EMERGENZA RIFUTI

Contro i lavori nel cantiere di Cerroni, che la presidente del Lazio giudica legittimi, blitz alla cava di residenti e politici. Richiesta un’ispezione della polizia municipale

ROMA – I vigili urbani andranno a controllare cosa sta succedendo nella cava di Monti dell’Ortaccio. Mentre la presidente della Regione Renata Polverini afferma che «quello è uno spazio dell’avvocato Cerroni, il quale ha tutti i diritti di farvi quello che vuole», nei due municipi più vicini a Malagrotta, il XV (Magliana-Portuese) e il XVI (Boccea-Casalotti), tira aria di rivolta.
Contro il possibile raddoppio della discarica, prima ancora di un’assemblea cittadina in calendario il 16 febbraio, sono in programma un consiglio congiunto tra i due «parlamentini» e soprattutto un blitz – previsto martedì 8 – davanti al contestato cantiere di Monti dell’Ortaccio. Certa la presenza della polizia municipale richiesta esplicitamente dai presidenti delle due commissioni municipali alla Trasparenza che hanno convocato l’ispezione. «C’è poco da stare tranquilli – dicono Marco Palma (XV) e Antonio Aumenta (XVI), entrambi del Pdl -. Rispetto alla nuova discarica intendiamo verificare autorizzazioni e scopo dei lavori in corso alla cava».

«ALTERNATIVA DA DIMENTICARE» – Intanto altri due consiglieri Pdl, Augusto Santori e Marco Giudici, sollecitano i rispettivi presidenti, Gianni Paris (XV) e Fabio Bellini (XVI), a convocare un incontro congiunto «possibilmente nei pressi della Valle Galeria nelle cui vicinanze – scrivono in un comunicato –l’Arpa ha rilevato dati allarmanti sull’inquinamento delle falde, contaminate dalla presenza di metalli pesanti in certi casi superiore a 200 volte ai limite consentiti».
Ecco perché «bisogna dimenticare Monti dell’Ortaccio quale possibile alternativa a Malagrotta», la discarica dichiarata esaurita ma che da anni continua ad operare grazie alle proroghe. Priva di effetti, almeno per il momento, l’ordinanza firmata dal sindaco Alemanno che ha intimato alla «Giovi», la società di Cerroni, la messa in sicurezza dell’invaso che secondo l’Arpa inquina corsdi d’acqua e falde acquifere della zona. Il Tar ha sospeso sino ad aprile il provvedimento, impugnato dall’avvocato Cerroni che si dichiara estraneo all’inquinamento.

LAVORI IN CORSO NELLA CAVA – Nel frattempo dal cantiere di Monti dell’Ortaccio, che ha un’estensione di circa 300 ettari e si trova a poche centinaia di metri da Malagrotta, dalle 6 di ogni mattina escono decine di camion – fotografati all’opera da Corriere.it– pieni di argilla usata per ricoprire la spazzatura dell’«Ottavo colle» che raccoglie l’immondizia di tutta Roma.
E’ stato il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati a segnalare lo sbancamento delle colline sovrastanti e la presenza di quelle buche gigantesche che forse potrebbero preludere allo sviluppo della nuova discarica.

POLVERINI: «CERRONI PUO’ FARE QUEL CHE VUOLE» – Ma la governatrice Renata Polverini ha tagliato corto: «Monti dell’Ortaccio è uno spazio dell’avvocato Cerroni – ha appunto ribadito – il quale ha tutti i diritti di farvi quello che vuole». Poi la presidente della Regione ha precisato che «stiamo lavorando in questi giorni sulle politiche dei rifiuti». L’obiettivo resta quello del «trattamento della spazzatura che rimane alla nostra attenzione proprio perchè abbiamo sempre sostenuto che non ci sarà una Malagrotta 2, ma rifiuti trattati. La nostra ordinanza, in questo senso è molto chiara e questo lavoro passa anche per la riduzione dei rifiuti prodotti e gli imballaggi».

 

I VERDI: ISPEZIONE IMMEDIATA – Ma il botta e risposta continua. Secondo i consiglieri regionali verdi Angelo Bonelli e Nando Bonessio «Renata Polverini ha il dovere di verificare se i lavori in corso a Monti dell’Ortaccio sono stati autorizzati, perché se non lo facesse sarebbe la presidente Polverini a commettere un reato. L’affermazione della governatrice è speculare a quella di Berlusconi che dice che a casa sua fa quello che vuole. Diffidiamo la Polverini ad intervenire subito con un’ispezione della vigilanza urbanistica».

Alessandro Fulloni

Fonte: corriere.it

 

 

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