra forze politiche, istituzionali locali e gruppi di organizzazione spontanea della collettività. Che insieme hanno affrontato e risolto un punto di discussione, dando sintesi alle varie esigenze del territorio». R.R.

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