Vertice a Roma con Letta, sindaco e governatore per fare il punto sull’emergenza. Entro venti giorni i luoghi delle discariche. La Regione sollecitata a nominare i responsabili per la costruzione dei termovalorizzatori

di ROBERTO FUCCILLO

VENTI giorni per decidere la localizzazione delle discariche, ma fra queste non ci sarà Quarto. È il timing più pressante uscito ieri dalla riunione sui rifiuti a Palazzo Chigi. Il governo ha fatto sentire il fiato sul collo agli enti locali su questo come su altri punti. La decisione dei luoghi ad esempio sarà attuata d’intesa con prefettura e Viminale, che così faranno sentire la loro presenza anche nei confronti dei Comuni interessati e delle possibili proteste.

Protezione civile e ministero dell’Ambiente hanno invece promesso un loro intervento di verifica sullo stato di attuazione degli accordi, dalle discariche agli impianti e ai siti di trasferenza che il Comune di Napoli deve allestire. Infine anche alla Regione è stato chiesto di accelerare la nomina dei commissari, compresi quelli per i termovalorizzatori, cosa che anzi potrebbe essere in agenda già in questo weekend.

Una accelerazione quest’ultima, soprattutto rispetto alla Provincia di Salerno, che ancora considera l’impianto una sua prerogativa e che ha avviato anche la formazione di una sua commissione aggiudicatrice, compito che invece il decreto assegna al nominando commissario.
Quanto alle discariche, oltre i venti giorni per la designazione, è stato anche fissato il termine di sei mesi per la loro realizzazione. Di sicuro però Quarto non sarà della partita. Lo ha escluso lo stesso presidente della Provincia Luigi Cesaro, in virtù di un parere negativo della sovrintendenza ai Beni ambientali.

Resta la contingenza stretta, ovvero dove portare in queste ore i rifiuti. Il governo è tornato a promettere lo sblocco di 20 milioni, che serviranno per gli impianti, ma occorre finanziare anche il trasferimento di questi rifiuti per i sei mesi necessari a realizzare le discariche. Tra le ipotesi anche quella di potenziare l’accordo con la Puglia o anche le partenze verso l’estero, tipo il già prospettato accordo con discariche spagnole in Andalusia. Prospettive comunque delicate. La Puglia ad esempio proprio ieri ha confermato che è disposta ad accogliere solo rifiuti legittimi.

Una protesta frutto della comunicazione di polizia e carabinieri locali circa la presenza nei carichi campani di rifiuti non concordati. E la discarica Italcave di Taranto ha cautelativamente sospeso i conferimenti dagli Stir di Giugliano e Battipaglia.

Indubbiamente, «la situazione è ancora molto fragile», come ammetteva il presidente della Regione Stefano Caldoro prima di entrare nella riunione guidata da Gianni Letta. Dove peraltro era arrivato sulla scorta di una ennesima guerra di comunicati col sindaco Iervolino, avente per oggetto la possibilità o meno di discariche nel napoletano. Una polemica a cui aveva dato il suo tocco anche l’assessore regionale Giovanni Romano: «Abbiamo ricevuto dal Comune un plico contenente un progetto di massima di un solo sito di trasferenza sui due annunciati da Palazzo San Giacomo».

L’emergenza intanto è ancora lì: 1800 tonnellate a Napoli, e se si esce in provincia si superano le 10mila, con un migliaio solo a Quarto. L’apertura straordinaria degli Stir ha consentito la rimozione di 100 tonnellate in più sulla media giornaliera, l’ufficio flussi prevede per oggi di portare il recupero a 200 tonnellate, nella migliore delle ipotesi serviranno altri dieci giorni per tornare a zero. In questa situazione il Comune lancia l’unico messaggio positivo: raccolta differenziata a Scampìa da marzo. Lo ha annunciato ieri la Iervolino. Si partirà a metà marzo, sarà un porta a porta, toccherà 54 mila abitanti e impegnerà circa 50 addetti. Successivamente è prevista l’apertura del servizio anche al Rione Lieti ai Colli Aminei: altri 20mila utenti. E, prima dell’estate, obiettivo Posillipo.

Fonte: repubblica.it

 

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