di Alessandro De Pascale

CAMPANIA. In 24 ore raccolte solo 100 tonnellate di arretrato, oltre 1.900 ancora in strada. Nella notte tornano i roghi. Borrelli, Verdi: «Il governatore Caldoro revochi i poteri alle Province».

In una Napoli assediata dai cumuli di rifiuti, tornano i roghi notturni. Cassonetti in fiamme anche nelle centralissime via Foria, Corso Umberto, Riviera di Chiaia e piazza Sannazaro. Del resto nelle ultime 24 ore sono state rimosse solo 100 tonnellate di arretrato. Martedì in giro per la città si contavano 2.000 tonnellate di spazzatura non raccolta, ieri poco più di 1.900. «L’area orientale, il quartiere di Chiaia e Soccavo sono travolte dall’immondizia, mentre a via Tasso dove non c’è raccolta da 11 giorni i rifiuti hanno invaso le carreggiate bloccando le macchine – denuncia il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – e solo grazie ad alcuni cittadini che hanno spazzato a terra raggruppando il pattume in alcune zone si è evitato il blocco totale della circolazione».

La situazione resta critica anche in provincia con oltre 8mila tonnellate di immondizia non raccolta, mille in meno rispetto al giorno prima. «Comuni come Pozzuoli, Melito, Quarto e Giugliano sono oramai travolti dalla spazzatura da giorni», continua Borrelli. Il prolungamento degli orari di apertura degli impianti non ha quindi dato i risultati sperati dalla Provincia di Napoli che ha disposto lavori urgenti alla discarica di Chiaiano, l’unica della città, che dovrebbero allungarne vita e capacità. Anche se di poco. Al termine degli interventi, l’invaso potrebbe infatti seppellire 40mila tonnellate di immondizia in più e calcolando una media di 400 tonnellate al giorno potrebbe rimanere attivo fino ad aprile. Periodo nel quale sarà forse approvato anche il nuovo Piano rifiuti della Campania. Il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro (Pdl), sembra ormai impotente di fronte all’ennesimo disastro.

«Chiediamo al governatore della Campania, Stefano Caldoro, di prevedere l’immediata revoca della legge sulla provincializzazione dei rifiuti», attaccano i Verdi. Per cercare di placare le polemiche, Cesaro ha rivelato i punti chiave del piano che sta mettendo a punto la Provincia. Prevede sei siti per la raccolta dei rifiuti (compreso quello già attivo a Terzigno), sconti per i Comuni che ospiteranno le discariche alla Tassa sui rifiuti (aumentata del 10 per cento) e soprattutto il ritorno dei privati nella gestione dei tritovagliatori (Stir). «Peccato – denuncia Tommaso Sodano, consigliere provinciale della Federazione della sinistra – che questo piano non l’ha mai visto nessuno». Tra i punti più discussi, c’è proprio il ritorno dei privati negli Stir.

«Questi impianti – continua Sodano, ex presidente della Commissione Ambiente del Senato – erano stati costruiti e gestiti dai privati di Impregilo, tra i responsabili del disastro. Erano poi passati al Commissariato e infine alle Province, come deciso dal governo. Ora si vuole tornare al punto di partenza. Una follia perché affidarsi al pubblico serve a garantire i controlli ed evitare infiltrazioni camorristiche». C’è poi l’annunciata nomina di un commissario straordinario per ogni nuovo impianto da realizzare: due termovalorizzatori e cinque di compostaggio. «Oltre un milione di euro, speso soltanto per far nascere la società provinciale Sapna che si occupa del ciclo dei rifiuti soltanto dal 2011 (come denunciato ieri da Terra, ndr), per poi nominare sette nuovi commissari».

Per Sodano c’è qualcosa che non torna. «Per tutto il 2011 – spiega – i Comuni continueranno ad occuparsi della raccolta del pattume mentre la Provincia si dovrà dedicare solo ai nuovi impianti. Ma se per realizzarli si affida ai commissari  e per gestirli ai privati – si chiede -che senso ha mantenere una società ridondante e così onerosa per la collettività? A questo punto la Sapna andrebbe davvero azzerata».

Fonte: terranews.it

 

 

 

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