Francesco Servino (Terra Napoli)

INCENERITORE. La società di gestione invita le scuole a visitare l’impianto. Con il pieno sostegno del Fondo per l’ambiente italiano.

Da un paio di settimane è partito il “Progetto Scuola A2A”: 1.400 istituti scolastici sono stati invitati a fare visita agli impianti gestiti dalla società controllata al 27,5% dai Comuni di Milano e di Brescia, tra cui termovalorizzatori e discariche per i rifiuti. Il rapporto consolidato tra scuole e A2A va avanti da oltre venti anni: gli impianti di A2A, Ecodeco, Amsa, Aprica e Aspem, sono stati visitati, lo scorso anno, da 20mila studenti. E ora il calendario 2011/2012 si arricchisce di una strabiliante novità: la visita guidata all’inceneritore di Acerra. A stupire è la partnership che A2A ha stretto con il Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano), la fondazione che promuove “la cultura del rispetto della natura”: agli studenti che faranno visita al termovalorizzatore di Acerra verrà proposta l’iscrizione alla fondazione e verrà rilasciato un kit didattico per “conoscere meglio il mondo dei rifiuti”.

Il Fai, sul proprio sito, in maniera peculiare pone anche l’attenzione sull’emergenza ambientale che si sta verificando alle falde del Vesuvio, sottolineando la «forte opposizione dei sindaci vesuviani e dell’assessorato all’ambiente della Regione Campania» all’apertura delle discariche: cava Sari, tramite la Ecodeco, è gestita dalla A2A. Quale connubio può esserci tra rispetto della natura e incenerimento o interramento dei rifiuti è tutto da capire: difficilmente agli studenti verrà spiegato che le campagne che circondano l’inceneritore di Acerra sono contaminate dalle diossine. Intanto, chi è impegnato in prima linea nelle lotte ambientali sa bene quali difficoltà si incontrano nel coinvolgere le scuole nelle campagne di sensibilizzazione: molto spesso, in certe zone, si verifica uno strano ostracismo da parte di insegnanti e dirigenti scolastici. Le scuole italiane, come fabbriche di idee, devono essere più che mai attente a impartire lezioni sulla corretta gestione delle risorse e sulla tutela della natura, considerate le pesanti conseguenze che stiamo pagando per i disastri compiuti in passato e anche oggi.

Sorge spontanea una domanda: chi decide quali lezioni è giusto impartire studenti? Il buon senso suggerirebbe di fornire loro informazioni oggettive e lasciare che da soli traggano le proprie logiche conclusioni. Invece si sta tentando di costruire un futuro che non lascia spazio allo sviluppo sostenibile, tentando di plasmare le nuove generazioni in un’unica direzione, perché se il futuro è quello di produrre sempre più rifiuti da bruciare è chiaro che la linea tracciata mira solo al consumismo ossessivo e sfrenato, e poco importa delle implicazioni di carattere etico e legale che sorgono. Qualche studente, in occasione di questi incontri promosso da A2A, si spingerà a chiedere se l’inceneritore inquina ma possiamo immaginare che risposta gli verrà data: che le emissioni nocive dell’impianto sono controllate e influiscono sull’inquinamento in minima parte se non nulla. Hanno voglia gli ambientalisti di fare leva sulle scuole affinchè diano lezioni sulla raccolta differenziata e sulle tecnologie moderne di recupero e di riciclo dei materiali. E come dimenticare l’appello lanciato dal dottor Antonio Marfella dei Medici per l’ambiente nel mese di luglio (fermate la A2A!): il messaggio, più forte, che passerà alle future generazioni è che discariche e inceneritori sono l’unica strada da percorrere.

terranews.it

Advertisements