SCAMPIA ha aspettato il sindaco. Il quartiere era pronto ad accogliere la Iervolino e la delegazione di tecnici in sopralluogo per scegliere il nuovo sito di trasferenza. Ma non si è visto nessuno. Rimane la rabbia della delegazione di cittadini che ieri si è riunita davanti all’ isola ecologica in viale della Resistenza, lì dove il Comune vorrebbe realizzare il nuovo sito di stoccaggio dei rifiuti, le parrocchie hanno fatto suonare le campane a morto. C’ è tutta Scampia in questa striscia di asfalto e in questo pezzetto di cielo. Sì, di cielo, perché l’ aria è più densa qui, è dolciastra e sa di plastica bruciata. E il cielo è negato da un sottile velo di fuliggine.È l’ effetto dei roghi accesi nel campo rom, a pochi metri di distanza. Di fronte, lungo via della Resistenza, una scia di rifiuti. A sinistra, subito dopo la curva ci sono le “case dei Puffi”, con il muro di terra fatto erigere dai cittadini per non vedere i tossici. Gli uomini del commissariato di Scampia, diretti dal vicequestore Michele Spina, passano al setaccio la piazza di spaccio. Da un lato poliziotti e spacciatori, dall’ altro (nel campo) decine di tossicodipendenti, che incuranti dei controlli, dell’ immondizia, dei roghi continuano a bucarsi, alla luce del sole. «Ecco cosa siamo, il contenitore della città – si lamenta Giovanni T. – Nomadi, drogati, spacciatori e munnezza. Tutto a Scampia. Il sindaco non ha il coraggio di venire qui: si accorgerebbe che quel sito nascerebbe tra le case». Il guardiano dell’ isola ecologica (non ancora attiva), spiega: «Al momento qui ci sono solo i mezzi Asìa, non è aperto ai cittadini, ma hanno iniziato a ripulire l’ aria. Il sito di trasferenza dovrebbe estendersi fino alla ex centrale del latte». Elena Cerulli, 65 anni, mamma e nonna, è arrabbiatissima: «Sono 20 anni che vivo a Scampia e mai nessuno ha fatto niente per questo quartiere. Ora ci vengono a mettere anche la spazzatura. Io sono pronta a scendere in strada, a lottare e se sarò a fianco della camorra vorrà dire che non avrò avuto altra scelta, come tante persone perbene che vivono qui». «Io insegno alla scuola materna Alpi.Èa poche decine di metri da dove vogliono mettere l’ immondizia – dice Cecilia – Ma davvero ci trattano come animali?». «Siamo inguaiati. Ma che vogliono più da noi?», interviene Giovanni Schisano. «Mettere la ciliegina sulla torta», gli fa eco Raffaele. E Ciro Esposito: «Penso a come cresceranno i miei figli in questo quartiere disgraziato». E tutti assicurano: «Lotteremo». «Il sindaco non ha avuto il coraggio di venire – chiosa Vittorio Passeggio – Sapeva che l’ aspettavamo. Ma noi siamo qui e siamo pronti a difendere il nostro quartiere. Ci stiamo organizzando». Il Comune sta vagliando due ipotesi per il sito di trasferenza: Scampia e Ponticelli. E ieri mattina ci sono state proteste anche nella zona Est: venti donne hanno inscenato una manifestazione in via Argine per la mancata raccolta. Intanto migliora la situazione: in strada restano circa 1300 tonnellate di rifiuti. Ieri una protesta anche a Cava Sari. – CRISTINA ZAGARIA

Fonte: repubblica.it

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