di Francesco Iacotucci

Qui sono quarto mondo, così il direttore generale del ministero dell’Ambiente Gianfranco Mascazzini nel 2007, in una telefonata, definisce la popolazione di Terzigno costretta a subire i miasmi di rifiuti che “puzzavano come i dannati”.

Questa telefonata ben fa capire il tipo di gestione che si è fatta in questi anni, e ben si sposa con le immagini fortissime che abbiamo potuto vedere durante la trasmissione “presa diretta” di Riccardo Iacona.

Vedere la popolazione di Terzigno, le proteste contro la discarica, i racconti della vita con i miasmi e leggere poi che qualcuno li definiva “quarto mondo”, mentre faceva sversare rifiuti umidi non trattati, fornisce un quadro esemplare della situazione odierna e del clima di sfiducia che oggi aleggia per l’apertura della nuove discariche.

Gianfranco Mascazzini è oggi indagato da qualche giorno per lo sversamento illecito del percolato a mare, facendolo passare per i depuratori in accordo con la Hydrogest.

Nella trasmissione di Iacona, illuminante è stata la parte in cui si parla delle due società che ad oggi gestiscono il ciclo dei rifiuti napoletano, la SapNa e l’Asìa.

Per quanto riguarda la SapNa, abbiamo saputo che sono stati spesi oltre 800.000 euro a fronte di un piano industriale che ancora non si è visto e di vari e poco precisati progetti in campo.

L’intervista al presidente del’Asìa Daniele Fortini mi ha lasciato senza parole, Fortini ha candidamente dichiarato che  l’Asìa potrebbe costare di meno, potrebbe avere delle performance migliori, e potrebbe coprire tutto il territorio cittadino senza subappalti e potrebbe far arrivare al 40% di differenziata.

Solo per i subappalti l’Asìa paga 32 milioni di euro all’anno soldi che vanni diritti nella nostra tarsu, soldi spesi a fronte di una raccolta differenziata che nel 2010 come dichiara Fortini è al di sotto del 19%.

Troppi soldi spesi e pochi risultati, la vera emergenza che viviamo oggi è di una manifesta incapacità amministrativa nel risolvere la questione rifiuti.

La SapNa in questi giorni sta cercando freneticamente una o più discariche per sversare i rifiuti visto che anche la discarica di Chiaiano è prossima alla chiusura, ma ancora una volta il problema da affrontare è un altro,bisogna creare le condizione per ridare fiducia alle persone.

Nessun paese della Campania dovrà mai più essere trattato da  Quarto Mondo, bisogna prendere le decisioni di concerto con i comuni interessati, garantire che si verserà solo rifiuto stabilizzato, bisogna garantire la provenienza dei rifiuti ed infine garantire tempi e durate certe degli invasi.

Quindi prima di aprire nuovi invasi si devono predisporre le linee di stabilizzazione in tutti gli impianti stir, visto che ad oggi solo a Tufino ce n’è una funzionante.

L’impressione che si ha in questi giorni è che in verità si stia aspettando la nomina del commissario per far decidere a lui in totale autonomia ed in deroga di legge la posizione delle nuove discariche, spero non sia così e che, per la prima volta, si voglia intraprendere un modo nuovo di gestire la questione rifiuti.

Fonte: terranews.it

 


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