Con l’accusa di avere organizzato un traffico illecito di rifiuti e di avere gestito una discarica non autorizzata, con l’aggravante di avere favorito la mafia, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Palermo hanno notificato all’alba di oggi tre ordini di custodia cautelare, uno dei quali notificato in carcere al presunto boss mafioso Giuseppe Liga, l’architetto gia’ detenuto con l’accusa di essere il reggente del mandamento di San Lorenzo a Palermo. Gli altri due indagati sono Amedeo Sorvillo e Agostino Carollo. I tre indagati sono accusati di aver causato gravissimi danni.

Sono due le discariche abusive rinvenute dai carabinieri del nucleo operativo ecologico di Palermo. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Dda di Palermo, grazie anche ad intercettazioni ambientali e videosorveglianza, i rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi, come terre e rocce da scavo, materiali plastici da imballaggi, batterie al piombo esauste, oli minerali esausti, filtri intrisi di oli minerali e fibre polimeriche, sarebbero stati interrati in due terreni ad una profondita’ tra i 7 e i 10 metri.

Liga era l’amministratore della ditta Eu.Te.Co. impegnata nel settore della manutenzione delle linee elettriche per conto di Enel distribuzione. I responsabili della societa’ tra il ’97 e il 2003 avrebbero creato un “gravissimo pregiudizio all’assetto del territorio e dell’ambiente” con una serie di reati ambientali. Liga si sarebbe reso responsabile della realizzazione di una discarica non autorizzata “con un dislivello di 10 metri”, come spiega il maggiore Giovanni Caturano, del Nucleo operativo ecologico che ha condotto l’indagine.

Nel corso dell’attivita’ investigativa e’ stata sequestrata la documentazione relativa ai contratti di appalto della manutenzione della rete elettrica nonche’ certificati di idonee prove di qualita’ dei materiali di reinterro e ripristino “palesemente contraffatti”. Al contrario non sono stati rinvenuti ne’ i registri di carico e scarico dei rifiuti, ne’ i Modelli unici dichiarazioni (Mud) utili per la tracciabilita’ degli stessi rifiuti.

Secondo il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia che ha coordinato l’inchiesta, la disamina dei documenti avrebbe comprovato “l’illecita attivita’ di gestione abusiva di rifiuti anche pericolosi svolta dalla Eu.Te.Co.” che nel corso degli ultimi anni “mantenendo questa condotta criminale era riuscita ad aggiudicarsi una serie di contratti di appalto per l’esecuzione di opere, lavori e interventi di costruzione, ricostruzione e manutenzione di linee elettriche interrate, linee elettriche aeree e cabine secondarie di distribuzione”.

Con l’interramento dei rifiuti la ditta ha eliminato il costo vivo per il trasporto e per lo smaltimento “riuscendo a praticare sul mercato sempre il prezzo piu’ basso e mettere fuori dal mercato le imprese che lavoravano onestamente”.

“Grazie a questa indagine abbiamo individuato la prima impresa ecomafiosa del sistema criminale di Cosa nostra a Palermo”. Lo ha detto i procuratore aggiunto del capoluogo siciliano Antonio Ingroia, parlando dell’operazione condotta dal Nucleo operativo ecologico e che all’alba di oggi ha portato all’arresto di tre persone, tra cui il presunto boss Giuseppe Liga, gia’ in carcere. “Per Palermo e’ una novita’ perche’ e’ la prima operazione sulle ecomafia della Dda -ha aggiunto Ingroia- l’indagine conferma che tutte le mafie, non soltanto la camorra e la ‘ndrangheta, ma anche Cosa nostra, sono impegnate sul fronte dell’ecomafia.

siciliainformazioni.com

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