Nuova delegazione di sindaci a Palazzo Isimbardi, che promette un consiglio provinciale solo su termovalorizzatore e smaltimento rifiuti.

Grezzago, 11 febbraio 2011 – Il “no” dei cittadini al raddoppio del termovalorizzatore fa irruzione nuovamente a Palazzo Isimbardi: in cento, e con una ventina di sindaci in fascia tricolore, nell’aula del Consiglio provinciale, per strappare i fatti dopo tante parole.

L’intento della manifestazione, cui hanno preso parte ieri molti sindaci del «no» accompagnati da decine e decine di cittadini del territorio dell’Adda e della Martesana, è raggiunto almeno in parte: dopo ore di dibattito e schermaglie, e molti momenti di autentica tensione, una promessa, quella di indire un Consiglio provinciale dedicato alla problematica rifiuti e nuovi impianti, già messo in calendario, salvo sorprese, per il 3 marzo. Ci sarà, questa la garanzia, anche Guido Podestà, ieri impegnato a Roma.

È iniziato alle 15 in punto il nuovo pomeriggio milanese dei «barricaderi» anti-raddoppio, che si sono mossi in parte in metropolitana, in parte con pullman organizzati a Pozzo. Quello che qualcuno ha definito un «blitz» era in realtà una visita annunciata da giorni. Qualche schermaglia iniziale sul modus operandi, poi la parola è andata a Vittorio Mapelli, il sindaco di Grezzago da mesi portabandiera ufficiale del comitato di protesta. La richiesta, «quella di un atto ufficiale, che deve uscire di qui, e che chiarisca i criteri di scelta della Provincia, escludendo una volta per tutte lo sciagurato progetto di Trezzo».

Poi due ore di dibattito, prima fra cittadini, sindaci e capigruppo in sala a latere, poi nuovamente in Consiglio. Qua e là momenti di autentica tensione, e parole grosse fra i cittadini in platea e alcuni consiglieri di maggioranza: «Basta parole, siamo stufi». «Ci state prendendo in giro da troppo tempo».

Poi la decisione, ufficializzata dal presidente dell’assise Dapei, di aggiornarsi al 3 con un consiglio dedicato. Nel pomeriggio una nota dello stesso presidente dai toni diplomatici: «Quella dei sindaci è una protesta legittima – scrive Dapei -. Chiedono un atto del Consiglio. Tutte le forze politiche vanno ora richiamate al loro senso di responsabilità perché, dicendo di no a qualsiasi opzione, qualcuno poi rimane col cerino in mano».

Arrivano a slavina, nel pomeriggio, le note della minoranza a Palazzo Isimbardi. La prima è di Filippo Penati: «Nel piano provinciale dei rifiuti in vigore, approvato a novembre del 2008 dalla mia Giunta, non è previsto un incremento della potenzialità termica e, quindi, del trattamento dei rifiuti per l’inceneritore di Trezzo – esordisce Penati -: questa incertezza di risposte a quasi due anni dall’insediamento della nuova Giunta, è un pessimo segnale». «Prendiamo ancora una volta atto della vergognosa assenza del Presidente Podestà e di tutta la Giunta all’incontro di oggi con i sindaci – tuona Massimo Gatti di Altra Provincia – , dimostrazione di tutto il suo disinteresse nei confronti di cittadini e sindaci». «Noi siamo comunque soddisfatti – dice a chiusura il sindaco Vittorio Mapelli -: abbiamo strappato una convocazione ufficiale, e il 3 marzo ripeteremo chiaro e forte che vogliamo un impegno della Provincia a bloccare in fretta il progetto. Importante la sortita di Penati, che apre un significativo spiraglio».

di Monica Autunno

Fonte: il giorno

 

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